{"id":1881258,"date":"2026-04-14T11:20:36","date_gmt":"2026-04-14T08:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1881258"},"modified":"2026-04-14T11:20:36","modified_gmt":"2026-04-14T08:20:36","slug":"da-quarantanni-in-pista-poi-un-pino-lo-mette-in-sedia-a-rotelle-ora-torna-a-correre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1881258","title":{"rendered":"Da quarant&#8217;anni in pista, poi un pino lo mette in sedia a rotelle. Ora torna a correre"},"content":{"rendered":"<div class=\"atxt atxt--first \" id=\"part-1584260\">\n<p><strong><span class=\"atxt-dropcap\">G<\/span>iorgio Cantalupo non \u00e8 mai stato famoso<\/strong>. Non nel senso in cui lo sono i piloti che finiscono sui poster o intervistati dalla <em>tivv\u00f9<\/em>. Non ha corso in MotoGP, non ha vinto titoli mondiali, non ha avuto un management e un ufficio stampa. Giorgio ha sempre fatto tutto da s\u00e9 e ha avuto qualcosa di diverso: quarant&#8217;anni di piste, salite, circuiti stradali e notturni endurance. Vittorie nelle cosiddette &#8220;formule minori&#8221; o &#8220;amatoriali&#8221;, successi\u00a0costruiti gara dopo gara con la testardaggine di chi sa che il talento da solo non basta e che il box non te lo paga nessuno. Ecco perch\u00e9 Giorgio Cantalupo, lontano dai riflettori,\u00a0nell&#8217;ambiente motociclistico \u00e8 diventato comunque qualcuno. Un nome. \u00c8 diventato il &#8220;<strong>Lupo<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Per chi frequenta certi ambienti come\u00a0le corse classiche, il Tourist Trophy, Macau GP, l&#8217;endurance d&#8217;epoca,\u00a0\u00e8 diventato un mito. Quello che John Lennon avrebbe definito un &#8220;Working Class Hero&#8221;. Un riferimento per appassionati ma anche per altri piloti come il nostro amico <strong>Stefano Bonetti <\/strong>che non ha mai nascosto la sua grande ammirazione per quello che \u00e8 stato uno dei suoi ispiratori.\u00a0Per tutti gli altri, per\u00f2 vale la pena raccontare chi \u00e8, prima di raccontare quello che gli \u00e8 successo.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1584286\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Quarant&#8217;anni a tutto gas: il curriculum del &#8220;Lupo&#8221;<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">G<\/span>iorgio Cantalupo esordisce in gara nel <strong>1983<\/strong>, a 22 anni, nelle <strong>Corse in Salita<\/strong> su una Ducati 600. Non \u00e8 esattamente il trampolino di lancio pi\u00f9 glamour del motorsport, lui non \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 un ragazzino, ma \u00e8 il posto giusto per imparare a leggere l&#8217;asfalto e a fidarsi dell&#8217;istinto oltre che per sfogare il bisogno di dare delle gran manate di gas. Ci mette cinque anni a diventare <strong>Campione Italiano di Velocit\u00e0 in Salita<\/strong> \u2014 1988, Suzuki GSX-R 1100 \u2014 poi arriva il Campionato Italiano BOTT, poi il Superbike Europeo, poi quella data del <strong>1997<\/strong> che chi ama le corse stradali su asfalto vero riconosce subito.<\/p>\n<p>Il <strong>Tourist Trophy dell&#8217;Isola di Man<\/strong>. Sessanta chilometri di strade pubbliche chiuse al traffico, muri a secco, casette, dossi, curve cieche. Insomma dai il TT mica ve lo devo presentare, giusto? Non \u00e8 una pista, non \u00e8 una corsa, \u00e8 un&#8217;altra cosa che forse non si pu\u00f2 nemmeno spiegare.\u00a0Cantalupo ci va con una <strong>Ducati 916 SPS<\/strong>, esordisce da debuttante assoluto e torna a casa con il <strong>Trofeo Best Newcomer Oversea<\/strong>: il miglior debuttante non britannico dell&#8217;edizione. Roba che si racconta ancora.<\/p>\n<p>Nei venti anni successivi accumula una lista di risultati che sarebbe lunga da riassumere: due titoli nazionali su Ducati Monster, il ritorno al TT nel 2003 e al <strong>Macau Grand Prix<\/strong> nel 2004 (con la foto in sella all&#8217;Aprilia Tuono che ancora gira per il web),\u00a0poi il salto nel mondo delle <strong>moto classiche in gara<\/strong>, dove trova forse la sua dimensione definitiva nell&#8217;et\u00e0 della maturit\u00e0 (mica della lentezza). <strong>200 Miglia di Imola 2012<\/strong>, <strong>Bol d&#8217;Or Classic 2013<\/strong>, e poi una striscia europea nell&#8217;<strong>Endurance Classic<\/strong> che tra il 2016 e il 2020 porta a casa due titoli continentali, su quella <strong>Suzuki XR69<\/strong> che \u00e8 gi\u00e0 leggenda ancora prima di essere dismessa. L&#8217;ultimo acuto: 2\u00b0 posto al <strong>Bol d&#8217;Or Classic 2022<\/strong> su Bimota YB6, a sessantun anni.<\/p>\n<p>Un curriculum, vi dicevo, lungo come il rettilineo del Mugello e che sarebbe continuato ancora senza interruzioni l&#8217;anno successivo. Invece del Lupo, \u00e8 il caso di dirlo, si perdono un po&#8217; le tracce.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1584263\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Il 7 ottobre 2023<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">N<\/span>on c&#8217;\u00e8 modo di addolcire questa parte, quindi \u00e8 meglio dirla dritta: una sfiga colossale.<\/p>\n<p>Quel sabato siamo tutti incollati allo schermo per seguire il terribile attacco di Hamas ad Israele, sopraffatti dall&#8217;orrore e inconsapevoli di ci\u00f2 che succeder\u00e0.\u00a0Giorgio, invece, \u00e8 nel suo giardino a tagliare alcuni pini quando\u00a0cade da sei metri. Al <strong>CTO di Torino<\/strong> fanno quello che si pu\u00f2 fare, ma il verdetto alla fine \u00e8 quello: <strong>perde l&#8217;uso delle gambe<\/strong>. Dopo quattro mesi in ospedale, torna a casa in sedia a rotelle\u00a0per rimettere insieme i pezzi di una vita che nel giro di un sabato mattina \u00e8 diventata completamente un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 sempre qualcosa di particolarmente beffardo quando avvengono\u00a0incidenti di questo tipo. Ci si aspetta una caduta in pista,\u00a0il prezzo di una scelta consapevole. Non\u00a0un albero nel giardino di casa. La normalit\u00e0 pi\u00f9 assoluta che si trasforma in catastrofe. L&#8217;imprevisto che\u00a0ti fa\u00a0perdere la fiducia nella logica delle cose. Eppure il Lupo\u00a0riprende in mano <a href=\"https:\/\/dealer.moto.it\/poleposition\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">la sua concessionaria moto a <strong>Chiusa di San Michele<\/strong><\/a>, in provincia di Torino. Un punto di riferimento per tanti appassionati e continua a fare quello che ha sempre fatto: lavorare. Continua ad accudire le sue amate\u00a0moto, anche se le guarda da fermo, senza poterci pi\u00f9 salire.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1584264\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Il Lupo perde il pelo&#8230;<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">D<\/span>ai, lo sappiamo che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Secondo voi la storia poteva finire cos\u00ec?\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;astinenza dalla sella e dalle piste dura due anni e mezzo. Poi entra in scena <strong>Ivo Arnoldi<\/strong>: ex avversario ai tempi del Campionato Italiano SBK, amico di lunga data, rimasto disabile anche lui ma dopo un incidente in parapendio. Da qualche anno Arnoldi corre nel <strong>Campionato Diversamente Disabili <a href=\"https:\/\/www.moto.it\/news\/quando-la-voglia-di-vivere-supera-ogni-limite-la-nostra-giornata-con-i-diversamente-disabili-video.html\" target=\"_blank\">(una realt\u00e0 che conosciamo bene)<\/a><\/strong>\u00a0e riesce a convincere Giorgio ad andare a vedere una gara a <strong>Cremona<\/strong>. &#8220;dai vieni, solo per guardare!&#8221;. S\u00ec, come no&#8230;<\/p>\n<p>Chi conosce Cantalupo sa gi\u00e0 come va a finire. Chi non lo conosce, lo pu\u00f2 intuire\u00a0da solo.<\/p>\n<p>Guardare quelle moto in pista \u2014 guidate da piloti con le sue stesse limitazioni, in battaglia vera, a fare quello che una moto \u00e8 fatta per fare \u2014 produce la scintilla della speranza, il fuoco della voglia. E di legna da ardere qui ce n&#8217;\u00e8 ancora parecchia.\u00a0Giorgio accarezza da vicino la certezza concreta che si pu\u00f2 tornare,\u00a0che la porta non \u00e8 chiusa, che la storia non finisce e non pu\u00f2 finire qui.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1584265\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            3 aprile 2026<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">O<\/span>k, forse il <strong>Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina<\/strong> non avr\u00e0 l&#8217;allure del mountain dell&#8217;Isola di Man,\u00a0ma per Giorgio Cantalupo diventa il tracciato della rinascita e sono certo che per queste curve lombarde ora c&#8217;\u00e8 un posto speciale nel suo cuore.<\/p>\n<p>Il Lupo comincia sul piazzale con una moto a <strong>cambio automatico,<\/strong>\u00a0poi si passa alla pista vera. In sella a una <strong>Honda<\/strong>\u00a0NC 700 S\u00a0con cambio DCT,\u00a0tutti i\u00a0<strong>comandi al manubrio<\/strong> e <strong>rotelle retrattili<\/strong> azionate dal pilota riprende confidenza con le ruote che scorrono. Gli stivali vengono agganciati alle pedane con le calamite. I meccanici lo adagiano in sella, tengono la moto per il codone, e lo lasciano andare.<\/p>\n<p>In poche curve, dice Giorgio, <strong>la ruggine \u00e8 sparita<\/strong>. L&#8217;agonismo si \u00e8 riacceso. Il Lupo ha riassaporato il succulento gusto del vizio.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una frase, nelle sue dichiarazioni rilasciate dopo quella giornata, che vale pi\u00f9 di qualsiasi analisi tecnica: <em>&#8220;Tra i cordoli mi son trovato a mio agio.&#8221;<\/em> Quarant&#8217;anni di piste non si dimenticano mica in poco pi\u00f9 di due anni, no? Un lupo resta un lupo.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1584266\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            E adesso?<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">C<\/span>antalupo ha gi\u00e0 ottenuto\u00a0il <strong>certificato medico sportivo<\/strong> e ha richiesto la <strong>licenza agonistica<\/strong> per disputare l&#8217;<strong>Octo Cup &amp; European Handy Bridgestone Cup<\/strong>, il campionato italiano ed europeo organizzato dall&#8217;<strong>Associazione Diversamente Disabili<\/strong>. Tre appuntamenti: <strong>Mugello il 9-10 maggio<\/strong>, <strong>Cremona il 18-19 luglio<\/strong>, <strong>Valencia il 12-13 settembre<\/strong>.<\/p>\n<p>Al momento Giorgio\u00a0\u00e8\u00a0alla ricerca di una moto moderna da pista da allestire con le modifiche necessarie e di partner volenterosi che possano aiutarlo a realizzare\u00a0il progetto del ritorno alle competizioni. Parte da zero, su regole nuove, con un corpo che ha dovuto imparare tutto da capo, con esigenze nuove e diverse. Ma ha gi\u00e0 dimostrato, nell&#8217;arco di quarant&#8217;anni, di non essere uno qualsiasi.\u00a0<\/p>\n<p>Vi abbiamo voluto raccontare la sua storia perch\u00e9 non \u00e8 una storia di redenzione sportiva. Non \u00e8 neanche, a ben guardare, una storia di eroismo:\u00a0Giorgio Cantalupo non sta cercando di essere un eroe, sta cercando di tornare a fare quello che sa fare e che lo faceva stare bene, essere se stesso. <strong>\u00c8 una storia pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 difficile allo stesso tempo<\/strong>: quella di un uomo a cui la vita ha riservato una delle sue sorprese peggiori, nel momento pi\u00f9 banale e imprevedibile possibile, e che ha scelto di non fermarsi al punto in cui la storia avrebbe potuto finire. Ha aspettato il momento giusto, ha trovato la forza. Lo so che \u00e8 facile a dirsi e non a farsi, ma nella vita non contano le cadute ma quante volte riusciamo ad alzarci.\u00a0<\/p>\n<p>Il <strong>Mugello<\/strong> \u00e8 a maggio e siamo convinti che il Lupo\u00a0ci sar\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Cantalupo non \u00e8 mai stato famoso. Non nel senso in cui lo sono i piloti che finiscono sui poster o intervistati dalla tivv\u00f9. Non ha corso in MotoGP, non ha vinto titoli mondiali, non ha avuto un management e un ufficio stampa. 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