{"id":1871733,"date":"2026-04-08T11:02:39","date_gmt":"2026-04-08T08:02:39","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1871733"},"modified":"2026-04-08T11:02:39","modified_gmt":"2026-04-08T08:02:39","slug":"la-motogp-consuma-i-piloti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1871733","title":{"rendered":"La MotoGP consuma i piloti?"},"content":{"rendered":"<div class=\"atxt atxt--first \" id=\"part-1581250\">\n<p><span class=\"atxt-dropcap\">I<\/span>n un video, il britannico <strong>Taylor Mckenzie<\/strong>, che \u00e8 un ex pilota di moto come del resto il padre Niall, <strong>ha affrontato un tema che in DopoGP tocchiamo spesso: il grande impegno fisico che le moderne MotoGP chiedono al pilota<\/strong>. Sono moto pesanti, poco maneggevoli con tutte quelle appendici alari; e moto che scaldano tanto. In Formula 1 vediamo fior di piloti come Hamilton o Alonso superare i 40 anni e andare sempre forte, nel nostro sport abbiamo s\u00ec visto Valentino Rossi andare oltre, ma abbiamo anche recentemente registrato <strong>ritiri precoci come quello di Casey Stoner a 27 anni o Jorge Lorenzo a 32 anni.<\/strong><\/p>\n<p>Taylor intervista un altro ex, il californiano <strong>John Hopkins, e con lui affronta i vari aspetti. La MotoGP \u00e8 troppo faticosa? Emergono diverse criticit\u00e0:<\/strong> lo stress fisico della guida in condizioni spesso estreme, il dolore fisico per gli esiti degli infortuni, l\u2019affaticamento che deriva dai tanti e lunghi viaggi\u2026<\/p>\n<p>I due hanno <strong>preso in esame una sessione di test ufficiali come quelli svolti in Malesia<\/strong>, dove i piloti percorrono qualcosa come un centinaio di giri ogni giorno con temperature che sfiorano i 40 gradi e l\u2019umidit\u00e0 vicina al 100%. Ogni pilota deve spingere al 90 o 100%, altrimenti i tecnici non possono analizzare dati significativi, e devono mantenere questo livello di concentrazione e impegno fisico. Ebbene, <strong>un&#8217;ora intera a quei ritmi e in quell\u2019ambiente equivarrebbe sul piano atletico a una maratona corsa con il massimo impegno<\/strong>. Con la difficolt\u00e0 tecnica di portare al limite una moto da 300 cavalli\u2026<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1581251\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            I tanti infortuni e il dolore<br \/>\n        <\/h2>\n<p><strong><span class=\"cms-first-letter\">A<\/span>vete mai osservato i mignoli delle mani dei piloti della MotoGP? <\/strong>Ce ne fosse uno diritto: sono tutti <strong>contorti e con poca mobilit\u00e0<\/strong>. Eppure non li sentite mai lamentarsi per questa menomazione cos\u00ec diffusa: nel tempo \u00e8 diventata la norma e la verit\u00e0 \u00e8 che quasi tutti i piloti devono convivere con importanti <strong>dolori cronici<\/strong>. Gli <strong>infortuni sono frequenti<\/strong> e lasciano pesanti eredit\u00e0: basta guardare agli ultimi cinque anni di <strong>Marc Marquez<\/strong>, ai quattro suoi interventi chirurgici fino alla rotazione dell\u2019omero previa fatturazione in sala operatoria\u2026 <strong>E quello di Marc non \u00e8 un caso isolato,<\/strong> perch\u00e9 tutte le cadute ad alta velocit\u00e0 lasciano come minimo piccole fratture e danni ai tessuti che non guariscono mai del tutto.<\/p>\n<p>John Hopkins ha raccontato come sia <strong>assolutamente normale scendere in pista con qualche osso rotto,<\/strong> spesso affidandosi agli antidolorifici. \u201cA diciotto anni rimbalzi, ma a venticinque senti ogni singolo colpo&#8221; ha aggiunto Taylor. <strong>Basta ricordare il caso di Jorge Lorenzo: arriva un momento in cui il rischio delle corse in moto smette di avere un senso.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1581255\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            La stagione tra jet lag e aeroporti<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">O<\/span>ltre allo stress fisico della moto e della pista, c&#8217;\u00e8 un altro tema che mette alla prova e logora il pilota: <strong>lo stress logistico.<\/strong> I due ex raccontano che in una stagione si affrontano <strong>almeno una sessantina di voli, spesso cambiando fuso orario<\/strong>. Una delle conseguenze \u00e8 la privazione del sonno e Mackenzie afferma che<strong> <\/strong><strong>diventa difficile dormire pi\u00f9 di tre o quattro ore per notte<\/strong>. I due amici ne sono sicuri: l\u2019affaticamento che deriva da questo stress logistico rallenta i riflessi e impedisce un recupero corretto dei muscoli e della mente.<strong> E i rischi alla guida aumentano,<\/strong> perch\u00e9 con 44 partenze, cio\u00e8 i 22 Gran Premi e le relative gare Sprint, non pu\u00f2 che aumentare lo stress.<\/p>\n<p><strong>E i tempi di recupero si accorciano sempre di pi\u00f9<\/strong>, non soltanto per il calendario sempre pi\u00f9 fitto. Ci sono gli <strong>impegni mediatici e gli allenamenti intensi<\/strong>, a<strong>lcuni anche rischiosi come il motocross, oggi considerato necessario.<\/strong> Noi non abbiamo il simulatore, per allenarci. Ne consegue che il tempo di recupero \u00e8 praticamente nullo.<\/p>\n<p>Come considerazione conclusiva,<strong> Mckenzie e Hopkins affermano che le nuove regole sull&#8217;et\u00e0 minima (ora si parte a 18 anni) finiranno per accorciare le carriere:<\/strong> entrare nel mondiale pi\u00f9 tardi significa arrivare in MotoGP gi\u00e0 pi\u00f9 provati fisicamente dalle classi minori. In definitiva, i due fanno suonare l\u2019allarme: <strong>la MotoGP di oggi \u00e8 sfida e spettacolo, ma logora pi\u00f9 rapidamente di quanto avveniva in passato.<\/strong> Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Anche una volta c\u2019erano ritiri precoci, anche un provatissimo <strong>Kevin Schwantz dovette alzare bandiera bianca a 31 anni<\/strong> nonostante preferisse continuare a correre. Anche le 500 erano massacranti, c\u2019era per\u00f2 -questo \u00e8 certo- un calendario meno stressante di oggi.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un video, il britannico Taylor Mckenzie, che \u00e8 un ex pilota di moto come del resto il padre Niall, ha affrontato un tema che in DopoGP tocchiamo spesso: il grande impegno fisico che le moderne MotoGP chiedono al pilota. Sono moto pesanti, poco maneggevoli con tutte quelle appendici alari; e moto che scaldano tanto. 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