POTENZA – Un assessore in quota Lega – Donatella Merra – costretta a palesare un malessere politico che si protraeva da mesi con tanto di “invasioni di campo” di qualche dirigente regionale e non solo. Un partito, con il commissario regionale Pepe, che non ha speso una parola rispetto alle dure accuse pronunciate da una sua esponente, unica donna a sedere nel governo regionale. E poi il presidente Bardi che, offeso nel profondo decide di far valere le proprie prerogative e nomina in giunta l’unica donna in Consiglio regionale: Dina Sileo, rientrata nottetempo nella compagine salviniana da cui si era allontanata.


Dopo la sfiducia della Merra, Bardi arruola in giunta Sileo, neo assessore alle infrastrutture
Nella “pazza” consiliatura regionale targata centrodestra, l’ultimo capitolo (o forse no) arriva al termine di un fine settimana rovente con le esternazioni dell’assessore Donatella Merra utili a far emergere l’ennesima falla di un governo regionale e di una maggioranza da troppo tempo – politicamente – alla canna del gas e che, conti alla mano, non ha più i numeri in aula. Dimissioni o sostituzione? Ieri Merra ha tenuto a precisare di aver inviato la lettera di dimissioni al presidente alla chiusura della segreteria regionale della Lega, prendendo atto della posizione assunta dal partito.
“La gravità dell’approccio assunto nei miei confronti, nei confronti dell’unica donna della giunta, si è definitivamente disvelato nelle ultime azioni intraprese dal Presidente e dal Partito. È evidente che non era il già assessore ad avere formulato rocambolesche e pregresse strategie, che impropriamente le venivano attribuite, quanto piuttosto gli autorevoli attori che hanno messo in campo i nuovi assetti”. Il tono delle risposte del presidente Bardi (”le dimissioni non si annunciano, ma si presentano. A ogni modo farò valere le mie prerogative”) e lo strano silenzio della Lega e del commissario regionale Pepe – intanto – non facilitano certo il lavoro del tavolo romano del centrodestra sulle Regionali 2024. Eppure entrambi – da punti di vista differenti – hanno provato a voltare pagina in fretta, archiviando il tutto come un normale incidente di percorso.
Due note, a distanza di pochi minuti, per nascondere la polvere sotto il tappeto
“Con la nomina di Dina Sileo all’assessorato alle Infrastrutture, chiudiamo una pagina e ne apriamo una nuova – si è affrettato a dichiarare il governatore. Si tratta di un atto dovuto, per quanto mi riguarda, alla luce delle recenti dichiarazioni di Donatella Merra, che ringrazio per il lavoro svolto in questi quattro anni e mezzo, che ha esercitato in maniera molto ampia e in totale autonomia, come tutti sanno. La gratitudine in politica è il sentimento della vigilia, la correttezza istituzionale invece non deve mai venire meno, per rispetto dei lucani e di tutto il centrodestra.
Esce una donna ed entra una donna, perché mai avrei voluto una giunta senza la quota rosa, che reputo fonte di ricchezza, pluralismo e inclusione. Dispiace aver letto parole ingenerose, ma in questi quattro anni e mezzo ho imparato tante cose e ne ho messe a frutto altrettante. In bocca al lupo a Dina Sileo, che in questi ultimi 5 mesi saprà sicuramente concentrarsi sulle priorità infrastrutturali della nostra Regione, che proprio sulle infrastrutture registra il ritardo più grande rispetto al resto del Paese e dell’Europa”.
A stretto giro le parole del commissario regionale della Lega
“Ringrazio Donatella Merra per l’impegno che ha profuso in quasi cinque anni da assessore – ha detto – e per gli straordinari risultati conseguiti, certo che la sua esperienza sarà valore aggiunto per il partito sin dal prossimo futuro. Con identico sentimento di gratitudine auguro buon lavoro a Dina Sileo, rientrata in Lega nelle scorse settimane, che le subentra. Conoscendola, sono convinto che si saprà distinguere per dedizione, competenza e passione. Si va avanti con senso di responsabilità e con leale collaborazione per offrire, in questo ultimo scorcio di consiliatura, ulteriori risposte ai bisogni e alle aspettative dei lucani”.
Neanche un rigo per commentare le esternazioni dell’ex assessore Merra. “Riscontro con estremo rammarico – ha commentato Merra – che l’unico esponente femminile del governo regionale continui a subire atteggiamenti ed azioni discriminatorie.Venute meno le condizioni ho chiesto di aprire opportuna e necessaria riflessione politica nel governo, per salvaguardare la democrazia interna e gli spazi di confronto. L’autonomia di giudizio e di pensiero, l’esigenza legittima di uscire da uno stallo indotto non possono essere scambiati per insubordinazione e indisciplina”.
Merra parla di “provvedimenti urgenti e necessari, attesi dai lucani, che sono stati ostacolati per mesi con pretesti irragionevoli e argomenti illogici, e questo certamente non è stata volontà esclusiva del presidente. Si è consentito, non si comprende a quale titolo, a un dirigente di intervenire e contestare, durante una seduta di giunta, decisioni di esclusiva pertinenza dell’organo politico, con toni irriverenti e irriguardosi nei miei confronti. Episodi purtroppo affatto isolati. Nei confronti di una donna che ha palesato lealmente una impossibilità ad esercitare il ruolo di governo – conclude – si decide di imporsi e di ricorrere a “prerogative esclusive”.

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