ANCONA Alle mille luci di Los Angeles, dove ha vissuto fino allo scorso marzo, preferisce le luminarie di “Ancona che brilla”.Kate McCue, prima donna americana a capo di una mega nave da crociera, è arrivata in città da pochi mesi. Il suo era un viaggio di lavoro per supervisionare la costruzione della Four Season 1, uno yacht di lusso di cui sarà presto capitana, e che al momento sta prendendo forma aFincantieri. Ora, il suo obiettivo è comprare una casa in città, per poter tornare in visita ogni volta che vorrà. «La nave sarà pronta a febbraio 2026, ma io non posso pensare di andarmene da Ancona. Si sta troppo bene qui».

I social
Diplomata in studi marittimi, McCue ha iniziato la sua carriera a bordo delle navi cargo per il commercio di banane con gli Stati Uniti.
Poi la decisione di passare al settore delle navi di lusso e, in pochissimo tempo, la scalata che ha infranto tutte le barriere di genere. È la prima donna americana a ottenere il titolo di capitano di una mega nave, la quinta nel mondo. Durante il periodo del covid, quasi per gioco, inizia a raccontare la vita di bordo sui social. In pochissimo tempo raggiunge un ampio seguito che la rende una sorta di “influencer del mare”.
Sui social mostra entusiasta la scalinata del Passetto, le grotte, gli angoli più nascosti del porto antico. I suoi follower su Instagram (dove conta 1 milione di seguaci) e Tik Tok (3.6 milioni), sopratutto americani, sono impazziti per il capoluogo dorico. «Molti mi scrivono per sapere dove si trova questo luogo. Dell’Italia conoscono solo i luoghi più inflazionati, le città d’arte. Dopo aver visto le mie foto mi rivelano di voler aggiungere anche le Marche al loro itinerario».
«Adoro Ancona, il senso di comunità che si respira qua in città. A Los Angeles non capita mai di entrare in un bar o in un negozio, di essere riconosciuta e poter scambiare due chiacchiere con il proprietario». In pochi mesi la capitana ha creato una routine. Si alza, fa una lunga passeggiata fino al Passetto e si ferma a prendere un caffè in uno dei suoi bar di fiducia, prima di scappare al cantiere per supervisionare le operazioni. «I miei posti del cuore sono tanti. Per una colazione veloce o per un dolce adoro Hummus Plant Café o Maison Dèlice. Non dico mai di no a una bella cena alla Degosteria o a un calice di vino da Lumière, sotto i portici di piazza Cavour. Per i grandi eventi di gruppo, quando abbiamo ospiti con la compagnia, andiamo spesso da Rosa».
E poi ci sono i piccoli piaceri come affacciarsi dalla balconata del Monumento, osservare le famiglie che pranzano in grotta d’estate. Inebriarsi con l’odore della salsa di pomodoro, del sugo di pesce e del vino fresco, ascoltare le risate e i giochi dei bambini. «Vorrei davvero poter trascorrere una giornata laggiù», sospira.
«Spesso, parlando con la gente di qua, viene fuori il solito discorso: “Qui non succede mai nulla”. Sbagliate a sottovalutarla, perché questo posto ha davvero tanto da offrire. Dal mercatino di Natale ai concerti, c’è sempre qualcosa da fare. Eppure voi anconetani non sembrate esserne consapevoli». Kate sa che in città è in corso un dibattito su cosa fare con gli arrivi delle crociere, come intercettare più turisti e rafforzare l’immagine della città. «I crocieristi li ho incontrati durante le mie passeggiate, giravano per i negozi e li ho visti un po’ persi. Il mio è un settore diverso, Ancona non è nei nostri itinerari. Una cosa però posso dirla – spiega, buttando giù l’espresso – Spesso anche io mi sono trovata a dover capire da sola cosa c’era in programma. Azioni di marketing più concrete, pubblicizzare meglio cosa la città ha da offrire, organizzare più tour tematici, potrebbe essere già un primo passo».
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