{"id":1759608,"date":"2026-02-04T06:00:00","date_gmt":"2026-02-04T03:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1759608"},"modified":"2026-02-04T06:00:00","modified_gmt":"2026-02-04T03:00:00","slug":"aumentano-i-costi-per-mantenere-cani-e-gatti-ma-gli-abbandoni-non-avvengono-solo-per-motivi-economici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1759608","title":{"rendered":"Aumentano i costi per mantenere cani e gatti, ma gli abbandoni non avvengono (solo) per motivi economici"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/065358771-db5927a8-7364-4857-a29d-0cb33b106d08.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Rolly \u00e8 stato trovato legato a un palo in una strada di Genova. Era il 1\u00b0 gennaio, solo e spaesato mentre il resto del mondo dormiva dopo i festeggiamenti di Capodanno. Un cane abbandonato dal suo proprietario, poi individuato e denunciato grazie alla lettura del microchip. Ma come lui, nelle prime settimane di inizio gennaio, sono tante le storie simili: una cagnolina lasciata con la copertina legata a un cestino dei rifiuti a San Severo (Foggia), due gatti e un cucciolo di cane abbandonati da una donna nella stanza di un B&amp;B nel centro storico a Reggio Calabria, cinque cuccioli di cane lasciati in una gabbia al gelo lungo la Statale del Brennero in Trentino. Gesti che sono il simbolo di una piaga che non accenna a scomparire: migliaia di animali domestici vengono ogni anno rifiutati, abbandonati o \u201clegalmente\u201d lasciati (rinunce di propriet\u00e0) ai rifugi dove spesso trascorrono il resto della loro vita in un box.<\/p>\n<p>Italia Paese che ama e abbandona gli animali<br \/>\nSecondo il \u201cRapporto Italia 2025\u201d di Eurispes, il 40,5 per cento degli italiani dichiara di avere almeno un animale domestico in casa, in valori assoluti si parla di 9 milioni di cani e quasi 12 milioni di gatti.<br \/>\nNonostante una sensibilit\u00e0 crescente che vede quasi nove italiani su dieci considerare l\u2019animale componente delle famiglie, l\u2019abbandono continua a essere un grave fenomeno sociale. Si stimano tra i 50.000 e gli 80.000 abbandoni all\u2019anno solo di cani e gatti, ma i numeri potrebbero essere anche molto pi\u00f9 elevati visto che il Ministero della Salute non aggiorna i suoi dati, almeno sul sito ufficiale, dal 2022.<br \/>\nMa ci sono elementi che raccontano di una tendenza sempre in costante crescita e destagionalizzato: nell\u2019ultima settimana di novembre e nei primi giorni di dicembre, i rifugi dell\u2019Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) hanno registrato un aumento degli ingressi legati esclusivamente a cessioni provenienti da cittadini che si sono rivolti direttamente all\u2019associazione. Tra la fine di novembre e i giorni che precedono l\u2019Immacolata, si \u00e8 passati da una media di tre cessioni a settimana dello scorso anno a tre cessioni al giorno di quest\u2019anno.<br \/>\n\u201cE se speriamo che la nostra campagna contro gli animali come regali di Natale abbia avuto efficacia, ci aspettiamo che a Pasqua torni a esserci un picco di cessioni \u2013 spiega Giusy D\u2019Angelo, vicepresidente Enpa &#8211; . \u00c8 brutto dirlo, ma fin quando fa freddo il quattrozampe \u00e8 piacevole perch\u00e9 tiene caldo, fa compagnia in casa, \u00e8 un passatempo. Ma quando torna il bel tempo diventa un problema da gestire e in molti preferiscono liberarsene\u201d.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 economica<br \/>\nLa crisi economica sembra aver impattato sul rapporto tra gli italiani e gli animali: sempre secondo il rapporto Eurispes 2025, a causa delle difficolt\u00e0 economiche, il 23% dei rispondenti ha dichiarato di aver rinunciato a prendere altri animali, e quasi uno su 10 (il 9,7%) ha dichiarato di aver dovuto dare via il proprio animale domestico. Un elemento che ritroviamo anche in altri Paesi (come Regno Unito e Francia).<br \/>\nNel 2025 mantenere un animale domestico \u00e8 diventato sensibilmente pi\u00f9 costoso. Secondo un\u2019indagine commissionata da Facile.it, la spesa media annua ha raggiunto i 1.263 euro per un cane e i 767 euro per un gatto, con un aumento di circa 149 euro rispetto all\u2019anno precedente. L\u2019incremento dei costi \u00e8 legato soprattutto alle spese veterinarie, che per 4,1 milioni di proprietari hanno superato i 500 euro a causa di interventi imprevisti. Solo il 22% dei proprietari ha per\u00f2 attivato un\u2019assicurazione per il proprio animale, riuscendo cos\u00ec a ottenere rimborsi totali o parziali.<\/p>\n<p>Per i cani la spesa principale resta il cibo, seguita da pet sitter e cure veterinarie, mentre per i gatti, dopo l\u2019alimentazione, pesano soprattutto veterinario e acquisto di lettiere. Nel corso del 2025 i rincari pi\u00f9 rilevanti hanno riguardato proprio i controlli veterinari, aumentati pi\u00f9 del cibo e delle assicurazioni. Questo aumento generalizzato ha spinto molti proprietari a modificare le proprie abitudini, cercando sconti o acquistando formati scorta. Preoccupa per\u00f2 il fatto che quasi 4 milioni di italiani abbiano scelto di rimandare visite ed esami diagnostici per ragioni economiche, con possibili conseguenze sulla salute degli animali.<br \/>\nDa tempo le associazioni chiedono la riduzione dell\u2019Iva, il diritto alla salute con servizi veterinari comunali che siano in grado di garantire e supportare i cittadini come succede in umana. Cos\u00ec come la possibilit\u00e0 di creare un \u201cbanco del farmaco\u201d che permetta di raccogliere medicinali ancora utilizzabili per altri animali.<\/p>\n<p>Il vero problema: la consapevolezza<br \/>\nIn realt\u00e0 le difficolt\u00e0 economiche \u00e8 solo una delle componenti alla base dell\u2019abbandono: \u201cIn base ai nostri dati solo il 5% dei proprietari rinuncia al suo animale per difficolt\u00e0 economiche \u2013 spiega D\u2019Angelo &#8211; . anche perch\u00e9 come Enpa spesso cerchiamo di supportare chi si trova in queste situazioni. Un 5% che \u00e8 un dato alto, ma il vero problema sta pi\u00f9 in una societ\u00e0 fragile, basata sull\u2019apparenza e che, di fronte a delle difficolt\u00e0, non \u00e8 in grado di stare accanto al proprio animale. Decidere di prendersi un animale vuol dire essere pronti a cambiare la propria vita\u201d.<\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8 dunque la scelta consapevole, il riconoscere all\u2019animale la sua natura di essere senziente e non di oggetto: \u201cMi \u00e8 capitato un caso di cuccioli dall&#8217;Est in cui una signora in clinica mi ha detto che se io curavo il cucciolo lei non avrebbe ricevuto indietro i soldi, per lei sarebbe stato \u2018meglio morto\u2019 \u2013 racconta D\u2019Angelo &#8211; . \u00c8 una questione culturale, \u00e8 capire che il cane o gatto ha i suoi diritti come le persone. E comportamenti contrari a questo rientrano nelle devianze della societ\u00e0 attuale\u201d.<br \/>\nUna consapevolezza che deve comprendere non solo la sofferenza dell\u2019animale spesso destinato a rimanere dentro un box a vita (mediamente ogni tre abbandoni, un solo animale viene adottato), ma anche il costo sociale che i rifugi pubblici hanno sulle tasche di tutti cos\u00ec come sull\u2019operato delle associazioni che non ricevono fondi ministeriali.<\/p>\n<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/la-zampa\/2026\/02\/04\/news\/costi_mantenere_cani_gatti_abbandoni-425137347\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/065358771-db5927a8-7364-4857-a29d-0cb33b106d08.jpg&#8221;] Rolly \u00e8 stato trovato legato a un palo in una strada di Genova. 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