Lecce, multe annullate e voti: parla Vizzi, lady di ferro che diede il via all’inchiesta

Lecce, multe annullate e voti: parla Vizzi, lady di ferro che diede il via all’inchiesta

Lecce, multe annullate e voti: parla Vizzi, lady di ferro che diede il via all'inchiesta
di Roberta GRASSI
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mercoledì 10 dicembre 2025, 18:52 – Ultimo aggiornamento: 19:00

«Non è facile ricostruire, è stato il momento più difficile della mia vita professionale, sono cose che non amo ricordare». Luigianna Vizzi, l’ufficiale della polizia locale di Lecce dalle cui segnalazioni è nata la maxi inchiesta su presunti favori elettorali in cambio delle multe annullate, ha parlato a lungo, oggi,  in aula. Prima testimone, lei che è la sola parte civile, nel processo che si sta svolgendo dinanzi al collegio presieduto dal giudice Bianca Todaro e composto dalle colleghe Laura Orlando e Natascia Mazzone. «Non ero benvista, me ne volevo andare. C’era una situazione ambientale problematica», ha raccontato rispondendo alle domande dei pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci che sostengono l’accusa nel procedimento in cui sono coinvolte le due vigilesse che a parere dell’accusa avrebbero giocato un ruolo prevalente: Luisa Fracasso e Loredana Valletta. Poi anche i politici Antonio Finamore, ex consigliere comunale di opposizione, e l’ex assessore di centrodestra Luca Pasqualini, anche lui ormai lontano dall’agone politico. Poi ancora il poliziotto provinciale Piervitale Frassanito, il dipendente della polizia locale Carlo Corvino, e il funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Lecce, Francesco D’Elia. 

Il racconto

Vizzi è entrata nel dettaglio delle presunte «anomalie» di cui si era accorta. Ha spiegato che il primo campanello d’allarme sarebbe scattato quando un imprenditore balneare sarebbe andato a chiedere specificatamente di una delle vigilesse. E sarebbero state poi rilevate stranezze nel sistema dei verbali. Proprio sulle procedure l’ufficiale della municipale si è soffermata, per spiegare al collegio quali fossero i codici e i meccanismi che l’avrebbero portata a scrivere numerose mail al comandante della municipale, Donato Zacheo che pure doveva essere sentito ieri ma che per ragioni di tempo sarà invece ascoltato ad aprile. 
Vizzi che, come si ricorderà è l’unica ad essersi costituita parte civile al fianco dell’avvocato Viola Messa.

Ha affrontato anche il controesame dell’avvocato Giuseppe Corleto per gli imputati. Ha risposto a tutte le domande, non senza cedere in qualche momento alla tensione. Ha narrato di essersi più volte determinata a lasciare il comando, fino ad arrivare al punto di chiederlo formalmente. Di aver anche saputo  dell’intenzione di spostarla, trasferimento evitato proprio da Zacheo e dall’allora sindaco Paolo Perrone. I fatti investigati dai militari della guardia di finanza del nucleo di polizia tributaria di Lecce sarebbero accaduti infatti quando era in carica l’amministrazione di centrodestra. fino al settembre 2018. 

I provvedimenti cautelari

Il 14 febbraio del 2024 erano state spiccate quattro misure interdittive, poi nel tempo in parte revocate. Le accuse sono, tanto per cominciare, di associazione per delinquere. È riferita a Pasqualini, Finamore, Fracasso, Valletta, Corvino e Frassanito. A tutti loro viene attribuita la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. Pasqualini è coinvolto in qualità di assessore al Traffico e alla Polizia Locale fino al 2017 e poi fino al 2018, Finamore in qualità di consigliere comunale; Fracasso quale sovrintendente in servizio presso l’ufficio Verbali della Polizia locale; Valletta quale sovrintendente in servizio presso l’ufficio Ricorsi; Corvino, addetto all’ufficio Verbali della Polizia locale; Frassanito, maresciallo in servizio all’ufficio Verbali della polizia provinciale. Avrebbero compiuto vari reati di corruzione, anche a sfondo elettorale, falso, soppressione di atti pubblici, accesso abusivo a un sistema informatico, per «conseguire utilità illecite, quali tra le altre in consolidamento del consenso elettorale, dapprima per Pasqualini, successivamente per Finamore». Le difese sono sostenute dagli avvocati Amilcare Tana, Giuseppe Corleto, Luigi Corvaglia, Roberto Rella, Ladislao Massari, Massimiliano Petrachi, Ubaldo Macrì, Marco Pezzuto. Riccardo Giannuzzi.

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