Aggiornamento venerdì 12 dicembre, ore 19
Si sono finti uno tecnico dell’acqua; l’altro rappresentante delle forze dell’ordine; insieme hanno truffato una pensionata ultranovantenne portandole via soldi e gioielli. Uno dei due presunti malviventi (come raccontato ieri), Osvaldo Cena, 49 anni, originario di Torino, è stato arrestato in flagranza dagli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal vice questore Lorenzo Ortensi; l’altro, il complice, è invece ancora in fuga. Su di lui, però, il cerchio si starebbe stringendo.
Arrestato Osvaldo Cena, 49 anni: il complice è ancora in fuga
Cena, difeso dall’avvocato Cosimo Palumbo, dopo essere stato accompagnato nel carcere di San Pio X e accusato di truffa in concorso ai danni di una persona di minorata difesa dovrà sostenere l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari. Cena sarebbe tra l’altro già noto alle forze dell’ordine per altre truffe che avrebbe messo a segno sempre ai danni di persone anziane utilizzando lo stesso modus operandi.
Refurtiva nascosta nell’auto: gioielli, contanti, berretto e pettorina con distintivi falsi
Il 49enne e il suo complice, l’altro giorno, sono stati intercettati da una pattuglia delle sezione volanti della questura che, nel corso di un controllo del territorio, hanno notato un’auto con una targa poi risultata effettivamente contraffatta proprio come gli agenti avevano inizialmente ipotizzato. Da qui ne è nato un inseguimento in zona San Bortolo che alla fine ha portato all’arresto di Cena, mentre il suo complice è riuscito a darsi alla fuga.
All’interno della vettura i poliziotti hanno rinvenuto, assieme alla refurtiva (contanti e gioielli portati via da casa della pensionata) una pettorina e un berretto con dei particolari segni distintivi simili a quelli dei rappresentanti delle forze dell’ordine, oltre a un tesserino di operatore controllo dell’acqua e tre radio ricetrasmittenti.
Il modus operandi: distrazione e razzia della cassaforte
Un rinvenimento che gli agenti hanno presto associato alla telefonata ricevuta qualche minuto prima (intorno alle 10 di giovedì mattina) dalla figlia di una signora ottantenne che segnalava la truffa di cui era rimasta vittima la madre. I gioielli, in particolare, erano stati nascosti sotto una copertura in plastica del tunnel centrale dell’auto, dopo essere stati avvolti in carta assorbente e sigillati con del nastro adesivo.
Indagini in corso per rintracciare il secondo truffatore
La pensionata convinta di aprire la porta a un tecnico dell’acqua è stata poi raggiunta, nell’abitazione, da un finto rappresentante delle forze dell’ordine che le ha chiesto se potesse controllare la presenza di tutti i suoi gioielli nella cassaforte visto che in zona – le aveva raccontato il finto carabiniere – si era verificato già più di qualche furto. Nel frattempo però a distrarre l’anziana padrona di casa ci ha pensato il finto tecnico mentre il suo complice ha provveduto a razziare la cassaforte.
Poi la fuga, l’intercetto da parte della pattuglia delle volanti; l’arresto di Osvaldo Cena e la ricerca del suo complice.
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Venerdì 12 dicembre, ore 5
Rubano soldi e gioielli a un’anziana. Folle inseguimento a San Bortolo
L’inseguimento in auto, poi la fuga a piedi e, infine, la rocambolesca cattura. Ieri mattina, chi abita o lavora nella zona di San Bortolo di Vicenza ha assistito a una scena da film con protagonisti due delinquenti che, poco prima, avevano truffato un’anziana rubandole soldi e gioielli. Uno dei banditi è stato bloccato dai poliziotti, mentre l’altro sarebbe riuscito a farla franca. Il condizionale è d’obbligo perché la questura non ha fornito alcuna informazione, nonostante l’episodio sia avvenuto davanti a decine di testimoni, attoniti.
La truffa ai danni di un’anziana ultranovantenne
Secondo quanto è stato comunque possibile ricostruire, attorno alle 10, la coppia di truffatori si sarebbe presentata a casa di una pensionata ultranovantenne, che abita da sola. I due si sarebbero spacciati per membri delle forze dell’ordine e l’avrebbero convinta a farli entrare. A quel punto, è scattata la seconda parte del piano criminale: uno dei truffatori ha distratto l’anziana mentre l’altro si sarebbe allontanato con una scusa per fare incetta di contanti e preziosi. Dopodiché, i banditi senza scrupoli se ne sono andati.
La fuga in auto e il rocambolesco inseguimento
La coppia, convinta di averla fatta franca, è salita a bordo di un’auto di colore scuro che, poco dopo, avrebbe incrociato una pattuglia della polizia. Un agente si sarebbe accorto immediatamente che la targa era stata modificata con il nastro adesivo. Ha consultato il database delle forze dell’ordine, verificando che marca e modello non corrispondevano. E così, ha intimato l’alt. I banditi, però, hanno accelerato e i poliziotti si sono lanciati all’inseguimento.
La fuga a forte velocità attraverso diverse vie della città si è conclusa in via Aleardi, dove i malviventi hanno abbandonato il veicolo in mezzo alla strada. Sono quindi schizzati fuori dall’abitacolo e hanno tentato di far perdere le loro tracce a piedi, scappando in direzioni diverse. Uno dei banditi è stato subito intercettato, l’altro è invece riuscito a dileguarsi.
La testimonianza
«Erano circa le 10.45 quando abbiamo cominciato a sentire le sirene – ha raccontato una commerciante -. Ci siamo ovviamente spaventate e siamo uscite. Ho trovato un’auto della polizia ferma proprio davanti all’ingresso del mio negozio e ho visto i poliziotti che stavano rincorrendo due malviventi». La negoziante, ancora spaventata, ha aggiunto: «Uno è entrato nel mio giardino ed è stato atterrato; il secondo ha preso un’altra direzione. Poi sono arrivate altre pattuglie, ma non posso aggiungere nient’altro».
Il ritrovamento dei gioielli e della falsa divisa
L’auto utilizzata dai malviventi è poi stata spostata dalla polizia a lato di via Aleardi per liberare la strada. A quel punto, sono entrati in azione gli esperti della scientifica che hanno cominciato ad analizzarla. Mentre passavano al setaccio ogni centimetri della vettura, i poliziotti hanno scoperto un vano nascosto all’interno del quale c’erano numerosi gioielli. Poi è saltata fuori anche una giacca con una sorta di gradi sulle spalle, che sarebbe stata usata dai banditi durante il raggiro all’anziana per simulare la loro appartenenza alle forze dell’ordine.
La cattura di uno dei malviventi e la caccia al complice
Il fermato è stato accompagnato negli uffici della questura per essere identificato. In base a quanto è stato possibile accertare, sarebbe un trasfertista che abita nel Napoletano, già noto alle forze dell’ordine. È dunque probabile che anche il suo presunto complice fosse appena arrivato in città per commettere uno o più raggiri.
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