Lino Chilese: «Ogni anno per l’Arzignano una nuova sfida e questo Vicenza mi piace molto»

Il primo pensiero va alla tragedia di Giulio e Mattia morti dopo essere stati investiti venerdì sulla Valchiampo. Lino Chilese è scosso come del resto le comunità in lutto per una disgrazia che ha toccato tutti: «Un dramma enorme – spiega il presidente dell’Arzignano – vogliamo portare la nostra vicinanza alle famiglie coinvolte, in vallata siamo tutti sconvolti per quello che è successo». Dopo, solo dopo, c’è spazio per il calcio.

Il quarto campionato in serie C di fila alle porte, cos’è cambiato in questi anni?

Ogni anno cresciamo in esperienza, conosciamo meglio la categoria, capiamo cosa serve per stare a certi livelli e se ce la facciamo economicamente proviamo ad investire. Esperienza è la parola chiave, bisogna essere sul pezzo ogni giorno. Per esempio l’anno scorso: abbiamo avuto un inizio disastroso e poi c’è stata una rimonta incredibile. Sono cose ti fanno crescere. Poi le difficoltà economiche ci sono, il contesto industriale è difficile, le aziende soffrono, ma siamo belli pimpanti e carichi. Però al quarto anno non ci si nasconde più.

Che obiettivi ha?

Per due anni siamo riusciti a qualificarci ai playoff uscendo a testa alta con il Renate. Ripeterci? Pensiamo a salvarci il prima possibile, poi vedremo. Quello che conta è non perdere il nostro Dna, cattiveria e determinazione, solo così ci potremo divertire. È con questo spirito che negli anni abbiamo battuto realtà come Padova, Triestina, Vicenza, Novara o Atalanta U23. Abbiamo fatto la storia e vogliamo continuare a farla.

Quella di oggi è la squadra più forte che ha avuto?

Ogni anno ci mancava sempre qualcosa, una volta in attacco, un’altra in difesa e così via. Non so se siamo più forti degli altri anni, ve lo dirò tra qualche mese. Forse la squadra dell’anno scorso era più completa ma è tutto relativo. Ora ci manca Chiarello, che credo tornerà a disposizione tra una decina di giorni, ma in tutti i reparti c’è grande concorrenza. E poi abbiamo dei giovai forti che valorizzeremo.

C’è stato qualche giocatore che l’ha delusa?

L’addio di capitan Bordo è stata una doccia fredda. Ormai il calcio è questo, le bandiere non esistono. Giocatori e procuratori seguono le strade del denaro, poi magari accade che i calciatori si pentono ma non possiamo farci niente.

Deluso?

Se devo pensare ad un nome dico Barba. Un giocatore dal grande potenziale che negli ultimi due anni ha fatto male. Un giocatore che non ha fatto i sacrifici che servivano dal punto di vista fisico, un professionista non fa così.

Le piace questo Vicenza? Rivede un po’ dello spirito Arzignano nella squadra di Gallo?

Questo non lo so. Quello che vedo è che quest’anno il Vicenza ha sistemato tanti ingredienti e ha preso giocatori determinati, con fame. Non ci sono grandi nomi ma tanta voglia di lottare e questo mi piace, così come mi piace l’allenatore. L’aria è molto cambiata rispetto all’anno scorso.

Con chi se la giocherà il Lane?

Bisognerà capire che approccio avrà il Cittadella alla serie C e che impatto avrà il Brescia, ma il Vicenza ha una solidità, una fisicità e una qualità superiore a tutti.

Che campionato sarà per l’Arzignano?

Difficile come sempre. Lumezzane, Novara e anche la Dolomiti hanno fatto squadroni. Se pensiamo di essere i più forti del gruppo abbiamo già perso.

Bianchini sempre più dentro al progetto

È un allenatore che è molto cambiato e ha grandi margini di miglioramento. È un tecnico che merita tante soddisfazioni per tutta la passione che ci mette, così come apprezzo il lavoro dei suoi collaboratori a iniziare dal vice Federico Coppola. Dobbiamo restare tutti uniti come società e staff, se tira una buona aria la respirano anche i giocatori.

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