Rimanere senza acqua calda nella doccia? Potrebbe essere un’inaspettata occasione di salute. Mentre sui social network si diffonde la Cold Shower Challenge, a tessere le lodi della pratica della doccia fredda è la prestigiosa università californiana UCLA, che sul portale scientifico Uclahealth.org ha pubblicato uno studio in merito, realizzato da un team di scienziati capitanato dalla dottoressa Sharon Hame, ortopedico della UCLA Health, specializzata in medicina dello sport. Proprio l’acqua fredda può tramutare il rito della doccia in un momento di “cold therapy” a tutti gli effetti, ovvero la terapia che sfrutta gli effetti benefici (per corpo e mente) delle temperature fredde. Le cold showers, d’estate meglio la mattina presto per pochi minuti, sono una forma di crioterapia che abbiamo sempre a disposizione, a casa come in vacanza. Se siete in montagna, potreste provare il brivido dell’immersione in un ruscello o in un laghetto in quota: un’alternativa en plein air alla doccia fredda, ugualmente salutare. Una pratica regolare di qualche minuto sotto il getto freddo dell’acqua rafforza il sistema immunitario in vista della prossima stagione fredda, ed è un booster di energia per il tono dell’umore, apportando allo stesso tempo numerosi benefici per la circolazione, e riducendo le infiammazioni muscolari.
LA VASOCOSTRIZIONE
Le temperature fredde provocano la vasocostrizione, ovvero il restringimento dei vasi sanguigni: il sangue si sposta verso gli organi vitali del corpo, e diventa naturalmente ricco di ossigeno e sostanze nutritive durante questo processo. Quando il corpo si riscalda di nuovo, i vasi sanguigni si espandono (vasodilatazione), riportando il sangue ossigenato ai tessuti. La terapia del freddo allevia inoltre il dolore localizzato, riducendo l’infiammazione e attenuando la trasmissione nervosa inviata al cervello. E’ importante respirare a fondo nel contatto con l’acqua fredda, concentrandosi sull’espirazione. «La doccia fredda è più energizzante di un caffè la mattina», afferma Daniela Nuti Ignatiuk, personal trainer e prima donna biohacker in Italia: «si potrebbe dire che è un approccio naturale di biohacking, perché contribuisce a ottimizzare le performance di corpo e mente, e attiva in modo importante il metabolismo.
Il mio consiglio, una volta abituati, è farla per un tempo ottimale di circa 5 minuti la mattina (alternando acqua calda e fredda, all’inizio), appena alzati a digiuno, oppure almeno 3 ore dopo il pasto, allenandosi in maniera graduale al getto freddo dell’acqua». «L’esposizione a basse temperature può aumentare i livelli di endorfine e noradrenalina, neurotrasmettitori che migliorano l’umore e riducono lo stress. Ma attenzione, le docce fredde non sono adatte a tutti», precisa l’esperta: «le persone con condizioni cardiache gravi o altre situazioni mediche critiche dovrebbero consultare un medico, prima di iniziare questa pratica.
LA RICERCA
Le docce fredde possono essere un’aggiunta benefica a uno stile di vita sano, anche per chi ha più di 50 anni, offrendo una serie di vantaggi fisici e mentali supportati dalla ricerca scientifica: in estate, in condizioni di salute ottimali, 2 o 3 docce fredde al giorno possono rivelarsi un valido aiuto per affrontare il caldo afoso». Se volete sperimentare questa tecnica di benessere iniziate con 30 secondi di acqua fredda, e arrivate giorno dopo giorno fino a un minuto, aumentando fino a 2, 3 minuti o più. La cold shower è ottima anche dopo l’allenamento sportivo: i preparatori atletici dell’UCLA Health consigliano una doccia di contrasto dopo l’allenamento, ovvero una doccia calda per 3 minuti, seguita da una doccia fredda per un minuto, ripetendo questo ciclo 3 volte.
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