San Lorenzo, confessionali usati come vespasiani. Il parroco: «Costretti a chiuderli a chiave»

Confessionali utilizzati come vespasiani, panche scambiate per letti e cassette delle offerte trasformate in bersagli, come se il sacro non avesse più alcun perimetro. Non c’è pace tra le navate del tempio di San Lorenzo. Da alcune settimane la chiesa che si affaccia sull’omonima piazza viene presa di mira dai senzatetto. Che hanno costretto gli aiutanti di don Ivano Maddalena, rettore del tempio di San Lorenzo e parroco dell’unità pastorale del centro storico, a chiudere a chiave i confessionali per evitare che continuino a essere lordati dai maleducati. 

Chiesa di San Lorenzo: confessionali chiusi e panche trasformate in letti

Il primo dei due furti commessi di recente risale al pomeriggio del 6 dicembre. In quella circostanza i senzatetto, incuranti della presenza di alcuni fedeli, avevano sollevato da terra l’offertorio e se ne erano andatipensando di farla franca. Invece, un ambulante dei mercatini di Natale li aveva visti uscire dal grande portone della chiesa con il bottino e li aveva seguiti. Gli sbandati si erano fermati sugli scalini vicino al liceo Lioy e avevano iniziato a prendere a bastonate la cassetta delle offerte. Avvisata dal testimone, la polizia era riuscita a bloccare i ladri e a recuperare la refurtiva. 

Furti e minacce: due episodi in una settimana

Esattamente sette giorni dopo, un’altracoppia di tossicodipendenti aveva rubato il cellulare al sacrestano, poco prima dell’inizio della messa. La vittima aveva chiesto aiuto a Nicola Vilella, titolare di un locale lungo corso Fogazzaro. Quest’ultimo era riuscito a localizzare i fuggitivi, nonostante si fossero sbarazzati della scheda sim del telefonino per impedire che venisse geolocalizzato tramite una app. Dopodiché Vilella, grazie all’aiuto di un carabiniere fuori servizio, era riuscito a recuperare il cellulare al termine di una lunga trattativa con i delinquenti, che avevano preteso 20 euro per restituire la refurtiva. 

Nonostante la denuncia presentata dalla vittima e dal commerciante per ricettazione ed estorsione, i due clochard, che già da qualche tempo avevano cominciato a trascorrere parte delle giornate accampati negli ultimi banchi del tempio di San Lorenzo, il giorno seguente si sono ripresentati in chiesa come nulla fosse. Hanno ripreso ad accamparsi in fondo al tempio e a fare i propri bisogni in uno degli otto confessionali, che sono stati chiusi a chiave per proteggerli. Il sacrestano e Vilella hanno dunque contattato di nuovo le forze dell’ordine, ma i due senzatetto non si sono fatti intimorire e, davanti agli agenti, hanno addirittura minacciato di morte il commerciante. Quest’ultimo si è riservato di presentare una nuova denuncia, deciso a fare in modo che gli sbandati se ne vadano una volta per tutte da quel luogo di culto e che la smettano di importunare i fedeli, chiedendo l’elemosina e mettendo a segno qualche furto anche nella piazza. 

Don Ivano: «Serve una presa in carico seria»

«Purtroppo la situazione è abbastanza seria e preoccupante, ed è davanti agli occhi di tutti – sottolinea il rettore del tempio di San Lorenzo e parroco dell’unità pastorale del centro storico -. Le forze dell’ordine fanno un lavoro encomiabile, però, serve una presa in carico seria di queste persone. I fedeli devono potere venire in chiesa e stare tranquilli».
Don Ivano Maddalena sottolinea poi un altro aspetto: «Ci sono senso di impunità e tanta maleducazione da parte della gente, non solo di queste persone». Poi, tornando sui due senzatetto che stanno creando problemi al tempio, il rettore conclude: «Hanno decine di denunce, ma non serve a nulla. Non è una questione dei fedeli, è la cittadinanza che vive una situazione, alle volte, di disagio nei confronti di questi aspetti». 

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