Apertura, Cronaca Giudiziaria
Rimborsopoli, prescritte tutte le accuse ancora in piedi: il processo “madre” si chiude senza condanne e assoluzioni
POTENZA – Prescritte tutte le residue contestazioni ancora in piedi: d’altronde, dai fatti contestati, è trascorso un abisso lungo quindici anni. Si è chiuso così, ieri pomeriggio, l’ultimo processo di primo grado relativo ai tanti filoni dell’inchiesta “Rimborsopoli”. Un ginepraio nel quale diventa difficile orientarsi e tirare le fila su oltre un decennio di udienze, rinvii, avvicendamenti nel collegio giudicante, stralci, archiviazioni, riti abbreviati, assoluzioni, condanne (si contano sulle dita di una mano) e rinunce alla prescrizione.

Ieri pomeriggio il collegio del tribunale di Potenza ha scritto la parola fine su una pagina giudiziaria partita col “botto” nell’aprile 2013 con misure cautelari e perquisizioni che portarono alle dimissioni dell’allora governatore, Vito De Filippo (tra gli imputati del processo concluso ieri con la dichiarazione dell’intervenuta prescrizione per le residue contestazioni di peculato ancora in piedi), ma poi trascinatasi per anni tra incomprensibili lungaggini che hanno impedito, nella stragrande maggioranza dei casi, di entrare pienamente nel merito giuridico della questione. Era un processo che meritava sicuramente più attenzione, anche per spiegare e far capire ai lucani se davvero, oltre alla condanna morale che aveva raggiunto i consiglieri e gli assessori regionali dell’epoca, accusati di aver portato a rimborso (nel biennio 2010-2011) qualsiasi tipo di spesa, quelle condotte fossero passibili di conseguenze sul piano penale, come riteneva la procura. Per tantissimi degli imputati, però, ogni verdetto è stato coperto dalla prescrizione. Nel filone principale del processo, quello che si è chiuso ieri, inizialmente erano coinvolte oltre 30 persone, poi scese a 26 dopo la decisione di stralciare le posizioni di coloro che risultavano coinvolti anche nel secondo filone, quello che aveva acceso i riflettori sui rendiconti dei gruppi consiliari. Tra i destinatari della sentenza di prescrizione emessa ieri ci sono anche gli ex consiglieri e assessori regionali Antonio Autilio, Luca Braia, Paolo Castelluccio, Giuseppe Dalessandro, Antonio Flovilla, Innocenzo Loguercio, Michele Napoli, Francesco Mollica, Antonio Potenza, Marcello Pittella, Pasquale Robortella, Gaetano Fierro, Antonio Di Sanza, Pasquale Di Lorenzo, Nicola Benedetto, Alessandro Singetta.
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