Le code per la spesa, la dad, la pizza fatta in casa, chi era in prima linea: le vostre foto del lockdown cinque anni dopo

«Con cinque figli, ogni stanza diventata un’aula di scuola, a metà mattina portavo un caffettino fumane per ricreazione. Gli insegnanti facevano lezione online con bimbi appresso, gatti che salivano sulla tastiera… ma sempre con grande serietà», ricorda Michela.
«La mia foto del lockdown sono i ciliegi fioriti contro il cielo scuro», le fa eco Serena.
I vostri ricordi del lockdown del 2020, cominciato dopo i primi contagi di covid-19 di fine febbraio in Italia, sono legati a immagini ricorrenti: le strade vuote, le case piene. Le code fuori dai supermercati e in tanti che si inventano chef. E poi ancora: medici, infermieri e soccorritori bardati da capo a piedi, bambini e ragazzi davanti agli schermi per la didattica a distanza, i balconi diventati nuovo centro di aggregazione.
Ma c’è anche tanto dolore: «io sopravvissuta al Covid, mio marito deceduto ddopo un anno dall’esordio del virus. Ricoverati assieme, non ci è stato concesso di vederci, nessuna videochiamata. Il mio dolore è indescrivibile, mi accompagnerà per sempre: facciamo sì che tutto non cada nell’oblio», è il doloroso ricordo di Angiola.
E ancora Laura: «Mi si stringe il cuore, avevano perso l’unica nonna due anni prima, stavano per perdere il nonno e dopo due anni persero il padre. La casa era piccola non riuscivo a dare loro un angolo discreto, la protezione civile ci diede un tablet. Era tutto così ricco di angoscia e tristezza» .
Il messaggio di Maristella racchiude bene quei giorni: «Ho ricordi contrastanti: il piacere di stare insieme in famiglia e la crescita nella capacità di utilizzare la tecnologia specialmente per il mio lavoro di insegnante. Altri ricordi molto tristi: la morte per covid della mia mamma, al pronto soccorso, senza che nessuno potesse essere con lei a salutarla; le immagini terribili dei camion con le bare. Per me era un incubo uscire a fare la spesa».
Vi abbiamo chiesto un ricordo fotografico di quei giorni: abbiamo scelto alcune delle foto che ci avete inviato, alcune delle quali parlano di più di mille discorsi. Grazie per aver condiviso con noi queste suggestioni, aprendo non solo la memoria del telefono ma anche quella dei ricordi e delle emozioni.
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