La Cucina italiana entra nei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. È la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza. A deliberarlo, all’unanimità, è stato il Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è riunito a New Delhi, in India.
Secondo la decisione, la cucina italiana è una “miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie”, “un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la loro storia e descrivere il mondo che li circonda”.
Favorisce l’inclusione sociale
La notizia è stata accolta da un lungo applauso della sala. Quello italiano è stato tra i 60 dossier in valutazione provenienti da 56 Paesi. L’Unesco sottolinea come il cucinare all’italiana “favorisce l’inclusione sociale, promuovendo il benessere e offrendo un canale per l’apprendimento intergenerazionale permanente, rafforzando i legami, incoraggiando la condivisione e promuovendo il senso di appartenenza”. Il cucinare è per gli italiani, “un’attività comunitaria che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi attorno alla tavola.
Il sottosegretario Mazzi: «Successo di tutti gli italiani»
«Oggi realizziamo un sogno nel vedere la nostra cucina, prima cucina al mondo riconosciuta patrimonio dell’umanità. Un successo per tutti gli italiani, nessuno escluso», commenta così la notizia Gianmarco Mazzi, sottosegretario di Stato alla Cultura con delega Unesco, firmatario della candidatura della cucina italiana a patrimonio dell’umanità il 24 marzo 2023.
«È stato un appassionante lavoro di squadra di due ministeri, della Cultura e dell’Agricoltura. Grazie ai ministri Giuli, Sangiuliano e al ministro Lollobrigida e grazie al premier Giorgia Meloni per aver creduto nel progetto con forte determinazione. Sapremo tutelare questo patrimonio per trasmetterlo alle generazioni del futuro».
Trasmissione di sapori
La pratica è radicata nelle ricette anti-spreco e nella trasmissione di sapori, abilità e ricordi attraverso le generazioni. Essendo una pratica multigenerazionale, con ruoli perfettamente intercambiabili, la cucina svolge una funzione inclusiva, consentendo a tutti di godere di un’esperienza individuale, collettiva e continuo di scambio, superando tutte le barriere interculturali e intergenerazionali”.
Nella decisione, si sottolinea anche come il dossier di candidatura, curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, dimostra “gli sforzi significativi compiuti dalle comunità negli ultimi sessant’anni, in particolare da organismi rappresentativi chiave come la rivista La Cucina Italiana, l’Accademia Italiana della Cucina, la Fondazione Casa Artusi”.
Record mondiale
Con l’iscrizione della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco, l’Italia conquista il record mondiale di riconoscimenti nel settore agro-alimentare in proporzione al numero dei riconoscimenti complessivi ottenuti. Delle 21 tradizioni iscritte nella Lista dei patrimoni culturali immateriali, 9 sono infatti riconducibili all’agroalimentare: la cucina italiana, l’arte dei pizzaioli napoletani, la transumanza, la costruzione dei muretti a secco in agricoltura, la coltivazione della vite ad alberello dello zibibbo di Pantelleria, la dieta mediterranea, la cava e cerca del tartufo, il sistema irriguo tradizionale, l’allevamento dei cavalli lipizzani.
Santanchè: «Obiettivo storico»
«Esprimo la più profonda soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo storico: la cucina italiana è stata insignita del titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco – ha dichiarato il ministro del Turismo Daniela Santanchè -. Si tratta, infatti, del riconoscimento mondiale di un modello culturale che è parte integrante della nostra identità nazionale e, allo stesso tempo, un asset strategico di grande rilevanza per il tessuto economico italiano».
Unione italiana food: «Riconoscimento storico»
Mario Piccialuti, Direttore Generale di Unione Italiana Food, commenta la nomina della cucina italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO: «La nomina della cucina italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO rappresenta un riconoscimento storico non solo alla nostra tradizione gastronomica, ma all’intero sistema produttivo che da generazioni porta nel mondo l’eccellenza del Made in Italy alimentare. Questo traguardo rappresenta un punto di partenza per rafforzare ulteriormente la tutela e la promozione della cucina italiana nel mondo, valorizzando il lavoro di migliaia di aziende che ogni giorno contribuiscono a scrivere questa storia di successo».
Unione Italiana Food è un’associazione che accoglie 530 eccellenze dell’industria italiana, che producono oltre 900 marchi che finiscono sulle tavole degli italiani e degli amanti del cibo italiano di tutto il mondo. Una filiera che sostiene uno dei settori più strategici del Paese, assicurando 100mila posti di lavoro con un fatturato di 60 miliardi di euro, di cui 23 miliardi dall’export.
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