{"id":1957684,"date":"2026-05-27T12:30:00","date_gmt":"2026-05-27T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1957684"},"modified":"2026-05-27T12:30:00","modified_gmt":"2026-05-27T09:30:00","slug":"motogp-2026-esclusivo-emilio-alzamora-parla-luomo-che-ha-scoperto-marc-marquez-a-12-anni-era-gia-maturo-capii-che-era-diverso-dagli-altri-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1957684","title":{"rendered":"MotoGP 2026. ESCLUSIVO &#8211; Emilio Alzamora, parla l&#8217;uomo che ha scoperto Marc M\u00e1rquez: &#8220;A 12 anni era gi\u00e0 maturo, capii che era diverso dagli altri&#8221; [VIDEO]"},"content":{"rendered":"<div class=\"atxt atxt--first \" id=\"part-1605419\">\n<p><span class=\"atxt-dropcap\">H<\/span>a vinto un mondiale <strong>senza vincere una gara<\/strong>. Ha scoperto <strong>Marc M\u00e1rquez a 12 anni <\/strong>in una scuola di guida a Barcellona. E oggi scommette su <strong>Guido Pini <\/strong>come il prossimo grande talento italiano.<\/p>\n<p><strong>Emilio Alzamora<\/strong>, 53 anni, catalano, \u00e8 uno dei <strong>personaggi pi\u00f9 interessanti <\/strong>del paddock mondiale: ex pilota, talent scout, manager. In questa intervista ha raccontato il 1999, moltissime cose di <strong>MM93,\u00a0<\/strong>il metodo con cui riconosce i campioni e cosa manca alla nuova generazione per vincere.<\/p>\n<p>Di seguito l&#8217;intervista VIDEO e la trascrizione.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1605448\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            La carriera di pilota, l&#8217;inizio da manager<br \/>\n        <\/h2>\n<p><strong><span class=\"cms-first-letter\">E<\/span>milio, partiamo dal 1999. <a href=\"https:\/\/www.moto.it\/MotoGP\/una-vita-da-marco-melandri-gli-inizi-la-mamma-il-rapporto-con-loris-reggiani-e-davide-tardozzi-video-parte-1.html\">Marco Melandri ha detto che sogna ancora di notte quell&#8217;anno, quelle gare<\/a>. Tu hai vinto quel mondiale senza vincere neanche una gara. Come lo ricordi, e ne hai mai parlato con lui dopo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Lo ricordo come il miglior ricordo che ho della mia carriera sportiva. Vincere un mondiale era l&#8217;illusione da piccolo. L&#8217;ho potuto fare in quell&#8217;anno, un anno particolare, di lotta con Marco Melandri, con altri piloti molto forti. Io avevo pi\u00f9 esperienza di Marco, per me era s\u00ec o s\u00ec quel mondiale. Non sempre passa davanti a te. E penso che Marco era troppo bambino \u2014 non dico giovane, era troppo bambino. Il team penso che non l&#8217;abbia gestito bene nella preparazione della gara. Dopo si \u00e8 trovato cos\u00ec, ma alla fine sono cose che succedono. Per parecchio tempo non ci siamo parlati, ma con il tempo ci siamo visti, ci siamo parlati, sono esperienze della vita. Lui dopo \u00e8 stato un gran campione, fortissimo. Quello era il mio momento&#8221;<\/p>\n<p><strong>Tu avevi 26 anni, lui 17. E poi ti sei ritirato a soli 30 anni.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, mi sono ritirato abbastanza giovane. Ho corso dieci anni, per infortuni e perch\u00e9 le opportunit\u00e0 non c&#8217;erano. Ho fatto il mio percorso con la 125, poi la 250 \u00e8 stata tosta \u2014 nel &#8217;97 mi sono fatto molto male a una mano, quello mi ha rovinato tutto l&#8217;anno. E poi c&#8217;erano Max Biaggi, Capirossi, piloti fortissimi. Sono tornato indietro, ho sofferto anche con l&#8217;Aprilia, poi ho trovato la strada con Massimo Matteoni con la Honda, abbiamo vinto, due anni bellissimi con Gresini. Cambiano tante cose quando finisci la carriera e questa \u00e8 l&#8217;esperienza che mi ha dato il via per gestire i ragazzi, per non commettere gli errori di cui ti rendi conto solo quando sei grande&#8221;<\/p>\n<p><strong>Quel mondiale vinto con i piazzamenti ti \u00e8 tornato utile per insegnare ai piloti che gestisci che non importa sempre la vittoria? Guido Pini, per esempio, tante volte d\u00e0 troppo, poi cade&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Guarda, anche io quando ho iniziato ero cos\u00ec, dal &#8217;90 al &#8217;96, fatto terzo nel mondiale due volte con quattro cadute, avevo troppa voglia. Quelli che non hanno questa voglia e non cadono, non fanno errori, non saranno mai grandi campioni. Per\u00f2 s\u00ec, con l&#8217;esperienza devi essere pi\u00f9 regolare, ma questo con il tempo si capisce&#8221;<\/p>\n<p><strong>La regolarit\u00e0. Mir ha vinto un mondiale cos\u00ec nel 2020, una sola vittoria. Rossi nella fase finale della carriera faceva tanti piazzamenti. Penso che sia la cosa che M\u00e1rquez non ha mai avuto&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, M\u00e1rquez la regolarit\u00e0 non l&#8217;ha sempre cercata, ma lui \u00e8 un gran campione e la sua mentalit\u00e0 era vincere. Questo gli ha fatto commettere errori che stando tranquillo non avrebbe fatto, ma se metti sulla bilancia i titoli che ha vinto con questa grinta, penso che gli sia andata bene. La sua strategia ha funzionato. Il risultato finale \u00e8 quello che conta&#8221;<\/p>\n<p><strong>Piloti con meno talento devono giocare la carta della regolarit\u00e0&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, quando non hai il talento di un M\u00e1rquez o di un Rossi devi essere pi\u00f9 costante. Io in quel &#8217;99 sapevo di essere forte ma avevo le mie mancanze con la moto, con la velocit\u00e0 pura, e sapevo che la regolarit\u00e0 era la carta con cui potevo vincere&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1605449\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            La scoperta di Marc M\u00e1rquez<br \/>\n        <\/h2>\n<p><strong><span class=\"cms-first-letter\">D<\/span>opo il ritiro nel 2003 scopri M\u00e1rquez. Com&#8217;\u00e8 andata la prima volta?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 stato nel 2004. Ho iniziato con una scuola qui a Barcellona, come team manager. Un amico mio, che seguiva il motocross, mi parlava gi\u00e0 di questo ragazzino, M\u00e1rquez, velocissimo, con una percorrenza in curva speciale. Poi l&#8217;ho visto per la prima volta alla festa del mio ritiro, qui in Catalogna, con la federazione. Erano venuti tutti i ragazzi giovani che avrei dovuto gestire, e l\u00ec ho conosciuto Marc e suo padre&#8221;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stata la prima impressione?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Quello che mi ha sorpreso di pi\u00f9 era la maturit\u00e0. Aveva 12 anni, ma parlavi con lui ed era molto maturo, sempre attento, sempre concentrato. Non era come gli altri che andavano a giocare con il pallone, un po&#8217; persi. Dopo era molto coraggioso, molto veloce. L&#8217;unica incognita era che era molto piccolo e non si sapeva se sarebbe cresciuto, o se sarebbe rimasto come Pedrosa. Ma la prima cosa che mi colp\u00ec fu la maturit\u00e0&#8221;<\/p>\n<p><strong>Avete iniziato insieme in 125 con la KTM, anni difficili.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, non c&#8217;era ancora la regola sull&#8217;et\u00e0 minima come adesso. Ha iniziato a 15 anni. Abbiamo fatto un progetto con la KTM, ma in quel momento era sbagliato perch\u00e9 il programma era cambiato e la moto non aveva la performance dell&#8217;Aprilia. Per\u00f2 gli ha dato tanta esperienza, sforzarsi con quello che aveva. Quando \u00e8 arrivato sull&#8217;Aprilia (Derbi) ha volato&#8221;<\/p>\n<p><strong>Ci dici un episodio che racconta chi \u00e8 M\u00e1rquez?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ne dico tre: la gara di Portim\u00e3o: \u00e8 caduto in griglia, \u00e8 entrato ai box, \u00e8 partito ultimo e ha vinto. Quello lo ha visto tutto il paddock. Il secondo: in Moto2, il primo test a Valencia, ha fatto il record della pista. Terzo: il test ad Austin nel 2013, ha dato un secondo a tutti. Ogni volta ho detto: questo \u00e8 speciale&#8221;<\/p>\n<p><strong>Quest&#8217;anno hai visto M\u00e1rquez faticare fisicamente?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Se non stai dentro non vedi tutto. Purtroppo la sfortuna dell&#8217;anno scorso, quella caduta dopo aver vinto il mondiale&#8230; Speriamo che questo intervento vada bene e possa tornare ancora&#8221;<\/p>\n<p><strong>Questo inizio del 2026 ti ricorda il 2022, l&#8217;ultimo anno insieme, quando faceva quinto, sesto, settimo e poi and\u00f2 a operarsi all&#8217;omero?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, \u00e8 abbastanza simile. Ha tentato di vedere se poteva essere competitivo. Dopo un&#8217;operazione \u00e8 normale che ci voglia tempo di recupero, di riprendere forza. Per sfortuna della vita sembra che gli desse ancora fastidio ed \u00e8 andata cos\u00ec. Speriamo che vada tutto a posto&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1605454\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Bagnaia, Quartararo, Pini<br \/>\n        <\/h2>\n<p><strong><span class=\"cms-first-letter\">H<\/span>ai lavorato anche con Bagnaia.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, mi ha chiamato Umberto Milesi, un familiare di Pecco, mi ha detto che c&#8217;era un ragazzino in Italia e che il padre voleva venire in Spagna. Gli abbiamo dato una mano. \u00c8 una bellissima persona, molto maturo per la sua et\u00e0. Con la GP3 \u00e8 andato subito veloce e gli ho detto: devi\u00a0passare alla Moto3. \u00c8 andato forte subito. Non ho potuto portarlo all&#8217;Estrella Galicia perch\u00e9 volevano solo piloti spagnoli, ma sapevo che era fortissimo&#8221;<\/p>\n<p><strong>Gli Espargar\u00f2, Oliveira, Quartararo, Bastianini: li hai avuti tutti.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Sono passati dalla nostra struttura, gli abbiamo dato la nostra esperienza e la nostra metodologia. Fabio Quartararo aveva gi\u00e0 vinto il CEV Junior quando \u00e8 venuto da noi, ma aveva un potenziale incredibile. Oliveira lo stesso, l&#8217;abbiamo provato con il team Monlau a Valencia nell&#8217;ultima gara della stagione, andava fortissimo gi\u00e0 in curva uno. Bastianini \u00e8 stato con noi nel progetto Moto3 un anno. Li conosco un po&#8217; tutti quelli della griglia&#8221;<\/p>\n<p><strong>Guido Pini: come l&#8217;hai scoperto?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;ho seguito in televisione e sono andato a qualche gara a vederlo senza che lui lo sapesse, con suo padre e Matteo. A Valencia ho visto un ragazzo molto sveglio, coraggioso, con una percorrenza in curva molto veloce. Avevo visto qualcosa. L&#8217;ho conosciuto a Jerez, me lo ha presentato Francesco Guidotti, che lo conosce di famiglia. Era sveglio, ma ha tanto da imparare, questo \u00e8 sicuro&#8221;<\/p>\n<p><strong>M\u00e1rquez dice spesso che non deve dimostrare pi\u00f9 niente a nessuno. Significa che non ha pi\u00f9 voglia di vincere?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;No. Marc \u00e8 in pista perch\u00e9 vuole vincere, non corre per correre o per i soldi. \u00c8 un vincitore. Se \u00e8 tornato \u00e8 per lottare e per vincere, ne sono sicuro&#8221;<\/p>\n<p><strong>Dopo tutti i talenti che hai visto, qual \u00e8 la qualit\u00e0 che un pilota non pu\u00f2 non avere, oltre alla velocit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Umilt\u00e0, molta umilt\u00e0. E sacrificio, la capacit\u00e0 di sacrificarsi. E saper ascoltare le persone pi\u00f9 mature e pi\u00f9 professionali che hai intorno, essere ricettivo. Senza umilt\u00e0 e senza sacrificio non sarai mai un vero campione&#8221;<\/p>\n<p><strong>Se dovessi assegnare le qualit\u00e0 ai piloti che hai avuto: velocit\u00e0 pura?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Marc M\u00e1rquez&#8221;<\/p>\n<p><strong>Togliendo lui?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Pecco Bagnaia. Molta velocit\u00e0 in curva, molta percorrenza. Anche \u00c1lex M\u00e1rquez&#8221;<\/p>\n<p><strong>Umilt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Marc M\u00e1rquez&#8221;<\/p>\n<p><strong>Togliendo lui?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Pecco, \u00c1lex. Anche Fabio Quartararo&#8221;<\/p>\n<p><strong>Sacrificio?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Marc M\u00e1rquez&#8221;<\/p>\n<p><strong>Togliendo lui?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Fabio. Aveva un&#8217;esplosivit\u00e0 brutale e un sacrificio e un lavoro enormi&#8221;<\/p>\n<p><strong>Capacit\u00e0 di ascoltare?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;I fratelli M\u00e1rquez. E anche Pecco&#8221;<\/p>\n<p><strong>E mettendo tutto insieme?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Marc M\u00e1rquez \u00e8 molto completo. Non dico che gli altri non lo sono. Ma la capacit\u00e0 di fare tutto questo per 365 giorni l&#8217;anno, su 22 gare \u2014 al 100% \u00e8 impossibile, ma dall&#8217;80 al 100 devi esserci se vuoi lottare per un mondiale. Quello \u00e8 quello che deve imparare questa nuova generazione&#8221;<\/p>\n<p><strong>Scriverai mai un libro?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Prima voglio finire la storia con Guido Pini, farlo diventare campione di MotoGP, e anche Brian Uriarte e Carlos Cano. Dopo, magari&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><strong>Acosta non l&#8217;hai mai avuto nella tua strada.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non ho lavorato con lui, ma \u00e8 un altro che ha tante qualit\u00e0. Sar\u00e0 sicuramente un futuro campione di MotoGP con la Ducati&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1605427\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha vinto un mondiale senza vincere una gara. Ha scoperto Marc M\u00e1rquez a 12 anni in una scuola di guida a Barcellona. E oggi scommette su Guido Pini come il prossimo grande talento italiano. Emilio Alzamora, 53 anni, catalano, \u00e8 uno dei personaggi pi\u00f9 interessanti del paddock mondiale: ex pilota, talent scout, manager. 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