Le decorazioni e le luminarie natalizie a fatica nascondono quanto sta avvenendo negli ultimi tempi. Le luci della festa e la folla dell’Immacolata non riescono a celare le serrande abbassate, le vetrine buie, le imposte chiuse, sempre più numerose in questo ultimo scorcio del 2025. Il commercio in città, nelle periferie e nelle frazioni, è in grave sofferenza. È stato ribadito più volte. Il dibattito ha infiammato anche il Consiglio comunale dove l’opposizione si è scagliata contro l’Amministrazione Finco sul tema dell’espansione inarrestabile della grande distribuzione ai danni del piccolo commercio.
Confcommercio e Comune ai ferri corti
Dal fronte politico la polemica si è spostata su quello dei rapporti fra la Confcommercio e l’Amministrazione cittadina,mai così tesi come in questo periodo (un po’ come accadde un quarto di secolo fa o quasi sul dibattito Ztl sì, Ztl no). Eppure la situazione è sotto gli occhi di tutti. Basti guardare la sequenza di vetrine vuote sotto la loggia del Comune, tra piazza Libertà e via Vittorelli solo vetrine vuote. Alla serie di chiusure che ha contraddistinto il 2025, da ultimo quella di Seta&Sale, boutique di Ketty Todaro in via Da Ponte si aggiunge quella di Ostaria Ca’ Brando, da decenni in via Pusterla e quella imminente della birreria-paninoteca Al Porton di via Gamba, a pochi metri l’una dall’altra a pochi passi dal Ponte Vecchio.
La chiusura dei locali “storici”

Locali che hanno contribuito a scrivere la storia della movida bassanese. E se in piazza Garibaldi, là dove un tempo ci fu il Caffè-gelateria Orientale (sostituito per un breve periodo da Brett Enoteca Naturale) ora ha aperto La Schiacciata Firenze, marchio che ha altri locali in Toscana, in via Verci a giorni chiuderà la boutique Charme. Al riguardo Nico Cattarin, già presidente dei Commercianti di Bassano di cui è vicepresidente dal 2016, su queste pagine aveva fatto un’analisi molto precisa della situazione partendo da quanto accaduto in via Da Ponte (l’addio di Rouge delle sorelle Cadore nel 2024) allo stato in cui versa da tempo viale Dei Martiri. Stanno chiudendo i negozi e i locali bassanesi, lasciando spazio alle grandi catene commerciali, uguali in tutta la penisola. E ciò snatura il volto della città le cui peculiarità che vanno via via perdendosi. «Non abbiamo trovato chi rilevasse la nostra attività perché il commercio in centro non attira più investimenti». «Non si può lavorare solo per fare fronte alle spese». «Difficile trovare personale». Frasi sentite più volte negli ultimi tempi. E mentre si abbassano le serrande, silenziosamente spuntano come funghi i B&B in un centro storico sempre più anonimo, vuoto e insicuro. Specie la sera.
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