«Giovanna dei disoccupati», all’Astra l’omaggio di Balasso a Brecht

9 e 10 dicembre

«Giovanna dei disoccupati», all’Astra l’omaggio di Balasso a Brecht

Luca Fiorin
Il comico a San Giovanni Lupatoto con lo spettacolo che vuole riscrivere il rapporto attuale fra società ed economia
Natalino Balasso sarà all'Astra di san Giovanni Lupatoto
Natalino Balasso sarà all’Astra di san Giovanni Lupatoto
Natalino Balasso sarà all'Astra di san Giovanni Lupatoto
Natalino Balasso sarà all’Astra di san Giovanni Lupatoto

Natalino Balasso torna all’Astra di San Giovanni Lupatoto, portando uno spettacolo che riscrive il rapporto fra società ed economia. Si tratta di “Giovanna dei disoccupati”, che andrà in scena stasera (martedì 9) e domani sera, con inizio alle 21 e con biglietti su ticket.cinebot.it/astra.

Giovanna dei disoccupati è, come recita il suo stesso titolo, un “aprochifo brechtiano”. Ci può spiegare cosa vuol dire?
Si tratta di un lavoro che nasce dalla mia grande passione per Bertolt Brecht, ma anche dalla libertà che, ora che ho sessantacinque anni, sento di potermi prendere nell’attualizzare una delle sue opere che amo di più. Quella Santa Giovanna dei Macelli che pone dei temi importanti, ma è lontana dall’attualità, visto che il mondo di ora è completamente diverso rispetto alla Chicago del 1929 in cui essa è ambientata.

In cosa consiste la trasposizione ad oggi di quel testo?
Intanto Giovanna non ha più l’aura di santità che aveva nell’opera di Brecht, perché oggi la religione dominante è il mercato, e, poi, è cambiato anche l’ambiente in cui si svolge questa vicenda, visto che i macelli di quasi un secolo fa sono sostituiti dal mondo in cui lavorano i lavoratori invisibili che sono occupati nel mondo del web. Persone che nessuno vede, ma che sono tantissime e spesso fanno parte del mondo della gig economy (il modello che è basato su incarichi a breve termine od occasionali, ndr).

Molto è cambiato, quindi…
Stiamo parlando di situazioni che sono riconoscibili da tutti, anche se magari molti non ne hanno conoscenza diretta, in cui i magnati della Chicago del ‘29 sono diventati coloro che con l’alta tecnologia incamerano miliardi su miliardi e che possono tranquillamente dedicarsi anche ad altro, ad esempio alle armi, od ai farmaci. Persone che arrivano a vedere nell’intelligenza artificiale una madre ed una divinità.

E Giovanna?
Giovanna è l’unico personaggio che cerca davvero la verità, non nascondendosi dietro gli schermi che tutti usano per non mostrarsi per quello che sono, e che per questo viene considerata un’ingenua, non solo dagli imprenditori, di cui cerca di svelare le trame, ma anche da chi dovrebbe essere al suo fianco.

Non stiamo parlando, quindi, di uno spettacolo comico.
No. Però, nel rispetto del teatro brechtiano, c’è spazio anche per le canzoni, che ho scritto io, ma che non canto, essendoci con me sul palco dei bravissimi attori (Graziano Sirressi, Marta Cortellazzo Wiel e Roberta La Nave) che sono anche ottimi cantanti. Tutto questo all’interno di una coreografia che il regista Andrea Collavino ha voluto realizzare nella forma più neutra possibile, perché la vicenda che viene raccontata potrebbe accadere dappertutto.
 

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