«Sono entusiasta di condividere che la scorsa settimana ho iniziato un nuovo capitolo della mia carriera come specialista di aerodinamica di Formula 1 alla Scuderia Ferrari». Così la duevillese Giulia Zoppini ha annunciato nei giorni scorsi il suo arrivo alla squadra del Cavallino Rampante, dopo aver trascorso gli ultimi due anni nel team Mercedes-Amg Petronas.
Giulia Zoppini entra in Ferrari: la vicentina nel team di Formula 1
Nata a Vicenza e cresciuta a Dueville, la trentenne, laureata in ingegneria aerospaziale con specializzazione in aerodinamica, ha lasciato la sede di Brackley in Inghilterra per approdare a Maranello, dove contribuirà a sviluppare le geometrie aerodinamiche e modellare il design delle Rosse. Un compito non da poco, anche perché (anche) su di lei ripongono le speranze i milioni di tifosi della Ferrari, stanchi di non vincere da tempo.
L’esperienza nel nel team Mercedes-Amg Petronas
Appena un mese fa la progettista vicentina aveva salutato le Frecce d’argento con un post affidato al suo profilo LinkedIn: «Sto concludendo il mio percorso nel team Mercedes-Amg Petronas, dove ho avuto la possibilità di lavorare nel reparto aerodinamica negli ultimi anni. È stata un’esperienza davvero impegnativa ma gratificante, che mi ha spinto fuori dalla mia zona di comfort, mi ha aiutato a crescere sia personalmente che professionalmente e mi ha insegnato competenze che porterò con me per il resto della mia carriera. Ma soprattutto, mi ha aiutato a scoprire una nuova passione e a capire meglio dove voglio arrivare».
Il ruolo in Ferrari
Dopodiché, nel giro di poche settimane, la nuova destinazione è stata svelata: il reparto corse della casa automobilistica modenese. «È un onore incredibile far parte di un team così iconico», scrive ora Zoppini sui social, con poche righe che fanno emergere la sua soddisfazione per questa nuova avventura. «In questi primi giorni, ho già percepito la passione, l’eccellenza e l’innovazione che rendono questo posto così eccezionale. Non vedo l’ora di crescere, di lavorare al fianco di professionisti straordinari e di dare il massimo per un team con una storia leggendaria nel motorsport. Pronta per la strada che ci attende».
E come fa intendere Umberto Zapelloni sulle colonne del Giornale, a Maranello ci sarà bisogno di tutto l’aiuto possibile (incluso quello di Zoppini) per risollevare le sorti delle monoposto italiane e riportarle alla vittoria. «La donna che deve aiutare la Ferrari», titola il giornalista un articolo uscito ieri, aggiungendo: «Per la Ferrari è tempo di shopping. Perché squadra che non vince non si cambia, ma almeno si rinforza. È il minimo da fare a casa dell’unica proprietà di famiglia che John Elkann non venderà mai di sicuro. Non si tratta di ingaggi da titoloni in prima, ma di rinforzi indispensabili».
Zapelloni ricorda poi che l’ingegnera in arrivo dalla Mercedes «ha lavorato due anni rimediando ai danni del disastroso progetto della monoposto “senza pance”. Ora il ritorno in Italia a rinforzare un reparto cruciale per la F1, diretto a Maranello da Diego Tondi. Il suo gardening è stato ridotto perché non si tratta di un tecnico di prima fila, ma di una giovane molto promettente (Aerodynamics Specialist) che va a lavorare in un’area dove la Ferrari era stata tra le prime ad aprire alle donne».
Un percorso accademico di eccellenza
Adesso per Zoppini – maturità al liceo Lioy, laurea triennale in ingegneria aerospaziale all’Università di Padova, magistrale in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano e dottorato a Delft, in Olanda, dove ha studiato un progetto di aviazione sostenibile per ottimizzare il flusso sulle ali degli aerei – si apre un nuovo capitolo. Oltre all’entusiasmo, non nasconde la felicità per il ritorno in patria.
L’entusiasmo di Giulia Zoppini per la nuova sfida
«Chiaramente esistono sempre le variabili legate al posto in cui si vive e, da questo punto di vista, non nascondo quanto mi manchi l’Italia», aveva confidato al GdV. «Però le opportunità che trovi all’estero difficilmente vengono offerte dal nostro paese, soprattutto ai giovani». Parole che, considerata la sua età, appaiono oggi smentite dall’approdo in Ferrari, arrivato però solo dopo l’esperienza in un top team come Mercedes.
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