Multa a X e le spese per la difesa. E Musk attacca: «Unione da abolire»

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Multa a X e le spese per la difesa. E Musk attacca: «Unione da abolire»

Nel documento della Casa Bianca prevale la logica bilaterale che contraddistingue il presidente

domenica 7 dicembre 2025di Lorenzo Vita

Multa a X e le spese per la difesa. E Musk attacca: «Unione da abolire»

Una vera e propria tempesta perfetta. Una miscela esplosiva fatta di accuse reciproche, sospetti, tentativi di evitare lo scontro e decisioni giuridiche (e politiche). La partita tra Bruxelles e Washington è entrata ufficialmente nel vivo. E se il terreno dello scontro continua a essere la multa della Commissione europea a X, la questione sembra ormai avere preso una piega molto più ampia.

Come del resto avevano previsto già molti osservatori.

Dopo che Bruxelles ha preso la decisione di sanzionare per 120 milioni di euro l’ex Twitter, dagli Stati Uniti sono arrivate risposte infuocate, anche dai massimi vertici dell’amministrazione Trump. Ieri è poi intervenuto direttamente il patron di X, Elon Musk, che ha espresso tutta la sua rabbia nei riguardi dell’Unione europea augurando la sua abolizione in modo che i Paesi membri «possano rappresentare meglio i loro popoli». Ma l’attacco del fondatore di SpaceX cela qualcosa di profondo. Qualcosa che si allinea con il nuovo vento che soffia nei corridoi della Casa Bianca. E che non a caso si unisce alla pubblicazione della nuova dottrina strategica proclamata dal presidente Donald Trump. L’approccio immaginato dal capo della Casa Bianca è molto meno “soft” nei riguardi del Vecchio Continente. «Non è certo che alcuni Paesi europei manterranno economie e forze armate abbastanza solide da restare alleati affidabili», si legge nel documento in cui si parla anche dell’erosione della “civiltà” europea. E l’affondo di Musk sullo scioglimento dell’Ue, considerata anche l’importanza che ha avuto il proprietario di X nella cavalcata di Trump per il suo secondo mandato, non è da sottovalutare.

Del resto, non è un mistero che tra il tycoon repubblicano e Bruxelles i rapporti non siano mai stati idilliaci. Da quando è tornato nello Studio Ovale, a The Donald ha fatto capire immediatamente di non avere perso quella linea che aveva contraddistinto il suo primo mandato. Dai dazi all’export Ue al dialogo diretto con Vladimir Putin, dall’idea di non dare più per scontato il sostegno all’Ucraina fino alle accuse nei riguardi delle regole commerciali dell’Ue, i dossier aperti tra i due poli del blocco occidentale sono molti. E l’ultimo documento strategico del presidente Usa è stato un segnale chiaro, come anche le indiscrezioni trapelate su Reuters di un progressivo “disimpegno” americano sul fronte Nato, confidando che l’alleanza sia sempre più a carico dei Paesi membri del Vecchio Continente già dal 2027. Non si tratta solo di sfiducia nei riguardi degli alleati europei. Nella logica trumpiana, l’Ue è in effetti un soggetto geopolitico indefinito, spesso cavilloso, inutile, dal suo punto di vista, per dare respiro alle aziende statunitensi. Sopratutto per i big tech e per l’industria bellica.

LOGICA

The Donald ha sempre preferito una logica bilaterale, ben distante da quello del predecessore Joe Biden, senza un approccio ideologico predefinito. Lo ha fatto capire anche nel rapporto con la Russia, considerato pericoloso da molti leader Ue e dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E adesso la sfida all’interno dell’Occidente sembra doppia. Una è quella strategica, quella di una America First che si concentra su se stessa e sul suo emisfero. L’altra è quella commerciale, con Musk che rientra in gioco nella politica Usa in una partita che si preannuncia decisiva anche per l’equilibrio tra superpotenze.

Ultimo aggiornamento: 10 dicembre, 16:37
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