PORTO SAN GIORGIOLa giunta ha approvato il bilancio di previsione 2026. Sono state riviste le tariffe solo di alcuni servizi. Il documento, come da prassi, dovrà essere poi approvato in consiglio comunale. Alcune tariffe sono state aumentate. Sensibili i rincari che vanno a colpire il settore mercatale non a sede fissa in occasione delle fiere, mentre si conferma la riduzione per il mercato ordinario con cadenza settimanale.
Come riportato nella delibera di giunta numero 296 che porta la data del 5 dicembre, sulle tariffe del canone mercatale, c’è stato qualche cambiamento.
Per il 2026, la giunta ha previsto una riduzione del 40% per le occupazioni nei mercati a cadenza settimanale vale a dire che la tariffa base era di 0.70 centesimi al metro quadro, diventa di 0,42 centesimi a metro quadro, con una previsione di entrate per 120 mila euro nell’ipotesi di occupare tutti i posti, questo l’auspicio della giunta Vesprini.
Per le due fiere, di San Giorgio e d’Autunno, chi non ha posto fisso (spuntisti) pagherà tariffa base di 0,70 euro al metro quadrato con un aumento di circa 15 centesimi in occasione delle fiere. Nella stessa sede, è stata approvata anche la delibera relativa numero 295 relativa alle tariffe per i servizi a domanda individuale, allegata anche questa al bilancio di previsione 2026/2028.
Le tariffe
Come si legge nella delibera numero 295, le tariffe dei servizi a domanda individuale, sono state adeguate al tasso di inflazione «al fine di non incidere in maniera indiscriminata sulla collettività con un aumento generalizzato della pressione fiscale e/o riduzione di alcuni servizi, si è reso necessario riattivare il meccanismo di indicizzazione già previsto a partire dall’anno 2008».
Dall’adeguamento, restano però escluse le tariffe relative ai parcheggi a pagamento, gli impianti sportivi, banchi e box del mercato delle erbe, porto peschereccio, magazzini e box dell’ex mercato ittico. Sono state confermate le tariffe per la mensa scolastica e l’asilo nido, escludendole dall’adeguamento al tasso d’inflazione «al fine -si legge nella delibera approvata dalla giunta- di agevolare il rientro delle mamme nel mondo del lavoro, visto che le tariffe dell’asilo nido non si discostano dai prezzi dei nidi d’infanzia privati del territorio».
Gli affitti
Al centro dell’adeguamento al tasso d’inflazione, con un aumento del 1,5%, c’è l’assistenza domiciliare e l’affitto di luoghi come Rocca Tiepolo e Rivafiorita. Per il 2026, si stimano 988.312 euro di entrate totali da servizi a domanda individuale, a fronte di un costo totale di 1.155.000 euro.
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