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Tragedia a Muro lucano, muore sul lavoro un imprenditore edile di 44 anni
POTENZA – Ha perso la vita rimanendo incastrato nella cosiddetta tramoggia di una betonieria, quel recipiente a forma di cono che serve da imbuto al macchinario. Felice Ferrara, totolare di un’impresa edile di calcestruzzo, è morto sul lavoro presumibilmente mentre stava tentando di ripulire la betoniera dal cemento, riportando gravi ferite alla testa e al torace. L’impresa era impegnata in un cantiere tra contrada Piani del Casino e contrada San Chirico a Muro lucano, per la ristrutturazione di una casa privata. Gli operai che si trovavano con lui hanno tentato di rianimarlo ma non c’è stato nulla da fare.

Immediato l’arrivo dei sanitari del 118 arrivati con eliambulanza e auto-ambulanza, ma il 44enne era già deceduto. Sul luogo dell’incidente anche i vigili del fuoco intervenuti per liberare il corpo dalle lamiere, i carabinieri e il magistrato di turno per far luce sull’esatta dinamica della tragedia. Ferrara lascia moglie e due figlie piccole.

“La prima morte bianca sul lavoro del 2025 deve segnare una svolta per affrontare con urgenza la questione sicurezza”, sollecitano i segretari di Cgil Cisl e Uil, Mega, Cavallo e Tortorelli. I tre sindacalisti hanno inviato una lettera al governatore Bard chiedono l’immediata convocazione dell’Osservatorio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”. Per Esposito e Palma segretari di Cgil Potenza e Fillea Cgil non basta l’impegno del solo ente regionale per promuovere l’operatività della figura del rappresentante dei lavoratori alla sicurezza. “Dopo un 2024 da record per la Basilicata con oltre dieci vittime sul lavoro senza contare l’incidente di Calenzano e quello in Valtellina- dicono i due sindacalisti – è necessario un intervento congiunto di Regione, governo centrale ed enti locali per fermare questa strage inaccettabile”
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