Zelensky vede Starmer, Macron e Merz: «Gli Usa indispensabili». Le controproposte a Trump

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Zelensky vede Starmer, Macron e Merz: «Gli Usa indispensabili». Le controproposte a Trump

Si lavora ad un nuovo piano in 20 punti. «Il Donbass? Non ho diritto di cederlo»

martedì 9 dicembre 2025di Mauro Evangelisti

Zelensky vede Starmer, Macron e Merz: «Gli Usa indispensabili». Le controproposte a Trump

Kirill Dmitriev, consigliere di Putin e negoziatore russo, pronuncia parole illuminanti: «È ora che la Ue ascolti Trump per salvarsi». Con sarcasmo Dmitriev lo definisce «paparino Trump» e ribadisce che Mosca apprezza la nuova politica sulla sicurezza di Washington. La strategia di Putin, nelle fasi cruciali in cui si sta discutendo il piano di pace in 28 punti americano (con eventuali revisioni emerse nelle trattative successive di Ginevra e Miami), sta tutta lì: dividere gli Usa dall’Europa e mettere con le spalle al muro l’Ucraina e il suo presidente, che anche nelle ultime ore ha dovuto sopportare l’ennesima ramanzina di Trump («sono deluso da Zelensky»).

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PROSPETTIVE

Con questa premessa, si comprende l’importanza della nuova missione europea di Volodymyr Zelensky.

Ieri nel primo pomeriggio è stato accolto da Keir Starmer a Downing Street, tradizionale residenza del primo ministro britannico. Hanno partecipato al vertice anche il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. E ha spiegato al termine: «I colloqui sono stati produttivi, sono stati compiuti piccoli progressi verso la pace». Ha aggiunto un dettaglio importante: i nuovi piani Ucraina-Europa per un accordo di pace dovrebbero essere pronti entro questa sera. Saranno poi inviati agli Usa. Si ipotizza una sorta di contro-piano in 20 punti. Questo presuppone delle modifiche al testo iniziale dei 28 punti, che potrebbero non solo non convincere Trump, ma anche essere respinti da Mosca.

I nodi sono sempre il no alla cessione di tutto il Donbass, anche di quel 20 per cento che la Russia non controlla, e le garanzie di sicurezza future per l’Ucraina. Dopo quasi tre ore di consultazioni con gli alleati europei, Zelensky si è spostato a Bruxelles, per parlare con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Infine, oggi sarà a Roma e a Palazzo Chigi incontrerà la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Questa missione serve a Zelensky a saldare l’alleanza con l’Europa ora che il sostegno americano è sempre più flebile. I volti dei quattro leader a Downing Street ieri erano più cupi del solito. Starmer ha accolto Zelensky con un forte abbraccio: un’immagine simbolica. Merz non ha nascosto le sue perplessità: «Questa fase potrebbe essere decisiva per tutti noi. Siamo pronti a continuare a sostenere l’Ucraina. Sono scettico su alcuni dettagli che vediamo nei documenti provenienti dagli Stati Uniti, ma dobbiamo discuterne».

Macron: «Il problema principale è la convergenza tra le nostre posizioni comuni (europei e ucraini) e gli Stati Uniti». In sintesi: la posizione di Washington, apprezzata da Mosca, non coincide con quella di Europa e Ucraina. Zelensky ha ricordato quanto sia però importante l’unità: «Ci sono cose che non possiamo gestire senza gli americani, cose che non possiamo gestire senza l’Europa». Ha però aggiunto rispetto alle pressioni sul Donbass: «Stiamo pensando di cedere territori? Non abbiamo alcun diritto legale di farlo, secondo la legge ucraina, la nostra Costituzione e il diritto internazionale. E non ne abbiamo nemmeno il diritto morale».

Ancora: ha spiegato che si sta avanzando sulla strada per l’uso degli asset russi congelati per la ricostruzione ucraina. Zelensky ha anche rivelato: «Da Londra abbiamo tenuto una call con i partner. C’era una numerosa rappresentanza: Finlandia, Italia, Polonia, Norvegia, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Turchia, il segretario generale della Nato e i presidenti del Consiglio Europeo e della Commissione Europea. Ci stiamo coordinando per garantire che la voce dell’Europa venga presa in considerazione». Successivamente, a Bruxelles, Zelensky ha parlato con i vertici di Nato e Ue. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha spiegato: «La proposta dell’Ue di allestire un prestito per la ricostruzione dell’Ucraina basato sugli asset russi congelati è complessa, ma in sostanza aumenta il costo della guerra per la Russia».

Nelle ore precedenti c’era stato anche un vertice della Coalizione dei Volenterosi: «Abbiamo i mezzi e la volontà di aumentare la pressione sulla Russia. La difesa dell’Europa è una nostra responsabilità». E Antonio Costa, parlando dei legami sempre più fragili con gli Usa, ha fatto un’analisi impietosa ricordando i contenuti del documento americano diffuso nei giorni scorsi riguardanti le strategie di sicurezza degli Usa: «Mosca dice di condividere la visione degli Stati Uniti sull’Europa. L’obiettivo della strategia Usa non è mai la pace giusta e duratura, ma mantenere relazioni stabili con la Russia». Il sito Politico ha pubblicato un retroscena che cita un funzionario europeo: «Sulla questione territoriale, gli americani sono diretti: la Russia chiede all’Ucraina di rinunciare ai territori e gli Usa pensano a come fare per ottenere questo risultato».
 

Ultimo aggiornamento: 09:15
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