Puglia, truffe e assunzioni in cambio di voti: a processo ex assessore Pisicchio e altri nove
Il processo prenderà il via il 5 marzo 2026

Si avvia alla fase dibattimentale l’inchiesta che coinvolge l’ex assessore regionale pugliese Alfonsino Pisicchio e suo fratello Enzo, accusati a vario titolo insieme ad altri otto imputati di reati come corruzione, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ed emissione di fatture false. Il Giudice dell’Udienza Preliminare (Gup) di Bari, Nicola Bonante, ha disposto il rinvio a giudizio per tutti i 10 coinvolti. Il processo prenderà il via il prossimo 5 marzo dinanzi al Tribunale collegiale. La Regione Puglia e il Comune di Bari si sono costituiti parti civili nell’udienza preliminare.
Tra le vicende contestate dalla Procura ai fratelli Pisicchio, a funzionari pubblici e imprenditori, c’è l’appalto da 5,5 milioni di euro bandito dal Comune di Bari nel 2019 per il servizio di riscossione di imposte e tributi comunali.
Stando all’ipotesi accusatoria, i fratelli Pisicchio avrebbero fatto da intermediari tra un imprenditore e i pubblici ufficiali per agevolare l’aggiudicazione della gara, ottenendo in cambio regali, come mobili, tablet, un’auto, il pagamento di feste private, denaro e anche assunzioni o promesse di assunzioni per garantirsi – nel caso di Alfonsino Pisicchio – successivo consenso elettorale. Nel procedimento sono contestate anche truffe alla Regione sulla erogazione di contributi per l’imprenditoria per diversi milioni di euro, messe in atto – secondo l’accusa – attraverso la predisposizione di polizze fideiussorie false.
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