Apertura, Cronaca Giudiziaria
Dora Lagreca, il caso non è chiuso: il gip dispone una nuova perizia sullo smartphone del fidanzato
POTENZA – “E’ necessario accertare se vi siano files cancellati e, dunque, non ancora recuperati (quali messaggi telefonici) dal telefono cellulare di Capasso Antonio che consentano eventualmente di ricostruire la dinamica dei fatti in relazione al reato oggetto di iscrizione”. E’ questa la motivazione con la quale il gip del tribunale di Potenza, Salvatore Pignata, ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Dora Lagreca, la 30enne originaria di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, che perse la vita la notte tra l’8 e il 9 ottobre del 2021 a Potenza, dopo essere caduta dal balcone di un’abitazione al quarto piano di una palazzina di via Di Giura in uso al fidanzato, inizialmente iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio.

Ad oltre due mesi di distanza dall’udienza che si era svolta lo scorso mese di ottobre è arrivato il verdetto del giudice che ha disposto nuovi accertamenti, come richiesto dagli avvocati Cristiana Coviello e Renivaldo Lagreca che assistono i familiari della ragazza. Il giudice ha ordinato al pubblico ministero il prosieguo degli accertamenti investigativi (da svolgersi entro i prossimi tre mesi) attraverso “una consulenza informatica o una perizia informatica nelle forme dell’incidente probatorio, allo scopo di accertare se vi siano files cancellati o non ancora recuperati dal telefono cellulare dell’indagato (questione portata all’attenzione del giudice sulla scorta di una perizia tecnico-informatica di parte firmata dall’ingegner Michele Vitiello, ndr), da effettuarsi mediante il sistema Full File System o altro ritenuto opportuno per ottenere lo stesso risultato”. E’ la seconda volta che il gip dispone nuovi accertamenti (la prima volta, nel marzo 2024, era stata disposta una nuova consulenza medico-legale e balistica per chiarire la traiettoria della caduta) sulla morte della ragazza, anche se sulla causa del decesso viene nuovamente esclusa l’ipotesi omicidiaria, riconducendo la tragica caduta di Dora ad un gesto volontario o ad una caduta accidentale, escludendo di fatto responsabilità dirette dell’indagato.
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