{"id":1757850,"date":"2026-02-06T08:59:48","date_gmt":"2026-02-06T05:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1757850"},"modified":"2026-02-06T08:59:48","modified_gmt":"2026-02-06T05:59:48","slug":"hayato-sumino-la-musica-come-equilibrio-olimpico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1757850","title":{"rendered":"Hayato Sumino, la musica come equilibrio olimpico"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/06\/095937765-824dc92e-7a01-4e5c-b85e-a51410e847dc.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Elegante senza ostentazione, ha l\u2019aria di chi sa ascoltare pi\u00f9 di quanto parli\u2026 e se sorride, capisci subito che non \u00e8 un sorriso di circostanza. In rete lo conoscono come Cateen, pseudonimo scelto intorno ai 13 anni come una combinazione delle parole Cat (gatto) e teenager, il pianista capace di portare Chopin a milioni di ascoltatori giovanissimi; nelle sale da concerto di tutto il mondo \u00e8 Hayato Sumino, musicista rigoroso e poliedrico, semifinalista al Concorso Internazionale Chopin di Varsavia, vincitore di premi internazionali e detentore di un Guinness dei Primati per il maggior numero di biglietti venduti per un recital di pianoforte, oltre 18.000 spettatori al K\u2011Arena di Yokohama. Ora la sua musica entra anche nello sport: \u201cFrostline\u201d, scritto per il pattinatore artistico Yuma Kagiyama, accompagner\u00e0 una delle esibizioni pi\u00f9 attese ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Un passaggio naturale per un artista che ha fatto dell\u2019equilibrio \u2013 tra controllo e libert\u00e0 e sperimentazione \u2013 il centro del proprio lavoro.<br \/>\nFrostline \u00e8 un brano scritto per un evento olimpico, per uno sport che unisce precisione estrema ed emozione. Come si \u00e8 avvicinato al mondo del pattinaggio artistico?<br \/>\n\u201c\u00c8 stato un territorio completamente nuovo per me. Non conoscevo il pattinaggio sul ghiaccio, e proprio per questo ho sentito la responsabilit\u00e0 di studiarlo molto seriamente. Per circa un anno ho osservato i movimenti di Yuma Kagiyama: \u00e8 uno sport velocissimo e molto preciso, ma allo stesso tempo profondamente espressivo. Ho cercato di tradurre tutto questo in musica, seguendo il suo ritmo naturale e restituendo quella tensione costante tra controllo assoluto e abbandono\u201d.<br \/>\nIl titolo Frostline evoca il freddo, il ghiaccio, ma anche una linea sottile da non oltrepassare. Che tipo di paesaggio sonoro ha immaginato?<br \/>\n\u201cHo pensato a una linea fragile, come una crepa sul ghiaccio: qualcosa che pu\u00f2 spezzarsi, ma che proprio per questo \u00e8 carica di energia. Il suono nasce da una sensazione fisica e respirata. Volevo che questa musica fosse parte del gesto atletico, non qualcosa che gli stesse di fronte, ma un soffio condiviso tra movimento e suono\u201d.<\/p>\n<p>Anche il suo ultimo album, Chopin Orbit, uscito il 23 gennaio 2026 per Sony Classical, in qualche modo \u00e8 una forma di condivisione: pu\u00f2 spiegare perch\u00e9?<br \/>\n\u201cChopin Orbit \u00e8 nato da una riflessione molto personale: Chopin \u00e8 sempre stato per me un idolo, il compositore che pi\u00f9 di ogni altro ha lasciato un segno profondo nella mia vita musicale. Crescendo, ho capito quanto la sua musica fosse entrata non solo nei miei ascolti, ma anche nella mia scrittura. Ho pensato: perch\u00e9 non creare un album incentrato su di lui, ma che non fosse una semplice antologia? Cos\u00ec ho costruito questo progetto ponendo la sua musica al centro e da l\u00ec sono nate le mie risposte, come orbite attratte dalla sua gravit\u00e0. In Chopin Orbit ogni mio brano \u00e8 legato all\u2019opera che lo ha ispirato, e accanto a Chopin ho voluto anche ramificazioni con altri compositori che amo, come Thomas Ad\u00e8s, Godowsky e Jan\u00e1\u010dek, per far sentire come la musica di Chopin continui a espandersi nel tempo. In questo modo, l\u2019ascoltatore pu\u00f2 muoversi liberamente tra passato e presente, tra tradizione e innovazione, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un continuo dialogo ed equilibrio\u201d.<br \/>\nNella tua musica l\u2019equilibrio sembra una parola chiave\u2026e nella sua vita?<br \/>\n\u201cConta moltissimo. Per molto tempo ho vissuto in modo sbilanciato: lavoravo tutto il giorno, suonavo soltanto. Negli ultimi anni ho capito che per essere creativo ho bisogno di una routine stabile. Gesti semplici: svegliarmi con calma, fare colazione, camminare, guardare un tramonto, mangiare con attenzione. Anche i pasti fanno parte di questa armonia quotidiana. Prendersi cura del corpo significa prendersi cura anche della musica\u201d.<br \/>\nQuesto senso di armonia richiama un concetto centrale della cultura giapponese: \u201cwa\u201d. Si riconosce?<br \/>\n\u201cWa \u00e8 una parola difficile da tradurre con un solo termine. Significa armonia, ma non solo tra le persone: \u00e8 armonia con l\u2019ambiente, con il tempo, con la natura. \u00c8 l\u2019idea di non forzare le cose, di stare in ascolto. In Giappone apprezziamo molto il silenzio, la pausa e il vuoto: non come assenza, ma come spazio vitale che permette alle cose di respirare. Quando una foglia cade, quando un fiore sboccia, quando il vento muove un ramo\u2014 tutto succede nel tempo del silenzio, e il silenzio stesso \u00e8 parte della musica. Questo modo di sentire entra naturalmente nella mia pratica artistica\u201d.<br \/>\n\u00c8 interessante che lei ritrovi questo stesso spirito anche in Chopin, un compositore europeo dell\u2019Ottocento.<br \/>\n\u201cS\u00ec, ed \u00e8 qualcosa che mi sorprende sempre. Chopin appartiene a una cultura lontana dalla mia, eppure nella sua musica c\u2019\u00e8 spazio per il respiro: anche nei passaggi pi\u00f9 virtuosistici non c\u2019\u00e8 mai solo esibizione tecnica, ma c\u2019\u00e8 naturalezza e umanit\u00e0, senza retorica. Tutto scorre in modo fluido\u2026e inoltre a volte dimentichiamo che Chopin era un grande improvvisatore e che la sua musica nasceva da un rapporto diretto e immediato con lo strumento. Anche quando tutto \u00e8 scritto in modo minuzioso, dentro le sue opere c\u2019\u00e8 sempre spazio per il respiro e per il momento presente. Dal vivo cerco di mantenere questa naturalezza: ogni concerto deve dialogare con la sensibilit\u00e0 del nostro mondo\u201d.<br \/>\nMolti giovani arrivano a Chopin passando prima dai suoi video. Cosa deve fare la musica classica per restare viva oggi?<br \/>\n\u201cCredo sia importante far capire che la musica del XIX secolo non \u00e8 un museo. Era musica nuova, moderna, persino rivoluzionaria nel suo tempo. Questo pu\u00f2 dire molto alle nuove generazioni e il mio lavoro cerca di creare un ponte verso nuove sensibilit\u00e0 contemporanee\u201d.<br \/>\nNei suoi concerti utilizza strumenti diversi \u2013 pianoforte, fortepiano, persino la celesta: si sente un po\u2019 come un cuoco che usa ingredienti diversi per ottenere nuovi sapori?<br \/>\n\u201c(ridendo) S\u00ec, \u00e8 un paragone che mi piace molto. Ogni strumento ha un carattere e un colore diverso: cambiare strumento significa cambiare prospettiva. Sperimentare suoni diversi mi permette di arrivare a risultati musicali nuovi, proprio come in cucina quando si combinano ingredienti e aromi diversi, perch\u00e9 se la tecnica \u00e8 necessaria, si deve avere anche la possibilit\u00e0 di cogliere nuove sfumature, definendo un paesaggio musicale interiore. La tecnica \u00e8 funzionale al perseguimento di una dimensione comunicativa del suono, ma secondo linee espressive profonde\u201d.<br \/>\nLa musica, come lo sport, richiede grande attenzione al corpo, per la resistenza, la coordinazione, la postura ma anche la concentrazione\u2026 Qual \u00e8 la sua routine?<br \/>\n\u201cNon posso separare il corpo dalla musica e dunque anche quando sono in tour cerco di mantenere alcune abitudini. Anche l\u2019alimentazione \u00e8 parte di questo equilibrio: mangiare in modo leggero e sano mi aiuta a mantenere la concentrazione e a sostenere performance lunghe e intense. Dunque preferisco verdure, piatti semplici, cibo che mi dia energia senza appesantirmi\u201d.<br \/>\nPer\u00f2 quando \u00e8 in Europa, e soprattutto in Italia, la disciplina vacilla\u2026<br \/>\n\u201cS\u00ec, l\u2019Italia \u00e8 il paese in cui faccio pi\u00f9 fatica a essere disciplinato! \u00c8 la cucina che preferisco quando sono in Europa; amo la pasta, le linguine allo scoglio, la pizza. Quando voglio restare pi\u00f9 leggero scelgo spesso una Caesar salad, con pollo e scaglie di parmigiano: \u00e8 il mio compromesso ideale tra healthy food e piacere. Mi piace anche il peperoncino, i sapori piccanti ricordano un po&#8217; gli accostamenti della cucina del mio paese. E poi, ogni tanto, un buon rag\u00f9 \u00e8 irresistibile. Conosco Torino, Roma e Palermo\u2026ovunque il cibo \u00e8 meraviglioso\u201d.<br \/>\nInsomma, molta disciplina\u2026 ma una trasgressione se la concede? Un dolce forse?<br \/>\n\u201cS\u00ec, \u00e8 vero. Il tiramis\u00f9 \u00e8 la mia unica vera trasgressione, dovunque mi trovi chiedo sempre il tiramis\u00f9, ma forse anche questo fa parte dell\u2019equilibrio\u201d.<br \/>\nPrima di un concerto ha un rituale?<br \/>\n\u201cNessun rituale particolare. L\u2019unica regola \u00e8 non mangiare nelle sei ore precedenti. Bevo acqua, cerco calma. E, lo ammetto\u2026 poco prima di salire sul palco prendo un espresso. In questo senso, forse, sono diventato davvero un po\u2019 italiano\u201d.<br \/>\nE quando la rivedremo in Italia?<br \/>\n\u201cPresto, a giugno\u2026questa volta a Milano per la prima volta\u2026\u201d.<\/p><\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/il-gusto\/2026\/02\/06\/news\/hayato_sumino_la_musica_come_equilibrio_olimpico-425142408\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/06\/095937765-824dc92e-7a01-4e5c-b85e-a51410e847dc.jpg&#8221;] Elegante senza ostentazione, ha l\u2019aria di chi sa ascoltare pi\u00f9 di quanto parli\u2026 e se sorride, capisci subito che non \u00e8 un sorriso di circostanza. 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