{"id":1955880,"date":"2026-05-26T13:56:54","date_gmt":"2026-05-26T10:56:54","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1955880"},"modified":"2026-05-26T13:56:54","modified_gmt":"2026-05-26T10:56:54","slug":"motogp-2026-cinquantanni-con-il-cronometro-al-mugello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1955880","title":{"rendered":"MotoGP 2026. Cinquant\u2019anni con il cronometro al Mugello"},"content":{"rendered":"<div class=\"atxt atxt--first \" id=\"part-1605951\">\n<p><span class=\"atxt-dropcap\">C<\/span>ome sapete, i<strong>l layout del Mugello \u00e8 esattamente quello del primo GP mondiale disputato nel 1976<\/strong>. E\u2019 un caso pi\u00f9 unico che raro e cos\u00ec ci \u00e8 venuta la curiosit\u00e0 di <strong>confrontare i tempi sul giro della top class, 500 prima e MotoGP poi, in mezzo secolo<\/strong>. Certo, paragonare i tempi sul giro sullo stesso circuito \u00e8 difficile anche soltanto a un anno di distanza, perch\u00e9 le condizioni della pista e del meteo cambiano continuamente. Ma qualche spunto interessante \u00e8 saltato fuori. E <strong>la curva disegnata dai tempi sul giro riflette il passo del progresso tecnologico<\/strong> delle pi\u00f9 potenti moto del mondiale.<\/p>\n<p>Va osservato che non abbiamo avuto cinquanta edizioni del GP sul circuito toscano: fino all\u201984 si correva al Mugello ad anni alterni per dare spazio alle altre piste italiane, poi c\u2019\u00e8 stato un buco di sette anni; soltanto dal 1993 ci si torna puntualmente ad ogni stagione mondiale. Per\u00f2 i<strong>l Mugello \u00e8 una pista tecnica, interessante, completa. Dove non conta soltanto la potenza ma anche la guidabilit\u00e0 delle moto<\/strong>.<\/p>\n<p>La curva che tracciamo ha un valore indiscutibile. E\u2019 una curva irregolare, scende molto rapidamente <strong>nei primi 15 anni (e parliamo naturalmente di classe 500): ben 13 i secondi guadagnati<\/strong> nel giro veloce, tra il record in gara del 1976 di Sheene e Read (a pari merito, con le Suzuki RG) in 2.07.60 e il 1991 di Kevin <strong>Schwantz (Suzuki RGV Gamma) in 1.54.461<\/strong>. Mediamente un incremento enorme, pari a 876 millesimi all\u2019anno. Nei primi sei anni si scende di quasi 4\u201d, nei sei anni successivi altrettanto; in questa fase storica la curva \u00e8 omogenea e sottolinea un dato di fatto: lo sviluppo delle 500 due tempi tra la met\u00e0 degli anni Settanta e l\u2019inizio dei Novanta \u00e8 stato enorme.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1605952\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Negli anni Novanta i tempi non migliorano<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">P<\/span>oi la curva si appiattisce notevolmente negli undici anni successivi nonostante si vada a correre al Mugello con puntualit\u00e0, ad ogni stagione e senza perdere un colpo. Naturalmente non si sono sempre trovate le condizioni migliori, e questo conta, ma va ricordato che nel \u201991 ci fu un cambiamento regolamentare importante: il peso minimo ammesso venne alzato da 115kg a 130kg.<\/p>\n<p>In ogni modo: <strong>Mick Doohan scende nel 1993 sotto il muro del 54<\/strong> con 1.53.829 e soltanto cinque anni dopo, nel 1998, \u00e8 ancora Doohan che si migliora di quasi mezzo secondo con 1.53.342. Stiamo parlando sempre e soltanto delle 500 e dunque, in sette anni (\u201891-\u201898), al Mugello si scende di poco, di 1\u201d e 12 centesimi.<\/p>\n<p>E tutto questo nonostante due progressi fondamentali: il salto tecnologico dei telai per merito soprattutto di Yamaha, che alla fine degli anni Ottanta ha introdotto il concetto della configurazione Deltabox; e poi il notevole progresso del layout motore: V dei cilindri aperta sull\u2019avantreno, batteria delle valvole lamellari e dei carburatori al centro della V, scarichi ad espansione rivolti al posteriore. Queste due importanti innovazioni hanno portato ad uno sviluppo notevole delle gomme radiali (con i telai pi\u00f9 rigidi si potevano sfruttare carcasse e mescole pi\u00f9 performanti in gara) e ad una crescita delle prestazioni: dai 160-170CV circa di fine anni \u201980 fino a superare i 200CV all\u2019inizio degli anni 2000.<\/p>\n<p>Nei tre anni successivi il giro record resta imbattuto: fino a <strong>quando nel 2002, con l\u2019avvento dei prototipi a quattro tempi, una 1000 scende sotto il muro del 53. E\u2019 la Honda RC211V di Tohru Ukawa con 1.52.601.<\/strong> Insomma sul circuito toscano, dal 1991 di Schwantz con la 500 al 2002 di Ukawa con la MotoGP, si \u00e8 guadagnato soltanto 1\u201d e 86 centesimi, In ben undici anni! Da 1.54.461 a 1.52.601.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0. Come sapete, il tempo della pole non vale come record ufficiale di una pista. Ma va segnalato che la miglior pole position segnata da una due tempi \u00e8 quella stabilita in 500 da Tetsuya Harada nel 1999: con l\u2019Aprilia bicilindrica gir\u00f2 in 1\u201952.454\u201d. Un giro record che venne battuto solo quattro anni dopo da una MotoGP 990: nel 2003 da Rossi con la Honda.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1605953\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Nei primi undici anni di MotoGP 5\u201d in meno, negli ultimi undici 1\u201d9<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">M<\/span>a torniamo alla nostra curva, che<strong> riprende a scendere pi\u00f9 rapidamente negli anni successivi<\/strong>: i ritocchi al giro record arrivano nel 2004 con Gibernau che gira in 1.51.133, quasi un secondo e mezzo in meno; poi l\u2019anno dopo, nel 2005, Max Biaggi scende di oltre un secondo siglando 1.50.117. Casey Stoner con la prima 800 del 2007 ritocca ancora con 1.50.003. Il <strong>primo a scendere sotto il muro dell\u20191.50 \u00e8 Dani Pedrosa nel 2010 con la Honda 800: 1.49.531, <\/strong>quando <strong>Bridgestone era il fornitore unico dei pneumatici<\/strong> (dal 2009). Nei primi otto anni di MotoGP (2002-2010) un guadagno al Mugello di oltre tre secondi al giro.<\/p>\n<p>Quindi altra picchiata. Jorge Lorenzo nel 2011 gira in 1.48.402, guadagnando un altro secondo ed oltre (!); Pedrosa l\u2019anno dopo (prima stagione del ritorno alle 1000) arriva a 1.47.705 e <strong>nel 2013 il record \u00e8 ritoccato da Marc Marquez con la Honda: 1.47.639<\/strong>. Dal 2002 al 2013 (dunque nei primi undici anni dell\u2019era dei prototipi a quattro tempi) il record del Mugello \u00e8 sceso di quasi cinque secondi.<\/p>\n<p>Poi la curva si appiattisce notevolmente, forse anche per le differenti condizioni atmosferiche e quelle dell\u2019asfalto. Occorre anche notare che dal 2015 arrivano le gomme Michelin al posto delle Bridgestone e in quegli anni si sfiora quasi sempre il record ma non lo si batte: <strong>soltanto nel 2021<\/strong>, ben otto anni dopo quel 2013,<strong> Zarco (Ducati) scende di quasi 8\/10, a 1.46.810<\/strong>. Poi registriamo piccoli incrementi: l\u2019anno dopo (2022) Bagnaia scende di due decimi con 1.46.588, nel 2023 ancora Bagnaia arriva fino a 1.46.187 ma nella Sprint, che non vale ai fini storici. Infine, due anni fa nel <strong>2024 Bagnaia scende sotto il muro del 1.46 nel GP: 1.45.770<\/strong> (solo per la cronaca, Marc Marquez sabato era arrivato a 1.45.198).<\/p>\n<p>Insomma,<strong> negli ultimi undici anni, dal 2013 al 2024, il record ufficiale (in gara) del Mugello \u00e8 sceso di 2\u201d secondi<\/strong>. Anzi, nemmeno:<strong> di 1\u201d e 9. <\/strong>Quando nei primi quindici anni (1976\/1991) era sceso di 13 secondi\u2026<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sapete, il layout del Mugello \u00e8 esattamente quello del primo GP mondiale disputato nel 1976. E\u2019 un caso pi\u00f9 unico che raro e cos\u00ec ci \u00e8 venuta la curiosit\u00e0 di confrontare i tempi sul giro della top class, 500 prima e MotoGP poi, in mezzo secolo. 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