{"id":988565,"date":"2025-11-18T11:53:53","date_gmt":"2025-11-18T08:53:53","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=988565"},"modified":"2025-11-18T11:53:53","modified_gmt":"2025-11-18T08:53:53","slug":"amianto-killer-in-val-basento-35-anni-di-bonifiche-fantasma-e-fondi-milionari-la-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=988565","title":{"rendered":"Amianto killer in Val Basento, 35 anni di bonifiche fantasma e fondi milionari &#8211; La Nuova"},"content":{"rendered":"<article id=\"post-66674\" class=\"post-66674 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-cronaca-potenza-e-provincia category-metapontino-collina-materana category-primo-piano tag-amianto tag-anticorruzione tag-bonifiche tag-ex-materit tag-ferrandina tag-fondi tag-inail-ispra tag-killer tag-ministero-ambiente\">\n<div class=\"article-inner box-shadow-1-hover\">\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-header-text entry-header-text-top text-left\">\n<h6 class=\"entry-category is-xsmall\"><a href=\"https:\/\/www.lanuova.net\/category\/potenza-e-provincia\/cronaca-potenza-e-provincia\/\" rel=\"category tag\">Cronaca<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.lanuova.net\/category\/matera-e-provincia\/metapontino-collina-materana\/\" rel=\"category tag\">Metapontino-Collina Materana<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.lanuova.net\/category\/primo-piano\/\" rel=\"category tag\">Primo Piano<\/a><\/h6>\n<h1 class=\"entry-title\">Amianto killer in Val Basento, 35 anni di bonifiche fantasma e fondi milionari<\/h1>\n<div class=\"entry-meta uppercase is-xsmall\"><span class=\"posted-on\">Pubblicato il <a href=\"https:\/\/www.lanuova.net\/amianto-killer-in-val-basento-35-anni-di-bonifiche-fantasma-e-fondi-milionari\/\" rel=\"bookmark\"><time class=\"entry-date published\" datetime=\"2025-11-18T12:53:53+01:00\">18 Novembre 2025<\/time><time class=\"updated\" datetime=\"2025-11-18T12:53:54+01:00\">18 Novembre 2025<\/time><\/a><\/span><span class=\"byline\"> da <span class=\"meta-author vcard\"><a class=\"url fn n\" href=\"https:\/\/www.lanuova.net\/author\/mariolina-notargiacomo\/\">Mariolina Notargiacomo<\/a><\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-image relative\"><a href=\"https:\/\/www.lanuova.net\/amianto-killer-in-val-basento-35-anni-di-bonifiche-fantasma-e-fondi-milionari\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"576\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/amianto-1.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" title=\"amianto-1\"><\/a><\/p>\n<div class=\"badge absolute top post-date badge-outline\">\n<div class=\"badge-inner\"><span class=\"post-date-day\">18<\/span><br \/><span class=\"post-date-month is-small\">Nov<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content single-page\">\n<p>FERRANDINA- Milioni stanziati e mai spesi, appalti annullati, indagini antimafia, vent\u2019anni di inerzia istituzionale. Il nuovo decreto ministeriale del 2024 potrebbe essere l\u2019ultima occasione. O l\u2019ennesima presa in giro. Il sito ex Materit non \u00e8 solo un monumento all\u2019amianto nell\u2019area industriale Val Basento: \u00e8 la prova vivente di un fallimento istituzionale lungo quasi quarant\u2019anni. Capannoni corrosi, sacchi sfondati, polveri di asbesto sospinte dal vento, rifiuti pericolosi abbandonati. E, dietro questo scenario, una verit\u00e0 scomoda: la Regione Basilicata, lo Stato e gli enti tecnici hanno avuto 35 anni per intervenire. E non l\u2019hanno fatto. Cinque anni fa la svolta annunciata dall\u2019ex assessore Gianni Rosa, che dopo aver dato seguito alla rimozione dei big bags di amianto accatastati nel territorio del comune di Ferrandina a ridosso della statale 407 Basentana, aveva annunciato di procedere allo stesso modo per la Materit attraverso un cronoprogramma serrato di interventi. Di cui per\u00f2 non si \u00e8 avuto alcun riscontro. E\u2019 di qualche giorno fa l\u2019ennesimo annuncio da viale Verrastro di un nuovo stanziamento da destinare alla bonifica.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/materit.jpg\" class=\"wp-image-66676\" title=\"materit\"><\/figure>\n<\/div>\n<p>La Materit chiude nel 1989 per mancanza di una discarica autorizzata. Da allora\u00a0nessuna messa in sicurezza,\u00a0nessuna rimozione dell\u2019amianto,\u00a0nessun controllo effettivo. Intanto gli ex lavoratori si ammalano, molti muoiono, e il sito diventa uno dei pi\u00f9 contaminati della Basilicata. Politica assente e burocrazia paralizzata. Circa 800 sacchi in amianto ammalorati, fanghi e liquami invecchiati di decenni, tetti e manufatti in fibrocemento in avanzato stato di degrado, nessuna sorveglianza, nessun presidio, piezometri e strumentazioni fuori uso. Un sito che in qualsiasi altro Paese europeo sarebbe stato messo in sicurezza entro 12 mesi. Qui ne sono passati 420.<br \/><strong>GARA BLOCCATA<br \/>NEL 2014<\/strong><br \/>Nel 2014 la Regione indice la gara per mettere finalmente in sicurezza l\u2019area. Sembra fatta. Invece si apre un labirinto: ricorsi, esclusioni, pareri contraddittori, sospensioni, annullamenti. Una lenta agonia amministrativa. Quando si arriva all\u2019assegnazione provvisoria, il Tar annulla tutto. La ditta rimasta in gara, Teorema Spa, \u00e8 controllata per il 78% da Avr Holding, finita in amministrazione giudiziaria per presunti rapporti con la \u2019ndrangheta. Eppure la Regione stava per affidarle la bonifica dell\u2019amianto. Un paradosso che finisce in Parlamento, con l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Erasmo Palazzotto del 2020 che chiede le ragioni per le quali dopo anni di ritardi, si rischia di affidare la bonifica a una societ\u00e0 coinvolta in indagini antimafia?\u201d Domanda rimasta senza risposta. Trentacinque anni di fondi, ma sul campo non si \u00e8 mosso nemmeno un chiodo e nessun rendiconto pubblico dopo l\u2019annullamento della gara: 3,7 milioni stanziati e mai utilizzati, risorse ferme per anni nei bilanci regionali a cui sommare i 500mila euro per la messa in sicurezza d\u2019emergenza, assegnati al Comune di Ferrandina, spesi per pochi interventi tappa buchi su cui ha aleggiato il sospetto di richieste \u201cgonfiate\u201d dall\u2019allora amministrazione comunale D\u2019Amelio.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/materit6-1-1024x681-1.jpg\" class=\"wp-image-66677\" title=\"materit6-1-1024x681-1\"><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>CARATTERIZZAZIONE<br \/>INESISTENTE<\/strong><br \/>La ragione tecnicamente pi\u00f9 grave dell\u2019arresto dell\u2019appalto va riscontrata nell\u2019assenza della caratterizzazione. Passaggio indispensabile per procedere con gli interventi di bonifica. A scoprirlo sono Inail e Ispra, che nel 2020, dopo 16 anni, si accorgono che quella precedente non \u00e8 pi\u00f9 valida. Non solo incompleta: inesistente\u00a0ai fini dell\u2019intervento. Risultato: si torna a zero. Il sito resta esposto, continua a degradarsi, e nessuno \u2013 n\u00e9 Regione n\u00e9 ministero \u2013 si assume alcuna responsabilit\u00e0. Chi doveva intervenire non lo ha fatto, a partire dalla Regione Basilicata, che tra pareri discordanti, controlli carenti e con una\u00a0stazione appaltante confusionaria, approfitta della scarsa vigilanza del ministero dell\u2019Ambiente, quest\u2019ultimo inefficace fino al 2017. Da parte di Ispra e di Inail i tempi impiegati risultano inspiegabilmente lunghi per riscontrare difetti gravi. Un gioco di rimpalli che ha trasformato la Materit in una discarica di stato.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"315\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/materit_20809436.jpg\" class=\"wp-image-66678\" title=\"materit_20809436\"><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>INTERVIENE<br \/>L\u2019ANAC: VIOLAZIONI <\/strong><br \/>Nel maggio 2022 l\u2019Anac ha emanato una nota di richiamo\u00a0nei confronti della Regione Basilicata, riscontrando \u201canomalie\u201d nella gestione della procedura di bonifica dell\u2019ex Materit: il massimo ente territoriale \u00e8 stato ritenuto in \u201cviolazione dei principi di tempestivit\u00e0 e non aggravamento dell\u2019azione amministrativa\u00a0previsti dal Codice degli Appalti. L\u2019Autorit\u00e0 richiede al governo lucano di comunicare entro 60 giorni gli esiti della manifestazione d\u2019interesse pubblicata e di aggiornare l\u2019Anac sullo stato della progettazione esecutiva e dell\u2019affidamento dei lavori. Un\u2019accusa forte: secondo l\u2019Anticorruzione la Regione Basilicata \u201cin buona parte\u201d \u00e8 responsabile del fatto che lo stabilimento di eternit sia ancora l\u2019unico in Italia fra quelli a non essere stato ancora bonificato.<br \/><strong>IL DECRETO 2024<br \/>SEGNA LA SVOLTA<\/strong><br \/>Il 20 dicembre 2024\u00a0il direttore generale del ministero dell\u2019Ambiente, Luca Proietti, firma finalmente il nuovo Piano di caratterizzazione. \u00c8 un atto durissimo: 42 prescrizioni, obblighi immediati, controlli serrati. Le novit\u00e0 principali:\u00a0messa in sicurezza d\u2019emergenza delle aree esterne, Udp obbligatorie, rimozione dei rifiuti ammalorati, rete di monitoraggio aggiornata, nuova indagine completa dei suoli e sottosuoli, gestione rigorosa dell\u2019amianto libero. Per la prima volta in vent\u2019anni, lo Stato certifica che esistono le condizioni per partire. La Regione ha creato una nuova \u201cstruttura di missione\u201d, nata anche dall\u2019onda lunga dell\u2019inchiesta sull\u2019inquinamento alla ex Daramic, nell\u2019area industriale di Tito, alle porte della citt\u00e0 di Potenza, altro sito Sin. Intanto diversi tecnici \u2013 come nel caso del portavoce dell\u2019associazione Ambiente e legalit\u00e0, Pio Abiusi, attento conoscitore della vicenda \u2013 sostengono che la bonifica dovrebbe essere affidata a Invitalia, che ha gi\u00e0 gestito operazioni complesse come nel caso della discarica di La Martella a Matera. L\u2019auspicio, alla luce delle prescrizioni stringenti imposte nell\u2019ultimo decreto ministeriale, \u00e8 che il progetto sia commissionato a un soggetto con comprovata esperienza nazionale, per evitare cos\u00ec l\u2019ennesimo stallo. La domanda vera \u00e8 una sola: la Regione Basilicata ha la capacit\u00e0 tecnica per gestire un sito cos\u00ec ad alto rischio?<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"576\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/amianto-1.jpg\" class=\"wp-image-66680\" title=\"amianto-1\"><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>NUOVO ANNUNCIO<br \/>TRIONFALISTICO<\/strong><br \/>La ex Materit \u00e8 lo specchio di una regione ferita da decenni di inerzia. Il decreto del 2024 rappresenta un punto di non ritorno: o si parte ora, o la Basilicata dovr\u00e0 ammettere pubblicamente di aver rinunciato alla bonifica di uno dei siti pi\u00f9 contaminati del Sud. Ferrandina non pu\u00f2 attendere un altro decennio di promesse. E la politica non pu\u00f2 pi\u00f9 nascondersi dietro la burocrazia. Perch\u00e9 l\u2019amianto non aspetta. Uccide. In silenzio. Da quarant\u2019anni. Nonostante accuse pesanti e inequivocabili, la Regione ha scelto la strada dei comunicati trionfalistici, come quello annunciato di recente sullo stanziamento di quasi 40 milioni di euro tramite l\u2019Accordo per la coesione siglato tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Mase risorse derivanti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) 2021\u20132027 destinate a interventi strategici su tutto il territorio lucano. L\u2019assessore regionale all\u2019Ambiente e alla Transizione Energetica, Laura Mongiello, ha parlato di un lavoro tecnico e istituzionale condiviso, di strategie chiare, progetti concreti e accelerazioni delle bonifiche dei Siti di interesse nazionale. Tuttavia, le dichiarazioni ufficiali suonano come vuoti proclami: l\u2019Anac ha gi\u00e0 denunciato l\u2019inerzia della Regione e il ritardo cronico nella messa in sicurezza di Materit, e nulla nei comunicati prova che le stesse inefficienze non continueranno a pesare sui cittadini lucani. Tra gli interventi previsti, quello pi\u00f9 rilevante riguarda proprio l\u2019ex Materit a Ferrandina, con un finanziamento complessivo di 17,55 milioni di euro, di cui 14,35 milioni da fondi Fsc, destinati alla bonifica e alla messa in sicurezza permanente.<br \/>Altri fondi saranno distribuiti sul territorio per potenziare reti fognarie e sistemi di depurazione: Genzano di Lucania ricever\u00e0 4 milioni di euro per la rete fognaria comunale, Irsina 1,6 milioni per il potenziamento del depuratore e il trattamento terziario, a Matera, in localit\u00e0 Lamione, 1,85 milioni per completare e potenziare il depuratore cittadino, mentre a Pisticci saranno destinati complessivamente 13 milioni di euro tra reti fognarie e nuovo impianto di depurazione.<br \/><strong>LA VAL BASENTO NON PU\u00d2<br \/>ASPETTARE OLTRE<\/strong><br \/>Eppure, nonostante gli stanziamenti e i proclami, la situazione reale resta drammaticamente critica. L\u2019ex Materit rimane un simbolo dell\u2019inefficienza istituzionale: l\u2019amianto non bonificato continua a minacciare la salute dei residenti, l\u2019aria e il terreno circostante, e rappresenta una ferita ambientale e sociale che nessun comunicato pu\u00f2 cancellare. I cittadini subiscono il peso di un rischio sanitario concreto, mentre le scadenze fissate dall\u2019Anac e le responsabilit\u00e0 della Regione vengono affrontate solo a parole. L\u2019impressione \u00e8 che la Basilicata stia rincorrendo i problemi, annunciando soluzioni che tardano ad arrivare e che restano sulla carta. E ogni nuovo finanziamento rischia di diventare solo un documento da esibire, senza alcun effetto tangibile sulla sicurezza ambientale. La Regione parla di accelerazione e strategia, ma mentre gli uffici pianificano, si vive alle prese con siti industriali pericolosi, reti fognarie incomplete e depuratori insufficienti. Le risorse pubbliche, milionarie, non hanno ancora cancellato la ferita storica lasciata dall\u2019amianto. Si continua a pagare un prezzo alto, fatto di rischi ambientali e sanitari, di fiducia dei cittadini tradita e di reputazione pubblica compromessa.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"entry-author author-box\">\n<div class=\"flex-row align-top\">\n<div class=\"flex-col mr circle\">\n<div class=\"blog-author-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/55d912a27c62b7f3b0bd9eb976990662073870d23c9225c3b0bdc6bf73433141.jpg\" class=\"avatar avatar-90 photo\" height=\"90\" width=\"90\" loading=\"lazy\" title=\"55d912a27c62b7f3b0bd9eb976990662073870d23c9225c3b0bdc6bf73433141\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"flex-col flex-grow\">\n<h5 class=\"author-name uppercase pt-half\">\n\t\t\t\t\tMariolina Notargiacomo\t\t\t\t<\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<nav role=\"navigation\" id=\"nav-below\" class=\"navigation-post\">\n<div class=\"flex-row next-prev-nav bt bb\">\n<div class=\"flex-col flex-grow nav-prev text-left\">\n<div class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.lanuova.net\/66668-2\/\" rel=\"prev\"> Serie C. 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