Minaccia la figlia con un seghetto, salvata in casa da carabinieri e 118. La vittima: «Ho paura, da sola non riesco a curarla»

Ha brandito una sega e minacciato di morte sua figlia. Non era, per giunta, la prima volta. La vittima, di 41 anni, ha chiamato il 118 ma le urla di dalla “cornetta” hanno indotto l’operatrice a far intervenire sul posto le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri. La madre, 71enne, affetta da anni da problemi psichici, è stata presa in carico dai soccorritori e condotta in ospedale, dove tuttora si trova ricoverata nel reparto di Psichiatria. Un luogo da quale prima o poi dovrà uscire, costituendo nuovamente pericolo per sé e per gli altri.
La vittima di quest’aggressione – sopraffatta dalla malattia della mamma, a maggior ragione da quand’è venuto a mancare suo padre – è preoccupata e spera che le istituzioni possano prendere in carico e prendersi cura della donna. Da anni, quest’ancora giovane figlia vive al Nord con quella famiglia che non senza fatica si è costruita tassello dopo tassello. Non ha però dimenticato le proprie origini e quella responsabilità familiare che, in qualche modo, continuano ad ancorarla a un piccolo comune del Brindisino nel quale è vissuta per anni.
«Sono tornata in Puglia per prendermi cura di lei (la madre, nda) – dichiara – anche per quel senso di responsabilità che mi accompagna fin dalla nascita, ma mi sono ritrovata alle prese coi soliti problemi e cioè con i suoi problemi.
L’appello
La figlia convive da sempre coi problemi di salute irrisolti della madre: «Credo che questa situazione mi abbia pregiudicato da sempre, nella vita e nel lavoro, infatti fino a poco tempo fa quando sentivo alzare la voce tendevo a nascondermi o comunque a irrigidirmi. Soltanto quando ho creato una mia famiglia sono un po’ riuscita a superare questi miei traumi anche legati all’infanzia».
La donna rifiuta categoricamente di essere ospitata da una struttura ad hoc ed è considerata in grado di farlo, perché non risulta interdetta e nei suoi confronti non è stato effettuato un Tso: «Mi chiedo cos’altro debba accadere prima che qualcosa si smuova» si chiede la figlia, anche con una certa preoccupazione».
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