Zullino smaschera il canale Telegram “finanziato dalla Regione” – La Nuova

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Zullino smaschera il canale Telegram “finanziato dalla Regione”: “Noi e i tanti delusi della Lega guardiamo a Chiorazzo”

Il consigliere di Basilicata Oltre, Massimo Zullino, che a più riprese ha chiesto chiarimenti sul canale Telegram della Regione

POTENZA – Doveva essere un canale per divulgare informazioni di carattere istituzionale, è diventato un mezzo di propaganda per esaltare le azioni del presidente Bardi e colpire i “non allineati”. O – in vista della campagna elettorale per le Regionali 2024 – per screditare e gettare fango su possibili competitor.

Nella regione dei “manganelli” e dei “metodi Boffo” veri, quelli di chi indossa giacca, cravatta e porta le iniziali sui polsini comodamente seduto nelle stanze del potere, è diventato lo strumento per veicolare messaggi, distorcere la realtà ed attaccare strumentalmente gli avversari politici. Si chiama Basilicata Next Generation, un canale che tutti possono trovare su Telegram, uno dei servizi di messaggistica più utilizzati. Oltre 5.700 iscritti per quella che viene presentata come “la community dei lucani che non vogliono arrendersi”. Ogni giorno decine di messaggi su questioni di pubblica utilità, ma anche schizzi di fango gratuito, interpretazioni e stralci di articoli dei giornali “allineati”. Eppure nessuno sa con precisione la natura di questo canale e l’eventuale rapporto che intercorre tra lo stesso e lo staff del presidente Bardi.

Chiesti a più riprese chiarimenti sul canale Telegram della Regione da parte di Perrino e Zullino

Oltre al pentastellato Perrino – che si è interessato della vicenda – è il consigliere regionale ex Lega, oggi Basilicata Oltre, Massimo Zullino ad aver chiesto chiarimenti in più riprese.

Il consigliere di Basilicata Oltre, Massimo Zullino, che a più riprese ha chiesto chiarimenti sul canale Telegram della Regione
Il consigliere regionale di Basilicata Oltre, Massimo Zullino, che ha chiesto più volte chiarimenti sul canale Telegram finanziato dalla Regione Basilicata.

Diverse richieste verbali al presidente Bardi, al presidente Cicala, all’ufficio di Mariniello (responsabile dell’ufficio stampa, nda) fino ad un intervento in Consiglio regionale. La risposta è sempre stata la stessa: il canale non è riconducibile alla Regione Basilicata.

Eppure questo canale – chiarisce Zullino – nasce subito dopo la pandemia quando si è iniziato a parlare di fondi dall’Europa che potevano arrivare. All’epoca non si parlava del piano di resilienza, oggi Pnrr, ma di Next Generation Eu. Bardi approfittando di questa cosa incaricò un’agenzia per prendere tutti i contatti della Regione – imprenditori, amministratori locali, stakeholder, consiglieri, quanti candidavano progetti – arrivando a diverse migliaia di iscritti. Inizialmente partì così.

Zullino: “Un canale Telegram pro-Bardi finanziato dalla Regione che denigra le persone e dice fesserie”

Poi il primo rebus: si presume – spiega Zullino – che questa società abbia preso un contributo della Regione per via di un servizio di informazione e aggiornamento. In seguito all’interno di questo primo canale, finanziato dalla Regione, è stato inserito un link dove tutti gli addetti ai lavori cliccandoci sono passati nella chat attuale gestita ufficiosamente dagli uomini della comunicazione del presidente Bardi. Con questo link sono stati reindirizzati in questo nuovo canale Telegram che ha cambiato nome.

Una chat del canale telegram Basilicata Next Generation
Un esempio di chat del canale Telegram Basilicata Next Generation

Il canaleTelegram – nato finanziato dalla Regione con delle finalità, spiega Zullino – si è insomma trasformato come pro-Bardi, sfruttando però quel pagamento iniziale per agganciare a sé tutti i contatti e crearsi gratuitamente un canale di comunicazione in cui far veicolare notizie e falsità. Di sicuro c’è l’Ufficio stampa dietro. Ma non ci vogliono rispondere, dicono che il canale è libero. Il nome della società non si conosce.

Personalmente ho fatto una richiesta verbale ma il presidente Cicala si è rifiutato di rispondere. E la richiesta scritta non possiamo formalizzarla non sapendo di chi dobbiamo chiedere e cosa. La scorrettezza politica oltre alla presunta illegittimità – continua Zullino – è data dal fatto di essere partiti con un canale che sfruttando i fondi della Regione per dare informazioni utili ai cittadini ha poi utilizzato dei contatti per creare una chat che spesso denigra persone e dice un sacco di fesserie. Ed io l’ho denunciato pubblicamente”.

Verso le regionali in Basilicata: quella di Chiorazzo l’unica alternativa valida

Che il clima politico sia avvelenato è un dato certo. In attesa della composizione degli schieramenti e dei candidati governatori, l’esponente di Basilicata Oltre – uscito ufficialmente dalla Lega un anno fa insieme al consigliere Vizziello – ha le idee chiare. “Nel centrodestra se ci sarà ancora Bardi candidato chiaramente non ci potremo neanche candidare. Siamo in una collocazione naturale di centro e vediamo di buon occhio Angelo Chiorazzo (il nome proposto da Basilicata Casa Comune e su cui converge anche il Pd). Ci piace tantissimo, ci sembra una persona perbene, onesta. Ci siamo incontrati più di una volta, stiamo dialogando, ci piacciono le sue idee. Aspettiamo di vedere se sarà lui il candidato presidente. Ma con lui, in un blocco centrista, ci troviamo sicuramente bene.

Basilicata Oltre – aggiunge – si propone come contenitore che diventerà attrattivo di tutto l’elettorato che viene dal centrodestra ma che è deluso dalla Lega, da Bardi e che non si rivede nei partiti tipici di centrodestra ma che trova una valvola di sfogo con noi insieme ai tanti dissidenti e ai fuoriusciti. Poi – chiarisce – chi si aggancia non lo sappiamo ancora, non ci interessa perché guardiamo alla nostra lista. Nessun discorso personalistico tipo: i 5 stelle non mi piacciono o quello non mi piace. D’altronde da Roma ci insegnano come la stessa Lega ha governato con i grillini, con il Pd e via dicendo.

Ecco: dialogheremo con chi ama la Basilicata e chi ha un progetto politico che mette al centro lo sviluppo del territorio. In questo momento ci sembra quella di Chiorazzo l’unica alternativa valida: è un cooperante, ha dimostrato di non campare di politica, ha principi sani ed ha dimostrato quanto vale nelle sue attività”.

La Lega e Pepe

Il senatore Pasquale Pepe insieme a Matteo Salvini
Il senatore Pasquale Pepe insieme a Matteo Salvini

Quindi le vicende in casa Lega, il partito nel quale è stato eletto e di cui è stato uno dei fondatori in Basilicata oltre ad esserne stato vicesegretario. “Io e Vizziello – ricorda – siamo usciti dalla Lega a dicembre dello scorso anno all’indomani della verifica politica. Per assurdo mi trovo fuori dalla Lega per aver fatto il leghista. Ho lasciato un gruppo con sette consiglieri (dopo l’arrivo di Vizziello). Ora ci sono due supplenti (Aliandro e Fuina, entrambi non eletti).

La colpa? Di certi personaggi – leggasi Pepe, il commissario regionale – che pensano di fare strada o carriera ammazzando chi sta intorno e soprattutto gli amici dello stesso partito. Pepe non ha capito che non deve emergere ammazzando Zullino, Cappiello, la Merra cioè facendo terra bruciata intorno a sé.

“Pepe ha fatto terra bruciata”

Lui viene da un piccolo comune con tutto il rispetto, ma se non l’avesse messo Salvini al primo posto in lista non avrebbe mai fatto il senatore. Ha paura che se arriva qualcun altro che, politicamente parlando ha un dito di cervello in più di lui, questo gli possa togliere lo scettro. E così sta facendo in modo di non far crescere la Lega in Basilicata.

Il suo ragionamento è: se resto solo io, Salvini non può far altro che scegliere me. E così si vede garantito finanche nelle piccole postazioni come quelle a Roma”.

Il ritorno di Dina Sileo in Lega

Quindi un accenno al defenestramento in giunta di Donatella Merra e al rientro di Dina Sileo. “La vicenda Merra – chiarisce Zullino – non è altro che un epilogo di quanto noi avevamo già annunciato due anni fa. È successo tutto quanto avevo previsto: dalla mancata copertura politica di Pepe ai bastoni tra le ruote del direttore generale del Dipartimento per effetto della Pieni Poteri. Il ritorno di Dina Sileo nella Lega è vergognoso.

È un tentativo malsano di Pepe di dimostrare a Salvini di aver perso una esponente e di averne trovato subito un’altra senza modificare gli equilibri interni. Tutto questo – però – facendo fare una pessima figura alla stessa Sileo che pochi mesi fa aveva abbracciato la causa centrista con Baldassarre, Giorgetti, Braia e Polese sparando a zero contro gli estremismi, la Schlein, i partiti sovranisti. Ora per fare tre mesi da assessore si rimangia tutte le cose dette. Lei – tuona Zullino – era quella che nella Lega (con Pepe) mentre il sottoscritto portava le proposte di legge suggerite da esponenti nazionali presentava emendamenti per sopprimere le leggi del suo segretario di partito. Bel modo di fare”.

Source URL: https://www.lanuova.net/zullino-smaschera-il-canale-telegram-finanziato-dalla-regione-noi-e-i-tanti-delusi-della-lega-guardiamo-a-chiorazzo/


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