Il padre incredulo: «È il mio Natale con largo anticipo. Voglio abbracciarla»

«Vogliamo solo abbracciarla, nient’altro. Abbiamo pensato al peggio, poi l’avvocato ci ha comunicato la splendida notizia. La nostra gioia è stata immensa». Non riesce a trovare le parole per declinare la gioia, papà Rino. Insieme a mamma Ornella ha atteso per ore interminabili che ci fossero sviluppi. Di appello in appello hanno sperato che la loro Tatiana fosse viva. Hanno dichiarato ovunque che avrebbero perdonato qualsiasi bravata, pur di saperla sana e salva. Così è stato. E quando ieri sera dai carabinieri è giunta la comunicazione ufficiale, che faceva seguito a narrazioni di segno drammaticamente differente, le lacrime hanno rigato il volto dei genitori della 27enne dagli occhi azzurri.
«Siamo stati malissimo, non si può descrivere cosa abbiamo provato», ha affermato Rino, al fianco del legale Tommaso Valente che li ha sostenuti e ha dato loro coraggio, occupandosi di tenere i contatti con l’autorità giudiziaria e con gli investigatori che stavano ascoltando Dragos Ioan Gheormescu, in caserma. «Sto vivendo anticipatamente il mio Natale in famiglia», ha aggiunto il papà. Sarà un Natale lieto, senza alcun dubbio.
La dinamica
La dinamica dei fatti è importante, ma è passata in second’ordine. Troppa l’ansia vissuta, una apprensione nutrita dal tempo che scorreva. Tempo che, lo sanno tutti, è nemico in situazioni come queste. L’assenza di novità non è solitamente un buon presagio. Specie se mancano segnali confortanti: un accesso sui social, una telefonata, il telefono che torna a squillare.
I famigliari di Tatiana hanno atteso gli aggiornamenti a casa. Il fratello si era recato nei pressi della caserma ed era scoppiato in un pianto dirotto quando si era diffusa la notizia di un esito nefasto. La gente in strada, moltissima, era insorta. Partita la caccia al colpevole. Dietrofront immediato, non appena ha iniziato a circolare la versione ufficiale, poi confermata dal colonnello Andrea Siazzu. A seguire la vicenda anche il procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia. Sul posto decine di telecamere, del resto la vicenda ha avuto una eco nazionale, utile anche alle ricerche che sono andate avanti ininterrottamente per giorni. Via mare, via terra. Le indagini, pure, di pari passo: i militari dell’Arma hanno cercato anche attraverso il racconto dei famigliari di comprendere cosa potesse essere successo. Di scavare nella vita privata di Tatiana, per appurare anzitutto se la scomparsa fosse riconducibile a un allontanamento volontario o se ci fosse l’ipotesi di atti violenti. Il sollievo degli affetti più cari è anche per questo: nulla di abusante sembrerebbe essere accaduto alla 27enne, sebbene i contorni della storia siano tutti da chiarire.
«Per nove giorni tutte le mattine ho chiesto informazioni – dice Daniele, amico di famiglia – andavo a lavorare a Copertino, ma il primo pensiero è stato sempre per lei. Ho una figlia di 18 anni e ho sempre un grande timore, prego Padre Pio che la protegga, perché è un mondo veramente difficile quello in cui viviamo. È arrivata la buona notizia, dopo quella più brutta. Abbiamo saputo il peggio, poi ho abbracciato il fratello e abbiamo potuto gioire».
Subito dopo il ritrovamento Tatiana è stata portata in ospedale, al Vito Fazzi, per i controlli del caso. I medici hanno confermato che le condizioni di salute sono buone e che non ci sono elementi che possano far pensare a una violenza. A quanto pare lei stessa, la ragazza, ha confermato di essersi allontanata volontariamente.
«Per i genitori è davvero un Natale anticipato – ha detto l’avvocato Tommaso Valente – l’importante è sapere che è viva. Al resto ci penseranno nelle prossime ore». Bisognerà comprendere cosa abbia detto l’amico e per quali ragioni la giovane fosse chiusa nello sgabuzzino di un terrazzo, a Nardò. Tanti gli interrogativi ancora irrisolti, tutti meno prioritari rispetto al lieto fine: ci sarà tempo per capire, tempo per approfondire e risolvere. Ieri notte, è stato il momento dell’abbraccio. Un abbraccio che si aspettava da nove interminabili giorni.
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