{"id":1758847,"date":"2026-02-06T12:24:24","date_gmt":"2026-02-06T09:24:24","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1758847"},"modified":"2026-02-06T12:24:24","modified_gmt":"2026-02-06T09:24:24","slug":"la-foto-degli-agenti-aggrediti-creata-da-unia-la-polizia-presa-dal-web-non-labbiamo-generata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1758847","title":{"rendered":"La foto degli agenti aggrediti creata da un\u2019IA. La Polizia: \u201cPresa dal web, non l\u2019abbiamo generata\u201d"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/06\/132418018-65636935-fec6-4f8e-a4b6-fd5ee8026d90.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">La foto \u00e8 ancora l\u00ec, sull\u2019account ufficiale della Polizia di Stato.<br \/>\nPubblicata il 1 febbraio scorso su X, il social controllato da Elon Musk, per esprimere la propria vicinanza ad Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti, e \u201ca tutti i feriti e ai poliziotti impiegati nel servizio di ordine pubblico a Torino\u201d, nel giorno &#8211; il 31 gennaio &#8211; in cui la citt\u00e0 \u00e8 stata teatro di scontri tra forze dell\u2019ordine e manifestanti in sostegno del centro sociale Asakatasuna.<br \/>\nEppure quello \u201cscatto\u201d, che ritrae Virgulti intento a proteggere Calista, appena scampato all\u2019aggressione di un gruppo di manifestanti, \u00e8 falso.<br \/>\nFacebook e Instagram, in seguito a una \u201cverifica di fact-checker indipendenti\u201d, hanno oscurato l\u2019immagine sulle rispettive piattaforme. \u201cFoto alterata\u201d, si legge ora nel post della Polizia sui siti controllati da Meta.<\/p>\n<p>Non stiamo parlando di un&#8217;immagine qualsiasi: quello che ritrae gli agenti Calista e Virgulti \u00e8 uno degli scatti simbolo degli scontri che sono avvenuti sabato scorso a Torino.<br \/>\nNon \u00e8 totalmente inventato, poich\u00e9 enfatizza in modo pi\u00f9 nitido una scena identica avvenuta nella realt\u00e0, quando il poliziotto pestato \u00e8 stato soccorso dal collega. Ma se dobbiamo interpretare quell\u2019immagine come un fatto, appunto, non possiamo che definirlo un fake. Un momento reale ma alterato, e non da uno di quei filtri che utilizziamo quotidianamente sui social, che rendono le foto pi\u00f9 luminose o correggono gli occhi rossi.<br \/>\nNo, qui \u00e8 intervenuta l\u2019intelligenza artificiale generativa, alterando dettagli e inserendone altri. Lo si intuisce chiaramente se si mette a confronto l\u2019immagine condivisa dalla Polizia con il video amatoriale pubblicato da Torino Oggi, e poi ripreso dalle principali testate, nelle ore successive agli scontri.<\/p>\n<p>Sono troppe le differenze che lasciano pensare a un utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, e non a un \u201csemplice\u201d ritocco tramite programmi come Photoshop.<br \/>\nI dettagli alterati<br \/>\nSul casco di Virgulti, per esempio, si intravedono lettere incomprensibili, l\u00ec dove dovrebbe comparire la scritta &#8220;Polizia&#8221;.<br \/>\nNello scatto alterato inoltre Virgulti non ha pi\u00f9 lo scudo e il manganello, che nella realt\u00e0 invece impugna. Nell\u2019immagine creata dall\u2019IA, inoltre, vediamo in modo pi\u00f9 nitido il volto dello stesso Virgulti, che invece nei filmati amatoriali appariva coperto, quasi \u201cinvisibile\u201d.<br \/>\nUn\u2019altra cosa, poi, non torna: il muretto alle loro spalle, sotto la ringhiera che costeggia il marciapiede, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Scomparso. I rifiuti a terra, poi, sono di dimensioni e forma leggermente diversa.<br \/>\nAnche la composizione del terreno \u00e8 un indizio: nella foto generata con l\u2019IA il marciapiede sulla sinistra diventa selciato.<\/p>\n<p>Chi ha generato l\u2019immagine?<br \/>\nL\u2019autore dello scatto \u201cgenerato\u201d non \u00e8 al momento noto.<br \/>\nQuello che sappiamo \u00e8 che la foto circolava gi\u00e0 sui social prima che le forze dell\u2019ordine lo diffondessero. Lo confermano fonti della Polizia stessa, che abbiamo interrogato: \u201cLo scatto era virale sui social e l\u2019abbiamo utilizzato &#8211; ci \u00e8 stato detto -. Ma non siamo stati noi a generare, n\u00e9 alterare, l\u2019immagine\u201d.<br \/>\nL&#8217;errore comunicativo, insomma, \u00e8 stato condividere l\u2019immagine senza un&#8217;opportuna verifica. E, successivamente, consegnarlo all\u2019agenzia di stampa Ansa, che l\u2019ha diffuso come \u201creale\u201d, altro passaggio che ci \u00e8 stato confermato.<br \/>\nIdentificare a prima vista le tracce dell\u2019IA non era affatto semplice. L\u2019ambientazione era la stessa, la posizione degli agenti identica. L\u2019onda emotiva dopo l\u2019accaduto, travolgente.<br \/>\nPer notare la differenza serve un occhio esperto, appunto, qualcuno che si soffermi sui dettagli. Questo lascia intendere quanto siano diventati sofisticati i modelli di generazione delle immagini. E quanto le loro capacit\u00e0 siano in grado di minare sia l\u2019informazione sia la capacit\u00e0 di comprendere e interpretare la realt\u00e0.<br \/>\nStando ai commenti sui social del fact-checking sulla foto in questione effettuato da testate come Facta e Open, per molti utenti la foto degli agenti alterata non \u00e8 un problema. Non \u00e8 grave, dicono, si tratta solo di un miglioramento della realt\u00e0. In fondo, affermano, quel momento \u00e8 esistito davvero. In pi\u00f9, sostengono altri, le foto vengono regolarmente alterate da quando la fotografia \u00e8 stata inventata. In linea teorica qualsiasi scatto, affermano ancora altri, si pu\u00f2 ritenere mediato dalla tecnologia e non conforme al 100% alla verit\u00e0.<br \/>\nIl fenomeno della realt\u00e0 ottimizzata<br \/>\nIn realt\u00e0 l\u2019ascesa dell\u2019intelligenza artificiale ci pone di fronte a un nuovo fenomeno: quello che potremmo definire della \u201crealt\u00e0 aggiustata\u201d o \u201cottimizzata\u201d.<br \/>\nPossiamo spiegarlo con un esempio.<br \/>\nOggi gli smartphone di fascia alta offrono zoom digitali che arrivano &#8211; e addirittura superano &#8211; gli ingrandimenti 100x. Il fatto che producano immagini dignitose, nonostante la distanza elevata a cui si trovano soggetti e oggetti, non dipende dalla bont\u00e0 delle lenti e dei sensori del comparto fotografico, bens\u00ec in questo caso dal software IA.<br \/>\nL&#8217;intelligenza artificiale, insomma, interviene successivamente allo scatto per \u201caggiustare\u201d ci\u00f2 che il teleobiettivo non \u00e8 riuscito a catturare in modo nitido. Il sistema dunque analizza un\u2019immagine fortemente degradata, la interpreta e tenta di ricostruirla sulla base di miliardi di immagini che ha studiato in precedenza, fondendo dati reali e pixel sintetici.<br \/>\nL\u2019esito finale resta, in ogni caso, una scommessa tra ci\u00f2 che era davanti all\u2019obiettivo e ci\u00f2 che l\u2019algoritmo ha deciso di \u201cimmaginare\u201d.<br \/>\nLa stessa cosa avviene, in pratica, quando qualcuno offre a un&#8217;IA un frame sfocato di una scena &#8211; come quella di cui sono stati protagonisti i due agenti della Polizia a Torino &#8211; e chiede che venga ricostruita in modo il pi\u00f9 possibile fedele.<br \/>\nL\u2019IA \u00e8 ormai in grado di fare questo e altro, anche trasformare lo stile della foto stessa, restituendo un\u2019illustrazione aderente all\u2019originale (come ha fatto Gemini quando gli abbiamo chiesto di generare un disegno dello scatto fake, che accompagna questo articolo).<br \/>\nI rischi per l\u2019informazione e l\u2019interpretazione della realt\u00e0<br \/>\nQuesta operazione produce, di fatto un falso. E pu\u00f2 essere molto complesso stabilirlo, come ci hanno insegnato le recenti immagini fake che hanno provato a legare Jeffrey Epstein a Mamdani, l\u2019attuale sindaco di New York.<\/p>\n<p>Nel caso dei due poliziotti di Torino, l\u2019alterazione \u00e8 invece evidente poich\u00e9 l\u2019IA che genera immagini, cos\u00ec come quella che i occupa dei testi, \u00e8 ancora &#8211; e sottolineiamo ancora &#8211; soggetta ad allucinazioni: produce immagini coerenti che per\u00f2 includono errori pi\u00f9 o meno visibili, spesso scritte deformate (un tempo l\u2019IA non sapeva replicare le mani, oggi \u00e8 migliorata sensibilmente).<\/p><\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/tecnologia\/2026\/02\/06\/news\/foto_polizia_generata_ia_scontri_torino-425143065\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/06\/132418018-65636935-fec6-4f8e-a4b6-fd5ee8026d90.jpg&#8221;] La foto \u00e8 ancora l\u00ec, sull\u2019account ufficiale della Polizia di Stato. 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