Leone XIV, la ‘prima’ del Papa davanti all’Immacolata: oggi il tradizionale appuntamento amato dai fedeli
Oggi il tradizionale appuntamento, amato dai romani, a piazza di Spagna: Prevost tornerà sui temi di politica internazionale. E a Natale la messa “torna” a mezzanotte
lunedì 8 dicembre 2025di Franca Giansoldati

CITTÀ DEL VATICANO – Nel 1958 fu Giovanni XXIII – oggi santo – il primo a percorrere il tragitto tra il Palazzo Apostolico e piazza di Spagna per deporre ai piedi del monumento alla Vergine eretto nel 1857 da Pio XI dopo la proclamazione del dogma, un grande cesto di rose bianche. Da allora questa bella consuetudine che lega fortemente la città di Roma al culto di Maria viene rinnovata ogni 8 dicembre, ed è sempre l’occasione per una riflessione ad ampio spettro. Fatto salvo i due anni della pandemia, quando Francesco fu costretto a ridurre quell’atto ad un momento privato, da più di sessant’anni nessun pontefice ha mai saltato l’appuntamento che segna anche l’avvio del periodo natalizio.
LA CERIMONIA
Alle ore 16 Leone XIV è atteso a piazza di Spagna per la preghiera pubblica, il saluto agli amministratori della città e della regione, infine l’abbraccio agli ammalati dell’Unitalsi sistemati al di fuori delle transenne e, nonostante il freddo, attendono per ore una parola di conforto, una carezza, un gesto paterno. Se l’anno scorso era stato toccato dal predecessore il tema dell’Anno Santo che si sarebbe aperto di lì a poco, parlando pure del “disagio” dei romani dovuto alle centinaia di cantieri aperti, stavolta il filo conduttore della riflessione di Leone XIV sembra essere proiettata più lontano e ai richiami alla pace che ha fatto anche ieri a mezzogiorno per l’Angelus. «Il corso della storia non è già scritto dai potenti di questo mondo» ha detto richiamandosi al cammino che ha appena concluso in Medio Oriente proprio alcuni giorni fa, prima in Turchia e poi il Libano, in una delle aree più destabilizzate del pianeta dove, agli appelli, aveva unito il suggerimento all’Italia a farsi mediatrice nei tanti scenari accidentati che ci sono, valutando la sua spiccata vocazione storica al dialogo.
In piazza di Spagna, oltre al bagno di folla, Papa Prevost troverà ai piedi della statua centinaia di bigliettini, bouquet, candele lasciate dai passanti, a testimonianza di quanto sia sentita l’Immacolata. Come tradizione i primi a lasciare i fiori saranno i Vigili del Fuoco in onore dei 220 colleghi che l’8 dicembre del 1857 inaugurarono l’opera marmorea. Di mattina presto saliranno fino alla cima della colonna alta dodici metri per collocare una grande ghirlanda sul braccio destro della Vergine. Subito dopo la banda della Gendarmeria vaticana eseguirà un inno. Intanto nella vicina chiesa di Trinità dei Monti verrà celebrata una messa, presieduta da monsignor Francesco Pesce, incaricato diocesano per la Pastorale del lavoro, in presenza dei lavoratori di alcune aziende romane.
Con l’avvicinarsi del Natale lo sguardo di Leone XIV è sempre più concentrato sui vari scenari drammatici del pianeta, dove manca la pace e dove la diplomazia vaticana, sotto il suo pontificato, ha ripreso a marciare a pieno regime per agire dietro le quinte e facilitare, suggerire, creare canali, tentare di aprire spiragli. In diverse circostanze il Papa stesso ha fatto capire a diversi interlocutori che la Santa Sede non avendo niente da difendere – eserciti, imperi economici o mire territoriali – può offrire la via evangelica di Cristo nato per salvare l’umanità e portare giustizia.
IL BANCO DI PROVA
Il Natale alle porte, dunque, è per lui un banco di prova che lo vedrà impegnato a raccontare al mondo quanto ci sia bisogno di cambiare direzione, sperimentando percorsi alternativi alle armi, guardando negli occhi persino i nemici e avviando piano piano delle trattative. È il sogno natalizio che Leone XIV abbozzerà a piazza di Spagna.
Naturalmente c’è molta attesa per le omelie natalizie che sta già preparando per la messa di mezzanotte che quest’anno ritorna ad avare l’orario consueto con l’inizio del rito alle 22. Papa Leone è scontato che riparlerà di pace anche il giorno successivo, nel messaggio urbi et orbi dalla Loggia delle Benedizioni. Mercoledì 31 dicembre, invece, sempre a San Pietro, sono previsti i Primi Vespri, cui farà seguito il tipico canto del «Te Deum», a conclusione dell’anno civile. Solitamente in basilica c’è sempre il sindaco. Di seguito il giorno di Capodanno alla presenza di tutti gli ambasciatori guiderà la Giornata mondiale della Pace istituita da Paolo VI nel 1968. Infine il giorno dell’Epifania che chiuderà il Giubileo. E la richiesta di pace sarà sempre sullo sfondo.
Ultimo aggiornamento: 10 dicembre, 16:37
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