L’ira di Acquaroli contro Pistarelli: rapporti incrinati da tempo, ecco le ragioni dell’addio

ANCONA Un addio decisamente più caustico di come sia stato descritto nei melliflui dispacci ufficiali. Quello tra il governatore Francesco Acquaroli e il suo Capo di Gabinetto Fabio Pistarelli è stato un divorzio vero e proprio. E di quelli in stile Kramer contro Kramer, per capirci.

Il crescendo

Un’acredine montata nel tempo, fino a raggiungere l’acme durante la campagna elettorale per le Regionali. Tanto che, nel rinnovargli il contratto a inizio novembre – con compenso lordo di 90mila euro – Acquaroli gli ha dato solo 3 mesi di vita.

«E cercati qualcos’altro perché poi te ne vai», la parafrasi delle sue parole. Altro che «una fisiologica fase di riorganizzazione» e un «desiderio di riavvicinarmi al territorio», le motivazioni addotte da Pistarelli per l’uscita di scena da Palazzo Raffaello.

Ma come mai il rapporto tra i due si è incrinato a tal punto, dopo l’idillio iniziato nel 2020? In estrema sintesi: la differenza siderale tra i due nell’approccio al lavoro. Acquaroli detto Stachanov ha iniziato a mal sopportare l’atteggiamento poco operoso (eufemismo) del suo Capo di Gabinetto.

Attività spot

In effetti, a ben guardare, tra il 2020 e il 2025 Pistarelli ha firmato solo due decreti – il 1° marzo e il 20 aprile 2022 – entrambi per autorizzare il rimborso spese dell’allora consulente al turismo di Acquaroli, Gianluca Caramanna.

Poi, il nulla. «Ma Pistarelli è un uomo di relazioni, a Palazzo Raffaello teneva i rapporti con l’esterno, facendo da filtro al presidente», la difesa dei supporters dell’ormai ex Capo di Gabinetto. Ma durante la campagna elettorale, il governatore si è lamentato con i suoi a più riprese proprio perché era venuto a mancare anche questo apporto da parte di Pistarelli.

«Quando lo cerchi non si trova mai», avrebbe sbottato il numero uno della Regione. Che per mettere alla prova il suo (non più) uomo di fiducia, ad un certo punto ha iniziato a chiamare in ufficio per verificare se davvero fosse lì di buon mattino. Spoiler: spesso e volentieri non c’era.

Lo strappo finale

Quando la misura del governatore è stata colma, ha affrontato Pistarelli, mettendolo di fronte all’evidenza e spingendo un rapporto ormai logoro al punto di non ritorno. E adesso sono arrivati i titoli di coda per un dramma che si è consumato dietro le quinte mentre sul palco andavano i scena i finti sorrisi. This is the end, my friend.

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