Honda CB1000GT, il mototurismo sportivo secondo l’Ala Dorata

La moto che sorprende
Con la Honda CB1000GT è facile scadere nel banale definendola l’anello di congiunzione tra due mondi, quello turistico e quello sportivo, oppure la sport tourer che mancava. Di certo è una moto che sorprende, come altri modelli in passato che hanno dimostrato come la Casa di Tokyo sia in grado di questi colpi ad effetti.
La CB1000GT deriva dalla CB1000 Hornet presentata un anno fa, una maxi naked animata dal motore della Fireblade e dal telaio compatto e maneggevole. Honda vuole portare la stessa filosofia nel mototurismo, combinando due anime: quella sportiva e quella turistica.
La GT è sia una sport che una tourer: allora si distingue per una erogazione corposa e una dotazione ciclistica e tecnologica di alto livello per garantire emozioni e comodità in sella.
Un design che salta all’occhio
In silenzio e a motore spento della Honda CB1000GT colpisce subito il look e lo sguardo va subito al frontale, progettato con l’utilizzo di programmi di fluidodinamica computazionale (CFD) per ottenere linee tese e incisive in grado di fendere l’aria efficacemente, in un incontro di forma e funzione. In questo senso, la vista laterale mette in evidenza il lavoro dei designer nel combinare con dinamica armonie le linee della semi-carena e del serbatoio, come se la parte della moto fino a qui si infilasse nel cupolino confluendo verso l’aggressivo doppio faro anteriore a LED.
Togliendovi subito una curiosità, il set di valige da 65 litri (sinistra da 37 litri, destra da 28) è di serie come altre dotazioni, molto comode per ogni mototurista che si rispetti e non: il Cruise Control, le manopole riscaldabili, i paramani, il cavalletto centrale e il Quickshifter.
Equipaggiamento per una sport tourer di tutto rispetto
La Honda CB1000GT è il frutto della collaborazione tra i centri stile dell’R&D Honda in Italia e in Giappone, rinnovando l’impegno verso la sostenibilità ambientale (Triple Action to Zero) anche con questo modello: per esempio il parabrezza è realizzato in DurabioTM – una plastica derivata da biomassa – e le scocche delle selle di pilota e passeggero sono realizzate in polipropilene (PP) riciclato.
La moto si avvia tenendo la Smart Key in tasca mentre per aprire la sella e il tappo del serbatoio basta estrarre la chiave fisica presente sulla Smart Key.
La strumentazione presenta il consolidato schermo TFT a colori da 5 pollici, perfettamente leggibile anche sotto la luce diretta del sole grazie alla tecnica dell’incollaggio ottico che, sigillando lo spazio tra il vetro di copertura e il display con una resina, riduce il riflesso e migliora l’effetto della retroilluminazione. Sono disponibili i tre layout di visualizzazione delle informazioni e la connettività per smartphone tramite Honda RoadSync per dispositivi iOS e Android.
Questi sistemi, controllabili dal blocchetto comandi di sinistra retroilluminato, consentono di gestire facilmente la navigazione a schermo turn-by-turn e danno la possibilità (tramite interfono Bluetooth nel casco) di effettuare chiamate o ascoltare musica. Per accedere a tutte le funzioni basta scaricare l’app Honda RoadSync dall’App Store o dal Play Store. Non manca la presa USB-C per la ricarica dei propri dispositivi, posizionata vicino all’angolo inferiore destro della strumentazione.
Gli indicatori di direzione si disattivano automaticamente dopo aver cambiato corsia o effettuato una svolta e includono la funzione di segnalazione della frenata di emergenza (ESS, Emergency Stop Signal).
Ciclistica dalla Honda CB1000GT
Nasce da una maxi naked per essere una sport tourer. Non proprio la stessa cosa ma Honda è quel tipo di azienda che le capacità per raggiungere certi obiettivi ce le ha. Così ha sviluppato la CB1000GT attorno a un telaio a doppio trave in acciaio con struttura a diamante e telaietto posteriore riprogettato per il comfort di pilota e passeggero. Le sospensioni elettroniche Showa EERA con il tocco di un pulsante trasformano il carattere della moto a seconda del contesto di guida: più comoda in città, più precisa tra le curve, più stabile alle alte velocità o più morbida sul bagnato. Inoltre, nell’inopinato caso di una frenata profonda, gestisce anche l’effetto antidive riducendo l’affondamento eccessivo della forcella. Rispetto alla Hornet è stata aumentata l’escursione della forcella: 130 mm all’anteriore (contro 118 mm) e 144 mm al posteriore (138 mm).
Le sospensioni si possono regolare su quattro modalità: Standard, Sport, Rain e Tour sono quelle predefinite, mentre User consente di personalizzare liberamente lo smorzamento idraulico e il precarico del monoammortizzatore posteriore.
Il sistema Showa EERA™ offre ben 24 livelli di regolazione del precarico molla per l’ammortizzatore posteriore, che possono essere selezionati anche in movimento, mentre la forcella anteriore a steli rovesciati da 43 mm ha la regolazione del precarico molla manuale.
Le sospensioni lavorano in sigergia con la Piattaforma Inerziale (IMU) a sei assi Nippon Seiki, regolando in tempo reale le tarature di compressione ed estensione adattandole allo stile di guida e alle condizioni del manto stradale. Il livello di smorzamento ottimale viene calcolato in funzione alla velocità di escursione delle sospensioni e modificando istantaneamente i ‘click’ sulla base di tre parametri fondamentali: velocità della moto (fornita dall’ECU), assetto e comportamento dinamico della moto (forniti dall’IMU) e i movimenti della forcella (rilevati da sensori).
La Suspension Control Unit (SCU) elabora questi dati e interviene sui settaggi dello smorzamento in soli 15 millisecondi (0,015 secondi). Questo sistema consente anche di modificare le tarature con l’aumentare della velocità, ad esempio rendendo le sospensioni più rigide alle alte velocità.
L’impianto frenante provvisto di ABS Cornering gestito tramite IMU conta su due dischi flottanti anteriori da 310 mm con pinze Nissin ad attacco radiale a quattro pistoncini e un disco singolo da 240 mm con pinza Nissin monopistoncino.
I cerchi a 5 razze sdoppiate vantano un design originariamente pensato per la CBR1000RR-R Fireblade, sono in alluminio leggero pressofuso e calzano pneumatici da 17 pollici che misurano 120/70 all’anteriore e 180/55 al posteriore.
Sebbene le borse possono richiedere un impegno supplementare nel controllare la moto, gli 825 mm dell’altezza da terra e il peso con il pieno di 229 kg semplificano questo compito.
La guida con il busto eretto lievemente caricato all’anteriore permette una buona visuale della strada ma potrebbe esporre il corpo all’aria ma per garantire al pilota comfort e stabilità a qualsiasi velocità il parabrezza è regolabile su cinque posizioni.
Motore di derivazione sportiva
Il motore deriva dalla CBR1000RR Fireblade (MY2017-2019), ritarato per un uso turistico. È il quattro cilindri in linea di 1.000 cc con accelerazione Throttle By Wire (TBW). Per esaltare la vocazione turistica di questa moto, la curva di erogazione è stata smussata e arrotondata, soprattutto alla prima apertura del gas, così da rendere la guida meno stancante sia per il pilota che per il passeggero.
Così, la GT mantiene le prestazioni derivate da questo propulsore: la potenza è di 150 CV a 11.000 giri e la coppia tocca il suo picco a 102 Nm a 8.750 giri.
Il Quickshifter di serie permette cambiate fluide e precise senza l’utilizzo della frizione, in innesto e in scalata, grazie alla funzione di ‘doppietta’ (blipper) automatica.
Come la ciclistica anche la tecnica non difetta di elettronica, con un sofisticato pacchetto completo, moderno che contribuisce al suo temperamento perfettamente equilibrato tra comfort e sportività.
Il TBW consente una connessione diretta tra il polso del pilota e l’erogazione del motore tramite i quattro Riding Mode predefiniti che combinano parametri preimpostati di Potenza (P), Freno Motore (EB) e Controllo di trazione HSTC, oltre alla modalità User completamente personalizzabile. La gestione dei Riding Mode e delle relative impostazioni avviene tramite il cursore sul blocchetto comandi sinistro e lo schermo TFT. I settaggi di smorzamento idraulico delle sospensioni variano in base al Riding Mode selezionato. I livelli di Potenza (P) e Freno Motore (EB) sono regolabili su tre livelli.
Il controllo di trazione Honda Selectable Torque Control (T), anch’esso su tre livelli, è ottimizzato per lavorare sfruttando i dati analizzati dall’IMU in tempo reale (angolo di piega/rollio, imbardata e beccheggio), con il livello 3 che fornisce il massimo intervento. L’apposita spia sulla strumentazione si attiva quando l’HSTC entra in funzione. Il controllo di trazione può anche essere completamente disattivato.
Accessori per personalizzare la CB1000GT
Honda ha messo a disposizione della CB1000GT Hornet una vasta gamma di accessori acquistabili singolarmente o in pacchetti, studiati proprio per il mercato europeo.
Il Comfort Pack è stato ideato per esaltare le doti turistiche della GT e comprende le selle Comfort per pilota e passeggero, manopole riscaldabili, parabrezza alto, deflettori superiori e inferiori e fari antinebbia.
Lo Sport Pack rende il look della GT più aggressivo con puntale sottocoppa, adesivi serbatoio, protezioni per il motore e adesivi per i cerchi.
Lo Urban Pack è pensato per esaltare la praticità e la capacità di carico della moto con portapacchi posteriore, bauletto da 50 litri che include schienalino e pannello per il bauletto e l’antifurto.
Oltre ai pacchetti ci sono molti altri accessori, compreso il terminale Akrapovič e una collezione di componenti lavorati in collaborazione con Gilles Tooling.
Disponibilità e prezzo
La Honda CB1000GT sarà disponibile a partire dal 2026. Il prezzo non è ancora stato dichiarato dalla Casa giapponese ma ha annunciato che sarà aggressivo. La CB1000 Hornet dalla quale deriva costa meno di 12.000 euro.
Le colorazioni tra le quali scegliere sono nero, grigio oppure un più acceso rosso.
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