«Insulto razzista», l’arbitro fischia la fine. Ma il giocatore non ci sta: «Non è vero»

«Era il 30’ del primo tempo e l’arbitro s’è diretto verso gli spogliatoi, pensavamo stesse poco bene, siamo rimasti tutti sorpresi». Ma il motivo non era quello: un arbitro della sezione di Vicenza, di colore, ha deciso di sospendere la partita del girone B degli Juniores provinciali tra Spes Pojana e Tezze per una grave offesa razzista che ha sentito pronunciare al suo indirizzo da parte di un giocatore ospite. 

L’episodio scattato da un rigore concesso

Sul risultato di 0-1 infatti il direttore di gara ha assegnato ai padroni di casa un calcio di rigore e, dopo il pareggio del Pojana, dopo un successivo fallo a metà campo il triplice fischio e la sospensione della partita: «L’arbitro dice di aver sentito il nostro ragazzo offenderlo, con un brutto epiteto, razzista, e ha deciso di sospendere il match – ha spiegato Francesco Spinato, uno dei responsabili del settore giovanile del Calcio Tezze –. Il giocatore sostiene di aver bestemmiato, per il suo errore. Certamente ne riparleremo con lui, cercheremo di capire cosa è successo e se ha sbagliato dovrà capirlo, accettandone le conseguenze. Come società ci dispiace, soprattutto di essere etichettati come razzisti. Abbiamo tanti ragazzi nati da famiglie di extracomunitari in società, diversi di loro giocano e sono molto amici proprio del giovane che avrebbe detto quello parola. Alcuni conoscevano anche l’arbitro e sono andati a parlarci, ma lui è rimasto fermo nella sua decisione, noi pensiamo che potesse essere gestita in un altro modo. Episodi come questi ci fanno stare davvero male: il razzismo non c’entra nulla con la nostra società, abbiamo ragazzi di diverse nazionalità e crediamo fortemente nel ruolo sociale del calcio. Ci mettiamo a disposizione dei ragazzi della vallata, andiamo a prendere chi non ha la possibilità di muoversi e in alcune situazioni non facciamo nemmeno pagare la quota. Inoltre, abbiamo anche una squadra con ragazzi con disabilità: cerchiamo di essere il più inclusivi possibile e ciò che è successo non ci ha fatto dormire la notte».

Due versioni diverse dell’episodio

Due versioni diverse, quella dell’arbitro e del giocatore, in attesa ora di capire quale sarà la decisione del Giudice Sportivo. Nel frattempo però Roberto Boscardin, allenatore della squadra di casa, lo Spes Pojana, ha raccontato ciò che lui ha visto e saputo: «La partita si stava svolgendo in modo assolutamente regolare e l’arbitro a mio avviso stava dirigendo anche bene. Poco prima ci aveva dato un rigore e l’episodio è nato da un fallo a centrocampo. Subito dopo ha fischiato la fine della partita, io dalla mia posizione non ho percepito cose strane, pensavo si fosse fatto male. Io l’ho raggiunto per salutarlo e per chiedergli cosa fosse successo e lui mi ha detto che aveva sentito un insulto razzista provenire da un giocatore della squadra avversaria e che non se la sentiva di continuare. Ne era molto sicuro, anche quando i dirigenti del Tezze poi sono andati a parlarci. Ho parlato con gli avversari e sostengono che fosse un’imprecazione, non razzista, ma qualcosa c’è stato. Io non ho sentito». 

Al momento dalla sezione Aia di Vicenza non arrivano dichiarazioni ufficiali, in attesa che si pronunci il Giudice Sportivo, ma arriva la ferma condanna di ogni tipo di violenza, che sia fisica o verbale, all’indirizzo di un ragazzo giovane, come l’arbitro che era stato designato per dirigere il match in questione.

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