Sequestrati 14mila litri di olio extravergine non tracciato, blitz a Bari e nel Salento. Lollobrigida: «Difendiamo il made in Italy»

5 dicembre, 11:38
Blitz a tutela dei prodottimade in Italy. Tra il porto di Bari e la provincia di Lecce sono stati sequestrati 14mila litri di olio extravergine di oliva per un valore stimato di circa 190mila euro. A Bari, l’Icqrf di Puglia e Basilicata, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, insieme alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha bloccato un carico senza indicazione dell’origine obbligatoria, presumibilmente proveniente dalla Grecia. Nel Salento, invece, è stato sequestrato olio non tracciato nella contabilità aziendale. Ad annunciare l’operazione è il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. «Ringrazio Icqrf, Guardia di Finanza e Dogane. Difendono ogni giorno la trasparenza, la qualità e il lavoro delle nostre imprese», afferma Lollobrigida.
L’operazione: i dettagli
Oltre tre tonnellate di olio extravergine di oliva privo di indicazione obbligatoria di origine del prodotto sono stati sequestrati nel porto di Bari dalla guardia di finanza, in collaborazione con gli ispettori Icqrf di Puglia e Basilicata e ai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli del capoluogo pugliese.
L’olio è stato individuato in un autoarticolato proveniente dalla Grecia, era suddiviso in tre serbatoi per un totale di 3.600 litri ed era privo dei requisiti per l’immissione in consumo nel territorio nazionale. In particolare, spiega la guardia di finanza in una nota, «all’atto del controllo, la documentazione a corredo del trasporto si presentava priva di indicazioni concernenti l’origine del prodotto che, solo in seguito di ispezione fisica del carico, veniva identificato come extravergine». L’attività illecita, proseguono le fiamme gialle, «oltre a costituire potenziale fattore di inganno avrebbe potuto fruttare un illecito profitto per svariate decine di migliaia di euro». Inoltre avrebbe rappresentato «una potenziale lesione per le produzioni di olii extravergine tutelate dal marchio made in Italy», dovuta alla possibile nazionalizzazione del prodotto di provenienza estera sottoposto a sequestro» meccanismo «che instaura, a tutti gli effetti, una forma di concorrenza sleale a danno di tutte le aziende del settore».
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