Liste stupri nelle scuole, il prof Maggi: «Una sconfitta clamorosa della società»
«La Lista stupri rappresenta la volontà di controllo sociale e politico di tutte le donne che ardiscono di pensare in modo indipendente e, non si voglia mai, di distinguersi nonché di andare contro corrente»
domenica 7 dicembre 2025di Andrea Maggi

di Andrea Maggi
Le “Liste stupri” sui muri dei bagni di più scuole superiori italiane rappresentano senza appello una sconfitta clamorosa per tutti. Per tutte le donne, che ancora una volta devono subire il diktat del maschio “della pietra e della fionda”, che nel bottino di guerra include, oltre all’oro e alle armi del nemico, anche le femmine dei villaggi predati; donne che, dunque, vivono ancora in una comunità in cui il maschio rivendica con manifesta arroganza la sua supremazia attraverso la sottomissione del corpo femminile.
Ed è una sconfitta anche per tutti gli uomini, che non riescono proprio ad abbandonare l’idea di essere pari alle femmine. È una sconfitta drammatica per i giovani, che si dimostrano sottomessi alla cultura della dominazione del maschio ereditata dai padri.
La Lista stupri rappresenta la volontà di controllo sociale e politico di tutte le donne che ardiscono di pensare in modo indipendente e, non si voglia mai, di distinguersi nonché di andare contro corrente. A questo punto si spera che agli autori delle suddette liste la giustizia riservi pene severe, esemplari e indelebili nella fedina penale.
REATO GRAVE
Non si tratta di ragazzate, ma di orrende minacce e, in quanto tali, di reati da condannare senza sconti. E per il futuro viene da riflettere sul fatto che l’impartizione di un’educazione sessuo-affettiva obbligatoria, a partire dalle scuole superiori, arrivi palesemente in ritardo. Ma se nella scuola secondaria di primo grado e nella primaria questa viene consentita solo con il consenso dei genitori, quegli stessi genitori che non hanno sufficiente forza, o voglia, di spiegare ai loro figli maschi che una lista stupri è un atto di indicibile barbarie, quanto dovrebbe valere un veto di tale tipologia di genitori che in questo specifico ambito con i loro figli si dimostrano un chiaro fallimento? Confesso che inizialmente l’idea dell’ennesima materia obbligatoria da inserire nel curricolo scolastico, sulla scia del sensazionalismo suscitato nell’opinione pubblica a seguito di orrendi fatti di cronaca mi sembrava una forzatura.
EDUCAZIONE AFFETTIVA
Ho assistito con diffidenza al dibattito sull’argomento, poiché eccessivamente politicizzato per poter essere condotto con il dovuto rigore etico e scientifico. Ma davanti a un sintomo così grave come quello della “Lista stupri” non ci si può non porre qualche domanda sull’effettiva necessità di un’educazione sessuo-affettiva da declinare fin dai primi ordini di scuola, per strappare i più giovani da quella che con tutta evidenza è una cultura della dominazione del maschio radicata troppo profondamente nei gangli della nostra società, talmente nel profondo da non essere neppure notata da molti.
Viene da chiedersi se il veto dei genitori nella scuola dell’obbligo abbia senso, se gli stessi genitori sono i primi a fallire nell’educazione sessuo-affettiva delle loro figlie, che cercano relazioni con ragazzi possessivi e che si fanno vanto della gelosia ossessiva e della mania di controllo dei fidanzati. Viene da chiedersi quanto un veto all’educazione sessuale a scuola abbia senso da parte di genitori che non sono capaci di instaurare con i loro figli maschi un rapporto affettivo sano, e che quindi possono indurli a sviluppare rabbia e rancore nei confronti della figura femminile nonché un’idea del tutto distorta di quale sia la modalità corretta per rapportarsi con l’altro sesso.
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