{"id":988752,"date":"2025-12-09T08:15:57","date_gmt":"2025-12-09T05:15:57","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=988752"},"modified":"2025-12-09T08:15:57","modified_gmt":"2025-12-09T05:15:57","slug":"lue-dice-si-alla-pace-mentre-soffia-sul-fuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=988752","title":{"rendered":"L\u2019Ue dice s\u00ec alla pace mentre soffia sul fuoco"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Oggi a Roma, ieri a Londra con i leader dei Volenterosi, l\u2019altro giorno a Bruxelles cogli stessi colleghi e amici pi\u00f9 contorno di dirigenti e burocrati Ue\u2026. Consulti dapprima periodici, divenuti mensili, poi settimanali eormai tri-e-bi settimanali. Una nevrosi psicomotoria! Tanto contagiosa quanto fors\u2019ancora inconcludente. Dove le contraddizioni hanno una logica ferrea e\u2026coerente: il piano di pace americano per l\u2019Ucraina \u00e8 da buttare, Trump e gli Stati Uniti sono i nostri indispensabili alleati e il piano ci avvicina alla pace. Parole pronunciate da tutti, all\u2019unisono, dai capi di Stato ai premier, da Antonio Costa presidente del Consiglio europeo a Ursula von der Leyen presidente della Commissione europea e (per) fino a Kaja Kallas apparsa dal nulla sul palcoscenico del Vecchio Continente, dall\u2019Estonia, un bella repubblichetta con meno della met\u00e0 della popolazione della provincia di Napoli, dove l\u2019odio verso i russi \u00e8 ereditato da quello verso l\u2019Unione Sovietica, nonostante da Vladimir Putin in gi\u00f9 sia a Mosca in parte condiviso.<br \/>I toni sono un tantino cresciuti nelle reazioni dei dirigenti europei alle ultime dichiarazioni provenienti da Washington: dal Capo della Casa Bianca e dal figlio Donald junior, dal genero Jared Kushner e dal vicepresidente James David Vance , dal segretario di Stato Marco Rubio \u00a0e da Elon Musk, e \u201cper li rami\u201d fino ai negoziatori che collaborano con Steve Witkoff. Tutti stufi, nella capitale statunitense, di Zelensky e del suo cerchio di lestofanti e, ormai, pure stanchi di questi leader europei che gli tributano baci e abbracci. E armi. Il disegno \u00e8 di continuare la guerra contro la Russia con l\u2019obiettivo di uscire dalla crisi economica attraverso una conversione industriale dall\u2019automotive al riarmo. Einvece &#8211; come prevede la National security strategy &#8211; stanno trascinando l\u2019Europa verso la perdita dell\u2019identit\u00e0 storica e dell\u2019appuntamento con la tecnologia del futuro nel giro di appena un ventennio. <br \/>Ad alzare la voce, sdegnato delle accuse e per l\u2019invadenza dell\u2019amministrazione Usa, \u00e8 il cancelliere Friedrich Merz. \u00c8 premier per un pelo e per di pi\u00f9 con un verdetto discutibile (ma il riconteggio dei voti delle ultime elezioni, richiesto dal BSW, stranamente tarda). Ha sollecitato apertamente Costa a ribattere a Trump e, sottovoce, incita i leader Ue a resistere fino alle prossime elezioni di Mid Term che potrebbero ridimensionare il potere dell\u2019inquilino della Casa Bianca. <br \/>La guerra in Ucraina ha gettato la Russia nelle braccia della Cina e l\u2019interesse tedesco sarebbe di appoggiare lo sforzo dell\u2019amministrazione Trump di recuperare l\u2019Occidente euro-asiatico, la Federazione russa, all\u2019Occidente euro-atlantico, per frenare l\u2019espansionismo cinese e aprire le porte a una forma di pacifica coesistenza poggiata su di un equilibrio multipolare. Il conflitto in Ucraina ha finora mietuto almeno un milione e mezzo di vittime e una tremenda devastazione ambientale. Il dittatore di Kiev si \u00e8 attorniato di fedelissimi (compari), ha abolito le elezioni con un \u201crinvio\u201d a data da stabilirsi, oltre ai camposanti ha riempito le prigioni. Il segretario di Stato Marco Rubio ha sottolineato che \u201calla pace mancano da 30 a 50 chilometri\u201d: \u00e8 quel poco che resta del Donbass nelle mani dell\u2019esercito ucraino. Per i pragmatici si \u00e8 a un passo dal compromesso: perch\u00e9 non farlo?<br \/>I tre leader europei dei Volenterosi (per la guerra), sono il cancelliere \u00a0tedesco Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier \u00a0britannico Keir Starmer. In comune, oltre al testardo e oneroso (per i contribuenti) prosieguo del conflitto in Ucraina, hanno pure un indice di popolarit\u00e0 vicina allo zero. Le indagini demoscopiche concordano: in Francia in testa si conferma il Rassemblement national di Marine Le Pen, in Gran Bretagna il Reform UK di Nigel Farage e in Germania l\u2019AfD di Alice Elisabeth Weidel. In Europa e nella stessa Ucraina cresce il desiderio di fermare le armi. \u00a0Trump ha assicurato che Putin \u201cvuole la pace\u201d; che con lui la Nato ha smesso di avanzare verso la Russia &#8211; motivo primo del conflitto &#8211; e lo sottoscriver\u00e0 in un trattato; che la cooperazione economica tra Usa, Russia e Ue offrirebbe vantaggi per tutti. E ha sottolineato che l\u2019equilibrio nell\u2019Indo-Pacifico \u00e8 in questa fase prevalente. Insomma, l\u2019America \u00e8 pronta a defilarsi.<br \/>Ora persino il \u2018New York Times\u2019 critica lo scandaloso regime ucraino. Interpreta una delusione che negli Usa si propaga. Indicativo il disincanto di Jeffrey Sachs: \u201cIl mondo ha assistito alla stupidit\u00e0 europea, imponendo sanzioni alla Russia che hanno solo causato la sua deindustrializzazione e rifiutandosi di negoziare per porre fine a una guerra distruttiva nel proprio continente, il tutto su ordine dell&#8217;amministrazione Biden. Il vassallaggio europeo \u00e8 diventato cos\u00ec autodistruttivo e patetico che persino il presidente Trump ne ha avuto abbastanza e si rifiuta persino di avere l&#8217;Unione Europea al tavolo del negoziato, rendendosi conto che l&#8217;Ue non \u00e8 altro che l&#8217;Isola dell&#8217;Irrilevanza del mondo multipolare\u201d.<br \/>Significativa la risposta del primo ministro belga, Bart De Wever, alla richiesta dei vertici Ue e di alcuni governi Ue di riversare al regime di Kiev, per l\u2019acquistodi armi, 140 degli oltre 200 (o 300?) miliardi in euro che Mosca deposit\u00f2 sulla banca Euroclear di Bruxelles e oggetto di sanzioni. \u201cLa parte che ha perso la guerra, normalmente, nel trattato di pace, \u00e8 obbligata ad abbandonare i beni per compensare i vincitori. Ma chi crede davvero che la Russia perder\u00e0 questa guerra? \u00c8 impossibile. \u00c8 impossibile. Ad un certo punto, questa guerra si fermer\u00e0. Ma la Russia non perder\u00e0 mai questa guerra. Non \u00e8 nemmeno auspicabile che un Paese che ha armi atomiche perda la guerra e diventi completamente instabile. Non \u00e8 nemmeno nel nostro interesse che accada. Quindi \u00e8 un&#8217;illusione che ad un certo punto si recupereranno i beni immobilizzati perch\u00e9 la Russia perder\u00e0 la guerra e sar\u00e0 obbligata ad abbandonarli. \u00c8 un&#8217;illusione totale. Una favola che raccontiamo e alla quale cerchiamo di credere\u201d.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/esteri\/856157\/lue-dice-si-alla-pace-mentre-soffia-sul-fuoco.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi a Roma, ieri a Londra con i leader dei Volenterosi, l\u2019altro giorno a Bruxelles cogli stessi colleghi e amici pi\u00f9 contorno di dirigenti e burocrati Ue\u2026. Consulti dapprima periodici, divenuti mensili, poi settimanali eormai tri-e-bi settimanali. Una nevrosi psicomotoria! Tanto contagiosa quanto fors\u2019ancora inconcludente. 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