L’acquario della Villa Mazzini non riaprirà prima di settembre del 2026. E così gli anni di chiusura diventeranno più di quattro. I pesci, i molluschi, i crostacei, le decine di specie che hanno fatto compagnia a centinaia di bambini sono destinati a restare ancora nascoste al pubblico per parecchi mesi.
I lavori, affidati ad una ditta della provincia di Trapani costati un milione, sono al centro di una serie di riserve saltate fuori durante il tentativo di collaudo effettuato dalla direzione dei lavori esterna al Comune. Nei giorni scorsi la riunione definitiva che dovrebbe evitare code giudiziarie e che servirà a mettere la parola fine su questo appalto durato troppo e concluso nel peggiore dei modi.
In corso la definizione delle penali e degli ultimi interventi per chiudere il contenzioso. L’appalto prevedeva la ristrutturazione e l’adeguamento tecnologico e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Il tutto finanziato con fondi europei.
Le riserve e i difetti riscontrati riguardavano le vasche, le valvole di scarico e altri dettagli di importanza non secondaria. “Non potevamo aprire– spiega Massimiliano Minutoli assessore all’Ambiente- in quelle condizioni. La colpa non è nostra”.
Il Comune ha deciso comunque di potenziare la struttura e di renderla maggiormente fruibile. E quindi di effettuare nuovi interventi bandendo una nuova gara da oltre un milione di euro. Nel nuovo appalto sono previste altre due vasche e una vasca tattile per i non vedenti e un sistema di sicurezza che tiene conto delle nuove normative. Progettazione interna cioè fatta dagli uffici del Comune. E poi gara d’appalto che richiede i tempi previsti da questo tipo di procedure e si espone sempre al rischio ricorsi. I lavori dovrebbero durare quattro mesi. Insomma a conti fatti per rivedere le grandi cernie, le tartarughe, e tutte le specie ittiche presenti nelle grandi vasche nuove fiammanti occorrerà attendere almeno sino a settembre del 2026. “Abbiamo già siglato tra l’altro– spiega Minutoli- una convenzione con il Cnr per l’allestimento di una mostra sulle spedizioni in Antartide. Per il futuro stiamo pensando ad una gestione in House”.
L’Acquario di Messina è l’unica struttura scientifica di questo genere esistente nell’Italia meridionale insieme all’Acquario di Napoli. E’ stato costruito all’interno della Villa Mazzini all’inizio degli anni 60 dall’Istituto Talassografico di Messina, grazie ad un apposito finanziamento concesso dalla Regione Sicilia. Nel 1986 è stato ceduto in comodato al Comune di Messina Nella struttura, prima della chiusura erano sono presenti circa 70 diverse specie di pesci, molluschi, crostacei e rettili del Mediterraneo ospitata in 22 vasche con capienza variabile da 2.500 a 18.000 litri d’acqua, alimentate a circuito aperto con acqua di mare prelevata direttamente dallo Stretto di Messina.
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