Rassegna e contro-rassegna in centro a Macerata: giornata movimentata tra libri e dibattiti

MACERATA AlloSferisterio la rassegna “Letture Maceratesi”, all’Asilo Ricci il controfestival “Non ci si rassegna”, in mezzo alla piazza un discreto dispiegamento di forze dell’ordine a garantire la massima sicurezza per tutti. Un sabato particolare quello andato in scena ieri a Macerata. All’Asilo Ricci la rassegna andata avanti da mattina a sera, una maratona organizzata all’ultimo momento per rispondere a quella che il popolo della sinistra e dei suoi dintorni ha visto come una provocazione della destra ovvero quella iniziativa organizzata appunto allo Sferisterio e inserita all’interno del cartellone natalizio del Comune di Macerata.

La risposta

Asilo Ricci gremito nel primo pomeriggio, pubblico di giovanissimi che i partiti tradizionali non intercettano in alcun modo ed invece si sono ritrovati a discutere di antifascismo. Il pomeriggio di “Non ci si rassegna” è partito con un collegamento da remoto con il docente Christian Raimo che ha criticato la posizione del virologo Roberto Burioni sull’esame di accesso a Medicina  e ricordato la partecipazione alla manifestazione spontanea a Macerata dopo la tentata strage di Luca Traini che – secondo il docente – ha suscitato “simpatia patriottica” per aver indossato la bandiera italiana al termine del raid razzista. Sempre sul fronte Traini, la giornata dell’Asilo Ricci ha registrato anche la testimonianza di uno (Omar) degli extracomunitari finito nel suo mirino.

Lo Sferisterio

Dall’Asilo Ricci alla sala Cesanelli.

In apertura di rassegna non si è registrato subito il sold out. Presenti, tra gli altri, l’ex consigliere regionale FdI Simone Livi (che ha destinato fondi per 15mila euro all’associazione extramarchigiana curatrice della rassegna), l’assessore comunale Paolo Renna, il capogruppo comunale FdI Pierfrancesco Castiglioni, dirigenti della Regione Marche. «C’è ancora tanto da fare, siamo per una Macerata liberale aperta a chiunque voglia esprimere il suo pensiero. Ben venga questa rassegna, ben venga anche la controrassegna. Hanno paura di leggere un libro? Sarebbe una sconfitta», ha detto Renna. La partenza è stata affidata all’ex studente di Unimc ed esponente di Casa Pound Michele Iozzino che ha presentato il suo libro “Ernst Junger. Il volto della tecnica”.

Pienone in serata per la performance del filosofo Cesare Catà. Alla fine clima tranquillo, più vivace lo scambio di attacchi della vigilia tra le varie coalizioni. Dopo una settimana di silenzio, ha deciso di spiegare il motivo del suo agire l’ex consigliere regionale Simone Livi: «Questa iniziativa nasce per dare alla città una visibilità più ampia e inserirla in un circuito culturale europeo. È uno spazio di confronto libero, aperto, democratico. Le polemiche dimostrano quanto sia ancora difficile accettare davvero la libertà di espressione, anche da parte di chi afferma di difenderla». Prende posizione anche il circolo maceratese di FdI: «Confondere il dissenso culturale con un reato è un grave abuso del linguaggio e della realtà»

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