
Hala Kijowska, negozi trasformati in dormitori: storie e immagini di chi è fuggito dalla guerra (fotogallery)
Esteri
– di Valter Delle Donne – 26 Marzo 2022 – AGGIORNATO 27 Marzo 2022 alle 17:36
Oksana, medico di una onlus finlandese, ha sulle spalle la scritta “Svegliati Europa” e una lunga treccia castana. Ci chiede se siamo italiani e se vogliamo caricare subito dei fuggitivi. Così ci accolgono al centro di accoglienza di Hala Kijowska. Fino a un mese fa un centro commerciale. Oggi tutti i punti di vendita sono stati riconvertiti in punti di fortuna. Dietro le vetrine di quelli che un tempo erano negozi, punti di assistenza, Un negozio di abbigliamento è stato adattato per le donne che devono allattare. La maggior parte sono proprio donne, spesso con prole. Come Aisha, fuggita dalla guerra con i suoi tre bambini. Il marito è al fronte e lei è rimasta con un singolare duplice ruolo di rifugiata e volontaria. “Aiuto chi sta peggio di me”, mi spiega traducendo le sue frasi dall’ucraina in inglese grazie a una app del cellulare.
Hala Kijowska: volti e immagini di chi ha perso tutto
A proposito di app e di cellulari, l’organizzazione polacca è impressionante. A disposizione dei rifugiati c’è anche il wifi libero: per riconoscerlo è facilissimo, ha i colori dell’Ucraina. Le immagini degli stand del vecchio commerciale danno un effetto straniante. Una giovane donna vaga per la struttura con un vezzoso pigiama, come alla ricerca di una parvenza di quotidianità. Alcuni bambini si rincorrono, trasformando il centro di accoglienza in un parco giochi. Poco distante dei cani al guinzaglio li guardano sulle loro brandine. Gli animali domestici sono tanti e fanno capire che chi è fuggito dalla guerra aveva una sua vita ordinaria e di come tutto sia precipitato improvvisamente. In uno stand, mentre un’anziana viene visitata da un medico, campeggia ancora una pubblicità cartonata della Kinder, dedicata al Natale. L’ennesimo elemento dissonante di uno scenario che in Italia conosciamo solo dai racconti dei parenti di un tempo. Ecco alcune foto da Hala Kijowska. Non servono altre parole.
(foto e servizio di Valter Delle Donne)
Poliziotti polacchi gestiscono una situazione molto tranquilla
Rifugiati in attesa di venire imbarcati e trovare una sistemazione
Il wi fi è libero per far comunicare i rifugiati con i loro parenti
Fino a Natale c’erano negozi, ora solo dormitori
Tra i rifugiati c’è chi circola in pigiama, come a recuperare una impensabile normalità
Su un bancone è stato allestito un punto di ristoro per i rifugiati: dal latte in polvere al caffè
Una immagine frequente del centro di accoglienza: una mamma con due bimbi piccoli
di Valter Delle Donne – 26 Marzo 2022
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