Brazzale sale in cattedra: «La vacca è neutrale e le nostre etichette sono solo dei video»

Ma il burro fa male? La pasta fa ingrassare? Il latte dei bovini inquina? Lo zucchero è veleno? Sfatare un po’ delle tante erronee credenze sul cibo è stato l’obiettivo di “Non è vero, ma ci credo”, appuntamento de I dialoghi di Gusto che si è tenuto a Palazzo Re Enzo. Vi ha partecipato anche l’imprenditore vicentino Roberto Brazzale.

L’intervento di Brazzale, presidente di Brazzale Spa, all’evento di Bologna “Non è vero ma ci credo” è stata l’occasione per affrontare questioni di grande attualità. Spiega Brazzale: «Tutta ruota intorno a un concetto: cos’è la verità? Se è vero che la verità può rendere onnivori, facendo un ragionamento contrario possiamo chiederci: ma cos’è che ci impedisce oggi di essere onnivori? Informazioni, fatti, teorie, tesi, spesso portano le persone ad un comportamento alimentare che è più indirizzato ad escludere qualche elemento piuttosto che a cercare di valorizzare ciò che si pensa possa fare bene alla propria salute».

«Molto spesso – ha proseguito – di fronte a certe scelte istituzionali che vengono poi diffuse tra la popolazione, pensiamo ad esempio al no Ogm, al biologico, al Km zero, si ha l’impressione che siano ispirate al solo soddisfacimento di logiche lobbistiche. Pensiamo al tema dell’etichettatura nutrizionale. Come può essere definita nutrizionale una un’etichetta che riduce a cinque macro-componenti alimenti come il latte che ne contengono migliaia? Per questo, con molta semplicità, tempo fa abbiamo introdotto le Nutriclip, utilizzando un QR code sulle confezioni per far parlare un medico direttamente al consumatore, in modo semplice e chiaro».

E poi ecco le false credenze su latte e formaggi: «È abbastanza triste pensare che ogni volta che si porta la forchetta alla bocca ci si debba chiedere se si sta facendo sparire il pianeta. Pensiamo ad esempio alla CO2. La vacca è neutrale o no? Secondo il mondo no, secondo il mondo la vacca è il problema, forse più ancora dell’automobile. In realtà, la vacca è neutrale e realizza un’attività circolare perché emette solo il carbonio che ha assunto mangiando erba, che a sua volta l’aveva catturato dall’atmosfera. I prodotti lattiero caseari, considerando anche la loro densità nutrizionale, sono quindi i più efficienti dal punto di vista ambientale. Queste sono informazioni importanti da veicolare perché molti dei nostri figli stanno scegliendo cosa mangiare in base a questo» aggiunge Brazzale.

In Italia, il 7,2% della popolazione si dichiara vegetariano, un dato in forte crescita rispetto al 2023 quando era il 4,2%, secondo il report 2024 del Gruppo Prodotti a Base Vegetale di Unione Italiana Food. Ed è proprio l’attenzione alla sostenibilità, secondo lo studio, a determinare questa scelta. Commenta dunque l’imprenditore: «C’è una lieta novella in grado di rasserenare il consumatore: mangiare tutto con misura e varietà resta ancora oggi la regola migliore per nutrirsi in maniera sana. Un approccio razionale e non emotivo al fatto alimentare, al quale ci possono condurre le giuste letture e consigli, porta infatti a ridimensionare, se non smentire radicalmente, la stragrande maggioranza delle paure e dei pregiudizi che condizionano così fortemente le scelte alimentari».

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2025-12-13 17:58:43

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