{"id":1861293,"date":"2026-04-02T09:50:23","date_gmt":"2026-04-02T06:50:23","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1861293"},"modified":"2026-04-02T09:50:23","modified_gmt":"2026-04-02T06:50:23","slug":"e-fat-bike-fuorilegge-lolanda-vuole-vietarle-e-non-ha-tutti-i-torti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1861293","title":{"rendered":"E-Fat bike fuorilegge: l&#8217;Olanda vuole vietarle. E non ha tutti i torti"},"content":{"rendered":"<div class=\"atxt atxt--first \" id=\"part-1579480\">\n<p><span class=\"atxt-dropcap\">L<\/span>e <strong>e-fat bike<\/strong> sono biciclette elettriche equipaggiate con pneumatici larghi, o meglio &#8220;cicciotti&#8221;, pensate originariamente per affrontare terreni irregolari ma sempre pi\u00f9 diffuse anche in contesto urbano proprio perch\u00e9 si destreggiano bene tra marciapiedi e sampietrini o rotarie del tram. A Milano \u00e8 pieno, anche perch\u00e9 spesso sono prodotti molto economici.\u00a0Rispetto a una normale e-bike, hanno per\u00f2 anche\u00a0<strong>massa superiore\u00a0e una facilit\u00e0 disarmante nell&#8217;essere manomesse<\/strong> per superare il limite di assistenza elettrica fissato per legge a 25 km\/h. Fatto che abbiamo evidenziato pi\u00f9 volte nei nostri servizi.\u00a0Il risultato? Mezzi che nella pratica circolano spesso a 40, 50, in alcuni casi anche 80 km\/h, senza targa, senza assicurazione, senza casco obbligatorio e naturalmente senza pedalare.<\/p>\n<p>In Italia si fanno controlli a campione e si sequestrano i pezzi irregolari con uno sforzo apprezzabile di tutte le forze dell&#8217;ordine. Ma il fenomeno \u00e8 ormai dilagante anche all&#8217;estero.\u00a0<strong>Nei Paesi Bassi, infatti, \u00e8 scesa in campo la politica.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1579482\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Perch\u00e9 in Olanda \u00e8 scattato l&#8217;allarme e-Fat Bike?<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">A<\/span> mettere i dati sul tavolo \u00e8 stata <strong>VeiligheidNL, l&#8217;organizzazione olandese per la sicurezza stradale: <\/strong>secondo le sue stime, in un solo anno le e-fat bike <strong>hanno causato oltre 5.000 ciclisti feriti<\/strong> e migliaia di pedoni finiti al pronto soccorso. Ma la statistica pi\u00f9 preoccupante riguarda la gravit\u00e0 degli incidenti: il <strong>22% dei conducenti di fat bike coinvolti in un sinistro finisce in ospedale<\/strong>, contro il 16% delle e-bike standard e il 13% delle bici tradizionali.<\/p>\n<p>La fascia pi\u00f9 colpita \u00e8 quella degli <strong>adolescenti<\/strong>, spesso protagonisti anche dei comportamenti pi\u00f9 pericolosi: velocit\u00e0 eccessiva, trasporto di passeggeri aggiuntivi, circolazione nelle aree pedonali e nei parchi.\u00a0<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 solo la sicurezza in senso assoluto. Il vero nodo \u00e8 culturale e infrastrutturale: i Paesi Bassi hanno costruito in cinquant&#8217;anni un <strong>modello ciclistico unico al mondo<\/strong>, fatto di piste ciclabili dedicate, regole condivise e \u2014 soprattutto \u2014 una sostanziale omogeneit\u00e0 tra i mezzi in circolazione. Le fat bike rompono questo equilibrio perch\u00e9 introducono <strong>velocit\u00e0 e masse incompatibili<\/strong> con l&#8217;ecosistema delle due ruote muscolari e delle e-bike convenzionali. Non \u00e8 un problema di fastidio estetico: \u00e8 una questione di compatibilit\u00e0 fisica tra veicoli sullo stesso spazio. Di rispetto di quelle regole che mantengono la convivenza civile.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiunge che il successo di questi modelli non \u00e8 solo dovuto alla loro indiscutibile praticit\u00e0, ma anche al fatto che ci sono tanti modelli di produzione cinese a prezzi decisamente pi\u00f9 bassi\u00a0delle analoghe ebike proposte dai costruttori pi\u00f9 ligi al rispetto delle regole. Al di l\u00e0 di una questione di mercato, viene perci\u00f2 da chiedersi anche come queste fat vengano prodotte, con che tutele per lavoratori e per clienti e con quali componenti. A cominciare dalle batterie che sappiamo essere un elemento delicato e potenzialmente anche pericoloso. Che certificazioni offrono questi costruttori? E cosa succede quando queste e-fat bike vengono manomesse o riparate alla bell&#8217;e meglio?\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1579484\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Le citt\u00e0 prendono gi\u00e0 le contromisure<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">N<\/span>ell&#8217;attesa che il parlamento nazionale (<strong>Staten-Generaal<\/strong>) approvi un divieto a livello federale \u2014 atteso entro la fine dell&#8217;anno \u2014 diverse amministrazioni locali si sono gi\u00e0 mosse autonomamente:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Amsterdam<\/strong> ha istituito le prime <strong>&#8220;fatbike-free zone&#8221;<\/strong> nei parchi e nelle aree pi\u00f9 frequentate del centro<\/li>\n<li><strong>Enschede<\/strong> le ha vietate nell&#8217;intera area urbana centrale<\/li>\n<li><strong>Utrecht<\/strong> sta lavorando a un divieto esteso a tutta la citt\u00e0<\/li>\n<li><strong>Rotterdam, L&#8217;Aia, Eindhoven<\/strong> e altre venti amministrazioni hanno formalmente chiesto al governo nazionale di intervenire, come minimo con il divieto di accesso alle piste ciclabili<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"atxt  \" id=\"part-1579486\">\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            E in Italia?<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">N<\/span>el nostro Paese la situazione \u00e8 ancora in una fase di gestione reattiva: <strong>controlli a campione<\/strong>, sequestri dei mezzi modificati e qualche multa. La normativa vigente prevede che le e-bike con assistenza oltre i 25 km\/h o con potenza superiore a 250W siano classificate come ciclomotori \u2014 ma la verifica sul campo resta sporadica. Basta fare un giro per Milano&#8230;<\/p>\n<p>Il problema, per\u00f2, non riguarda solo le fat bike manomesse. Come abbiamo raccontato poche ore fa analizzando <a href=\"https:\/\/www.moto.it\/news\/mercato-italia-bici-e-bike-in-calo.html\">i dati ANCMA sul mercato 2025<\/a>, sul mercato italiano circolano quantit\u00e0 crescenti di <strong>veicoli venduti come e-bike che con una bicicletta elettrica a norma condividono ben poco<\/strong>: motori sovradimensionati, acceleratore a mano, velocit\u00e0 ben oltre i 25 km\/h previsti dalla legge. In sostanza, <strong>ciclomotori spacciati per bici<\/strong> \u2014 con tutto ci\u00f2 che ne consegue in termini di sicurezza stradale e concorrenza sleale verso chi le regole le rispetta. Le fat bike modificate sono, in fondo, solo la versione pi\u00f9 visibile e ingombrante dello stesso fenomeno.<\/p>\n<p>Se il modello olandese \u2014 il pi\u00f9 strutturato d&#8217;Europa \u2014 non riesce a gestire il fenomeno con gli strumenti ordinari, \u00e8 lecito chiedersi quanto tempo abbiano ancora a disposizione gli altri Paesi prima di trovarsi nella stessa situazione.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le e-fat bike sono biciclette elettriche equipaggiate con pneumatici larghi, o meglio &#8220;cicciotti&#8221;, pensate originariamente per affrontare terreni irregolari ma sempre pi\u00f9 diffuse anche in contesto urbano proprio perch\u00e9 si destreggiano bene tra marciapiedi e sampietrini o rotarie del tram. 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