Rider multato: «Mazzata per chi guadagna poco»

Sabato sera, ore 20.30. Un orario di punta per chi, nel fine settimana, si occupa di portare la cena nelle case dei francavillesi. Tra questi c’è un operatore del delivery, un “rider” automunito che, a suo dire per una manciata di minuti, ha lasciato il veicolo – privato e al tempo stesso da lavoro – divieto per effettuare un ritiro. Al suo ritorno, sul parabrezzaha trovato un’amara sorpresa: un avviso di accertamento di infrazione al codice della strada per “sosta vietata“.
La scoperta
La sanzione riportata sul verbale è pesante: 115,50 euro (già ridotti del 30 per cento se pagati entro cinque giorni) per aver lasciato il veicolo “in sosta in centro abitato in prossimità dell’area di intersezione a meno di 5 metri”. Una violazione contestata in assenza del trasgressore, che non ha potuto far valere le sue ragioni nell’immediato. L’episodio ha scatenato l’amaro sfogo del lavoratore, che denuncia una presunta mancanza di elasticità da parte della polizia locale.
«Gli addetti al delivery sono in qualche modo ‘schedati’ per poter transitare nella ZTL del centro storico – spiega l’uomo – quindi avrebbero potuto comprendere che quell’auto, con quella targa nota e le quattro frecce accese, non era lì per gioco ma per una sosta temporanea dettata da esigenze lavorative». Al di là della norma violata, è la sproporzione tra la sanzione e il guadagno a ferire. «Per ogni consegna guadagno circa tre euro. Questo significa che una singola multa equivale al guadagno di quasi 38 consegne” – calcola -. In pratica, giorni interi di lavoro bruciati per una sosta di cinque minuti, effettuata con le luci di emergenza attive proprio per segnalare la natura temporanea e indifferibile della fermata in un contesto urbano privo di adeguate aree di carico e scarico».
Lo sfogo
«Non si tratta di negligenza – conclude l’operatore nel suo sfogo – ma della necessità di operare. Chiedo maggiore buon senso. Quando guadagni cifre così basse e ti arriva una mazzata del genere, il messaggio è chiaro: la fatica di chi lavora onestamente su strada non conta nulla». Un appello che solleva interrogativi non solo sulla viabilità cittadina, ma sulla tutela di una categoria di lavoratori sempre più essenziale eppure spesso invisibile nelle sue difficoltà quotidiane.
Quanto riportato sopra peraltro avverrebbe non di rado anche se di parcheggi “creativi” per esigenze non così impellenti (l’esigenza della consegna e della puntualità della consegna, l’esigenza che la cena non giunga fredda) la Città degli Imperiali sarebbe piena quotidianamente e a tutte le ore del giorno e della notte.
«Noi umili addetti alle consegne – dichiara ancora l’uomo – abbiamo un contratto con la catena per cui lavoriamo ed esponiamo anche un tagliandino sul cruscotto ma, lo ammetto, forse quel giorno avevo dimenticato di esporlo, per quanto quel tagliandino possa valere.
Ciò che fa male è che purtroppo le eventuali multe sono a nostro carico – conclude – ma vi assicuro che è mortificante dover portare, per tre miseri euro, un po’ di felicità a chi sta ben comodo in casa e poi ritrovarsi una punizione esemplare sul parabrezza». Ferma restando la legittimità tecnica del verbale, forse sarebbe il caso di prendere a cuore situazioni come queste e disciplinarle con un regolamento comunale ad hoc.
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