Senzatetto, l’appello di Bene Comune e associazioni: «Raddoppiare i posti letto. Villaregia è la sede giusta per un rifugio»
La presa di posizione dopo la morte del 25enne afghano nello stabile abbandonato di via Barcis: «Non succeda più»
domenica 7 dicembre 2025di Corinna Opara

PORDENONE «La chiamano emergenza freddo, ma quando la situazione si ripropone più volte, allora forse non è più tale». Non si può più restare indifferenti. L’intervento della lista civica Bene Comune alla conferenza stampa organizzata ieri in collaborazione con una nutrita schiera di associazioni appella all’umanità e al pragmatismo. Questo dire “basta” alla morte di persone senza dimora impossibilitate a difendersi adeguatamente dalle notti invernali. Una situazione che riguarda sia italiani che migranti, è stato ribadito, perché strada e povertà non hanno passaporto. Una realtà che ciclicamente si ripropone e che i tragici episodi di queste settimane (due a Udine, una a Trieste e una a Pordenone) hanno prepotentemente sbattuto in faccia a tutti.
IL MESSAGGIO
In apertura di conferenza, il consigliere comunale Stefano Zanut ha ricordato per nome Shirzai Farhdullah, il venticinquenne afghano morto in via Barcis per intossicazione da monossido in una casa abbandonata. «È importante ricordare i nomi, perché è importante ricordare le persone, spesso considerate come numeri», ha commentato. Il Bene Comune ha dunque ribadito la sua attenzione verso le persone più fragili, ricordando la propria interrogazione presentata a novembre per interpellare l’amministrazione comunale sulle azioni previste con l’avvicinarsi dell’emergenza freddo, così come la sua richiesta di accesso agli atti per conoscere lo stato dell’arte della nuova Stazione di Posta. «Riguardo quest’ultima commenta Zanut ci è arrivata la documentazione e la stiamo studiando, mentre per l’interrogazione non ci è ancora giunta risposta, ma siamo ancora nei termini di tempo previsti». I 30-35 pasti serali consegnati dall’unità di strada della Croce Rossa a supporto delle persone senza fissa dimora e non solo aggiunge Luigina Perosa di Rete solidale confermano una situazione già incontrata lo scorso anno, che potrebbe essere affrontata diversamente. Tra i beneficiari dei pasti, ci sono sia persone che scelgono di vivere per strada che persone che vengono in città per manifestare il proprio desiderio di chiedere accoglienza presso gli uffici deputati. «Ma l’accesso alla Questura commenta Perosa avviene con il contagocce, e una persona può dover aspettare anche due mesi e mezzo per poter entrare a chiedere un primo appuntamento. Nel frattempo, rimane per strada».
IL QUADRO
Guardando alla situazione in modo complessivo prosegue l’attivista rispetto ai dormitori potrebbe risultare più funzionale un centro di accoglienza a bassa soglia aperto giorno e notte, «cosa che chiediamo da anni». I luoghi ci sarebbero già. Su tutti il centro di accoglienza di Villaregia, che oggi ospita una cinquantina di persone (oltre ai venticinque letti dell’emergenza freddo, già pieni): la metà rispetto a quanto inizialmente previsto. Proposte percorribili per aiutare gli uffici a snellire le procedure burocratiche sono state ricordate anche dalla vicepresidente dell’Associazione immigrati di Pordenone Ndella Farr, che ha ribadito ancora una volta la sua disponibilità. «La rete di volontari e attivisti per supportare le persone già c’è – sottolinea Perosa -. Ciò che manca e che chiediamo è l’intervento da parte dell’amministrazione per un luogo fisico». Le morti che si sono susseguite in queste settimane hanno portato associazioni e realtà del territorio a costituirsi in un coordinamento regionale, deciso a chiedere alle istituzioni di adottare scelte e soluzioni più efficaci per garantire i diritti fondamentali a chi è senza un alloggio. A parlarne è stato il presidente del Centro Balducci, don Paolo Iannacone. «Queste morti dovrebbero interrogarci» «e farci mettere in moto» per dire «basta» anche a una certa indifferenza istituzionale, ha commentato. Una delle prime iniziative organizzate dal coordinamento è prevista per giovedì 11 dicembre a Trieste, alle ore 15.30, davanti alla sede del Consiglio Regionale in piazza Oberdan, in occasione della discussione del bilancio del nuovo anno. «Forse proporremo anche alcune iniziative sotto il Natale», ha concluso Iannacone, «affinché il Natale non parli solo di lucette, alberi e regali, ma anche di umanità».
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