Apertura, Cronaca Giudiziaria
Inchiesta sanità, no alle difese: resta a Potenza anche il filone lagonegrese. Il 30 giugno la verità di Barresi in aula
POTENZA – Resta a Potenza anche il filone lagonegrese del processo relativo alla maxi-inchiesta sulla sanità lucana. Questo il verdetto del collegio del tribunale penale del capoluogo di regione, presieduto dal giudice Marcello Rotondi, che ieri mattina ha respinto le eccezioni delle difese relativamente alla competenza territoriale sulle accuse riguardanti il presunto mercimonio politico elettorale a Lagonegro in occasione delle elezioni amministrative del 2020 che vede tra i principali imputati l’ex sindaca, Maria Di Lascio e l’ex consigliere regionale di Forza Italia, Francesco Piro e ha visto già l’assoluzione con il rito abbreviato l’attuale dg del San Carlo, Giuseppe Spera. Proprio nell’ambito di questo filone i giudici hanno assolto, accogliendo l’istanza della difesa, Nicola Castelluccio, dall’accusa di concorso in istigazione alla corruzione (nell’ambito di uno dei capi di imputazione riguardanti la promessa di voti in cambio di favori personali e incarichi). Il numero degli imputati scende così da 19 a 18, dopo la prima scrematura già fatta dal gup in sede di udienza preliminare, con l’assoluzione dei tre imputati che aveva scelto il rito abbreviato e il non luogo a procedere per altri cinque.

L’altro filone approdato a processo, invece, riguarda le presunte pressioni da parte della prima giunta Bardi (tra gli imputati c’è anche il governatore) sull’allora dg dell’ospedale San Carlo di Potenza, Massimo Barresi, per costringerlo alle dimissioni. Il processo riprenderà il prossimo 21 maggio quando il collegio scioglierà la riserva sulle eccezioni presentate dalle difese sulle intercettazioni (e procederà alla nomina del perito per la trascrizione delle stesse), ma l’attesa è già proiettata al prossimo 30 giugno quando in aula sarà ascoltato come primo testimone dell’accusa proprio Barresi. Il pubblico ministero Vincenzo Montemurro tra le sue richieste di prova ha inserito anche l’esame di tutti gli imputati, compresi il governatore Bardi, gli ex assessori regionali Gianni Rosa (oggi senatore di Fratelli d’Italia), Francesco Fanelli, Rocco Leone e l’attuale assessore regionale alle Attività Produttive, Francesco Cupparo, i quali dovranno in ogni caso prestare l’eventuale consenso. Le accuse alla giunta Bardi riguardano la gestione del “caso” Barresi, dal mancato sostegno all’ex direttore generale del San Carlo davanti al Tar durante lo “scontro” con Giuseppe Spera per la guida dell’ospedale potentino (capo di imputazione caduto per la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio) al taglio di 12 milioni di euro alla più importante azienda ospedaliera della Regione per costringere lo stesso Barresi al passo indietro. All’allora governo regionale viene contestata l’ipotesi di concorso in induzione a dare o promettere utilità per aver compiuto “atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere alle dimissioni Barresi”. Per ascoltare in aula la verità dell’allora dg bisognerà attendere ancora tre mesi e mezzo.
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