La carica dei 300 volontari rende unica la Festa del riso di Grumolo delle Abbadesse

Grumolo delle Abbadesse torna a celebrare il suo prodotto simbolo con la 38esima Festa del riso, in programma da venerdì 19 a martedì 23 settembre. Per 5 giorni la piazza centrale del paese si trasformerà in un grande spazio di incontro, cucina e convivialità, attirando migliaia di visitatori da tutta la regione e non solo. Protagonista assoluto sarà il riso, coltivato da secoli grazie al lavoro delle monache benedettine e oggi riconosciuto con la De.Co. e con l’importante presidio Slow food dedicato al Vialone nano, unico in Italia.

Risotto dea Badessa ma non solo

Il cuore gastronomico resta il “risotto dea Badessa”, ricetta storica a base di carne che affonda le radici nella tradizione del paese. «Ogni sera proponiamo il risotto tradizionale e un’alternativa diversa: con l’Amarone, zucca e porcini, con l’asparago settembrino – racconta Rita Gallio, presidente della festa -. Quest’anno abbiamo introdotto un piatto nuovo, le quaglie ai ferri con la polenta onta». Non mancano le grigliate cotte alla brace e la trippa. Tutti i piatti sono preparati da cuoche e cuochi volontari, con l’attenzione alla genuinità e alla qualità che caratterizza l’intera manifestazione.

I numeri della Festa del riso

I numeri parlano da soli: circa 12 quintali di riso cucinati in 5 giorni e fino a 14 mila porzioni servite. Una macchina organizzativa che si regge su circa 300 persone, tutte volontarie. «C’è sempre una bella atmosfera di collaborazione – spiega la presidente -. Partecipano cittadini di Grumolo ma anche dei paesi vicini, tutti uniti per la nostra festa, che sostiene la parrocchia e valorizza il territorio». Un impegno che si rinnova anno dopo anno e che guarda al futuro, verso la 40esima edizione del 2027.

Il grazie del sindaco ai volontari

Anche il sindaco Andrea Turetta sottolinea l’importanza del volontariato: «Un cittadino su tre è coinvolto direttamente o indirettamente nella festa. È grazie a loro se la macchina funziona: senza volontari un comune piccolo come il nostro non riuscirebbe a organizzare un evento di queste dimensioni. Ma la vera forza è la collaborazione: parrocchia, giovani, associazioni e amministrazione lavorano insieme, creando una rete che rende possibile ciò che altrove sembrerebbe impensabile».

Non solo cucina

La Festa del riso non è solo cucina. Accanto agli stand trovano spazio mercatini, una ricca mostra d’arte, spettacoli, musica dal vivo, ballo liscio e serate dedicate ai più giovani. Gli ospiti possono visitare le bellezze storiche e naturalistiche del territorio, come la roggia Moneghina che alimenta le risaie, scoprendo così il legame indissolubile tra il riso e la vita del paese.

Il futuro: si avvicina il 40esimo

Intanto, il futuro è già in preparazione. «Abbiamo in mente molte sorprese per il 40esimo», anticipa Turetta. «Sono certo che verranno accolte con entusiasmo e che ci sarà una mobilitazione generale. La buona riuscita della festa non è merito dell’amministrazione, ma di chi lavora gratuitamente per il bene comune». La prospettiva è dunque quella di una celebrazione ancora più grande, capace di esaltare tradizione, innovazione e partecipazione. A Grumolo delle Abbadesse il riso non è solo un alimento, ma il simbolo di un’identità comunitaria che, da quasi 40 anni, continua a rinnovarsi tra sapori, volontariato e orgoglio del territorio.

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