Il vecchio bomber Ferrari: Tornare al Via del Mare dopo 51 anni è stato emozionante. Falcone è forte, merita la Nazionale

—

by

in

Il vecchio bomber Ferrari: “Tornare al Via del Mare dopo 51 anni è stato emozionante. Falcone è forte, merita la Nazionale”

Giovanni Carlo Ferrari
Giovanni Carlo Ferrari
di Francesco BUJA
3 Minuti di Lettura
martedì 2 dicembre 2025, 05:00 – Ultimo aggiornamento: 11:53

Ventisei gol e il primato fra i cannonieri del girone C durante il campionato di terza divisione 1972-73. E dieci reti in quello successivo. Sono le gioie regalate al Lecce da Giovanni Carlo Ferrari, bomber classe 1949, bergamasco di Arcene, tornato nel capoluogo salentino dopo cinquantuno anni. L’altro ieri, in una saletta del “Via del Mare”, prima della sfida dei padroni di casa col Toro, ha ricevuto da Saverio Sticchi Damiani la celebrativa maglia giallorossa recante il suo nome.
Un tuffo nel passato: «Sulla strada verso lo stadio tutto è cambiato, c’era la campagna: noi andavamo sulla via per San Cataldo e lì non c’era nessuno. La città è diventata più bella, un po’ caotica per i parcheggi ma bella, con palazzi bellissimi, negozi». L’emozione nel tornare al “Via del mare”, stadio molto diverso da quello dei tempi dell’ex centravanti: «Quando mi son seduto, mi son venute in mente le azioni di quando partivo verso l’area di rigore avversaria e andavo a segnare». E ancora: «Ricordo quando, al primo mio anno a Lecce, lottavamo con l’Avellino, e al secondo anno col Pescara, per salire in serie B. Le varie vicissitudini del secondo anno, come l’esserci rifiutati di giocare a Marsala, per cui ci hanno dato la partita persa e un punto di penalizzazione. Noi siamo arrivati per due volte al secondo posto». Amarcord in chiaroscuro: «Eravamo una squadra forte in tutti i settori, eravamo amici e si giocava tutti per uno scopo che era quello di portare il Lecce in B. Purtroppo per un punto non ci siamo riusciti e questo è il mio rammarico perché poi quando Renna ha vinto il campionato è stata fatta una festa che speravo sarebbe stata fatta quando c’ero io».
Delusioni a parte, a Lecce è rimasto il ricordo di Ferrari. Schivo, l’ex bomber, ha preferito non essere omaggiato davanti ai tifosi. «Il presidente del club, Sticchi Damiani, ha detto di aver avuto tutte le informazioni su di me dal suo papà, perché lui, essendo nato nel 1975, non poteva avermi visto giocare. Il padre gli ha raccontato che centravanti ero». Intanto, alla presenza di Ferrari, il Lecce ha sconfitto i granata. L’impressione sull’incontro: «Ho visto una partita un po’ caotica: a parte l’episodio del primo gol, si gioca in trenta-quaranta metri, tutti lì a marcarsi, lanci un po’ lunghi qua e là. Invece io quando giocavo fuori casa ero a centrocampo, marcato dallo stopper e dal libero, perché loro avevano il sopravvento, ti attaccavano, anche se erano una squadra da zona bassa della classifica; e in casa, a Lecce, ero sempre nell’area avversaria per cercare di fare gol. Adesso è un po’ più difficile segnare. Parliamoci chiaro: anche ieri (domenica scorsa; ndr) di tiri in porta non è che ne abbiamo visti tanti».
Qualche nome in evidenza fra i salentini: «Gaspar non è male. Ma mi sembra che il Lecce si configuri più come gruppo, non ha grandi individualità che possono essere decisive. L’unica individualità che è sopra di tre spanne rispetto agli altri è il portiere Falcone. Merita la Nazionale». Insomma, che Lecce è sembrato alla vecchia gloria giallorossa? «La squadra dovrà sicuramente lottare per cercare di tirarsi fuori dalla zona pericolosa, ma se fosse per la bellezza del tifo sarebbe in classifica dietro alla zona per le coppe europee».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source URL: http://quotidianodipuglia.it/sport/news/us_lecce_calcio_serie_a_giovanni_carlo_ferrari_falcone_tifosi_via_del_mare-9220273.html


Analyse


2026-05-23 04:55:02

Post already analysed. But you can request a new run: Do the magic.