{"id":997886,"date":"2025-12-08T09:45:00","date_gmt":"2025-12-08T06:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=997886"},"modified":"2025-12-08T09:45:00","modified_gmt":"2025-12-08T06:45:00","slug":"trump-impone-nuova-agenda-europa-lenta-nelle-scelte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=997886","title":{"rendered":"Trump impone nuova agenda, Europa lenta nelle scelte"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Il documento strategico pubblicato la scorsa settimana dalla Casa Bianca trumpiana ha suscitato in Europa stupore e reazioni anche stizzite. Si tratta d\u2019una sorta di programma d\u2019azione politica, costellato da giudizi e prognosi circa il futuro del mondo ed il compito che vi toccher\u00e0 agli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p>Usa, un tempo vigili conservatori dell\u2019ordine globale, oggi ben pi\u00f9 ripiegati su loro stessi e su tutto quanto riguarda i loro interessi pi\u00f9 vicini, secondo un criterio spiccatamente territoriale ed economico: non pi\u00f9 obiettivi dettati da una sorta d\u2019impegno etico, bens\u00ec da paradigmi straordinariamente pragmatici, ci\u00f2 che rende l\u2019America pi\u00f9 grande sar\u00e0 la bussola; o almeno ci\u00f2 che \u00e8 ritenuto capace di renderla great again.<\/p>\n<p>Quanto all\u2019Europa, essa in quel documento strategico \u00e8 considerata un qualcosa di vecchio, goffo, illibertario, fonte di vincoli, inerme nella difesa, parolaio, antidemocratico, piena di pregiudizi che impediscono la libera espressione, non solo delle idee ma anche delle potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>E \u2013 cosa la pi\u00f9 importante \u2013 \u00e8 chiaro che oltreoceano non siano pi\u00f9 disposti a farsi carico della nostra difesa dai pericoli, reali o immaginari, provenienti dall\u2019Est. In sostanza, quel documento pone un ulteriore pesante mattone nell\u2019edificazione del percorso che, nelle intenzioni del Presidente nordamericano dovrebbe portare all\u2019assunzione entro il 2027 da parte dell\u2019Europa della responsabilit\u00e0 nella difesa dei propri confini e delle nazioni di cui si compone.<\/p>\n<p>Nella trasparenza di quelle pagine \u00e8 chiaramente un delinearsi d\u2019un contesto geopolitico profondamente trasformato. \u00c8 un quadro che pone al centro del discorso la politica, appunto, non gli assetti istituzionali acquisiti. Dei secondi, \u00e8 la stabilit\u00e0, la continuit\u00e0, il preservare equilibri raggiunti, ritenuti appaganti perch\u00e9 in grado d\u2019offrire risposte efficaci e adeguate ai conflitti tra gli interessi presenti in un dato momento storico.<\/p>\n<p>Della prima \u2013 della politica \u2013 invece, \u00e8 il compito d\u2019affrontare istanze del tutto nuove, incompatibili con il quadro delle strutture esistenti, delle alleanze operanti \u2013 e per alleanze, c\u2019\u00e8 da intendere, intese tra i potentati che formano i quadri regionali e globali \u2013 dei valori socioculturali acquisiti. Insomma, la politica guarda al nuovo che s\u2019affaccia \u2013 o s\u2019impone \u2013 e cerca d\u2019acquisirlo per renderlo gestibile in forme appropriate di organizzazione.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che la politica ha preso il sopravvento in questa fase storica, rispetto agli apparati tradizionali. E la ragione precisa \u2013 ma ovviamente solo la pi\u00f9immediata \u2013 \u00e8 la guerra scatenata dal Putin, che ha scombussolato tutti i precedenti ragionamenti europei. La guerra \u00e8 la massima espressione della politica \u2013 che \u00e8 la gestione della forza, nella logica dell\u2019amico\/nemico \u2013 quella cui la politica ricorre \u00a0qual suo un ultimo rimedio, finale strumento per la soluzione dei conflitti(spesso inevitabile, almeno per quanto ne sappiamo fino ad oggi).<\/p>\n<p>La guerra della Federazione Russa \u00e8 la guerra della pi\u00f9 grande potenza termonucleare, forse anche maggiore degli Usa; ed \u00e8 la guerra di un componente di diritto del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu con diritto di veto. Dunque, \u00e8 una guerra in grado potenzialmente di investire gli equilibri il mondo (il Putin non ne fa mistero) e che per ora ha creato ripercussioni di straordinaria valenza nei processi economici, non solo europei, provocando riallineamenti, nuove alleanze, triangolazioni, spostamenti territoriali di grandi unit\u00e0 imprenditoriali.<\/p>\n<p>Questa intensissima realt\u00e0 politica, questo straordinario sommovimento di scenari che ingenuamente si ritenevano stabili ed acquisiti, in una alle profondamente rinnovate strategie americane, richiedono risposte politiche serie e profonde. Dunque, richiederebbero, da parte dell\u2019Europa, risposte pronte, ferme, rapide, adeguate.<\/p>\n<p>Il problema, per\u00f2, \u00e8 che l\u2019attuale infrastruttura politica dell\u2019Europa \u2013 se anche pu\u00f2 dirsi ci sia \u2013 \u00e8 pensata per tutt\u2019altre realt\u00e0 ed esigenze: l\u2019Europa \u00e8 una grande stanza di compensazione per scambi commerciali e punto d\u2019incontro per lobbies economiche, che si suddividono quote di mercato, creano, pi\u00f9 o meno surrettiziamente, barriere protettive, favoriscono o integrano economie concorrenti.<\/p>\n<p>\u00c8 un luogo d\u2019infinite ed estenuanti trattative, bizantine regolamentazioni ed incapace d\u2019assumere con prontezza nessuna decisione, dove i difetti delle democrazie sono esasperati ed esasperanti, perch\u00e9 anche lontani dall\u2019osservazione della pubblica opinione e rivestiti di tecnicismi per la gran parte incomprensibili.<\/p>\n<p>Ma soprattutto \u00e8 un luogo dov\u2019\u00e8 praticamenteimpossibile elaborare proposte unitarie in una fase storica in cui i nazionalismi e le esigenze della difesa territoriale hanno assunto un peso del tutto inimmaginabile, appena un lustro fa. A rendere ancor pi\u00f9 trasparente questa incapacit\u00e0 \u00e8 proprio il conflitto ucraino, dal quale evidentemente gli Stati Uniti si stanno ritirando(esercitando cos\u00ec una precisa pressione), mentre l\u2019Europa si va mostrando inadeguata quale loro sostituto nell\u2019assistenza finalizzata ad assicurare risorse belliche al paese aggredito.<\/p>\n<p>\u00c8 sufficiente osservare qual deprimente immagine che trasmette l\u2019interminato confronto tra i paesi cosiddetti volenterosi circa l\u2019utilizzo delle risorse della Federazione Russa congelate in istituzioni finanziarie belghe per comprendere la misura dell\u2019attitudine alla decisione ed alla pronta reazione del vecchio continente.<\/p>\n<p>\u00c8 un confronto che dura ormai da oltre due anni senza che abbia \u2013 vergognosamente \u2013portato ad alcuna conclusione, perch\u00e9 sembrerebbe che, a far la tara delle minacce parrebbe pervenute personalmente al premier belga, i paesi convolti non siano nemmeno disposti a rendersi solidale garanzia per il caso che la decisione fosse contestata al cospetto d\u2019unqualche tribunale internazionale.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 allora da chiedersi perch\u00e9 le democrazie registrino sempre maggiore freddezza negli elettorati occidentali mentre crescono le simpatie per gli autocrati? L\u2019incapacit\u00e0 della scelta \u00e8 il peggior difetto che la politica possamanifestare, perch\u00e9 in politica tutto \u00e8 scelta, nulla \u00e8 mera applicazione di regole, quelle son fatte per gli apparati.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque oggi sarebbe necessaria una propositivit\u00e0 politica di straordinaria presa, non atteggiamenti legalistici o di moralistico sdegno, che rispondono a quadri del tutto inattuali e conducono alla rovinosa paralisi. In questo senso \u2013 almeno in questo \u2013 la \u2018scossa Trump\u2019 potrebbe essere un salutare contributo al risveglio, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>\u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/opinioni\/856133\/trump-impone-nuova-agenda-europa-lenta-nelle-scelte.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il documento strategico pubblicato la scorsa settimana dalla Casa Bianca trumpiana ha suscitato in Europa stupore e reazioni anche stizzite. 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