{"id":1756351,"date":"2026-02-05T14:29:28","date_gmt":"2026-02-05T11:29:28","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1756351"},"modified":"2026-02-05T14:29:28","modified_gmt":"2026-02-05T11:29:28","slug":"olimpiadi-invernali-2026-al-via-cortina-tra-blackout-e-la-cabinovia-incompiuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1756351","title":{"rendered":"Olimpiadi invernali 2026 al via, Cortina tra blackout e la cabinovia incompiuta"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/05\/192438408-fdb7351c-89f3-414b-b32b-c6c3c2fc278f.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Kirsty Coventry presidente del Cio, il 2 febbraio al Teatro alla Scala, prima del Concerto per celebrare l\u2019apertura della Sessione del Comitato olimpico internazionale l\u2019ha detto chiaramente: la preparazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026 \u201c\u00e8 stata a tratti complicata\u201d, ma l\u2019evento \u00e8 pronto a partire. In effetti, a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 l\u2019attenzione \u00e8 rivolta non solo alle gare in parte gi\u00e0 iniziate a Cortina con il doppio misto di curling allo Stadio del ghiaccio, ma al cantiere diffuso che sta cambiando il volto di molti territori tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. E mentre le opere consegnate in extremis permetteranno di svolgere le gare, restano ancora aperti molti interrogativi che riguardano il completamento dei cantieri, quanto impatter\u00e0 il mantenimento delle opere costruite e la reale sostenibilit\u00e0 dei Giochi presentati nel dossier di candidatura \u201ca costo zero\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 delle opere incompiute<br \/>\nLa sfida dopo le medaglie sar\u00e0 capire che fine faranno i progetti incompiuti, circa il 49%, molti dei quali considerati eredit\u00e0 da lasciare a chi quei in quei territori ha scelto di viverci. Si tratta di strade, linee ferroviarie, tangenziali, bonifiche. E per farsi un\u2019idea sullo stato di completamento dei lavori \u00e8 confermato che dei 98 interventi previsti dal programma olimpico per un valore di oltre 5 miliardi e mezzo di euro di investimento, coordinati dalla Societ\u00e0 Simico Spa &#8211; di cui 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture stradali e ferroviarie &#8211; risultano concluse soltanto 40.<br \/>\nEppure, nel dossier iniziale 31 opere erano state ritenute dalla Simico (responsabile dei progetti) e dalla Fondazione Milano Cortina (responsabile dell\u2019organizzazione di Giochi) come \u201cessenziali\u201d, mentre le restanti 67 erano considerate \u201clegacy\u201d, ossia l\u2019eredit\u00e0 da lasciare ai territori che hanno ospitato le Olimpiadi. Il problema per\u00f2 \u00e8 che la maggior parte di questi cantieri non hanno nemmeno aperto, alcuni sono ancora nella fase della gara d\u2019appalto, altri in attesa di collaudo, altri ancora iniziati ma non completati come la pista da bob di Cortina, il Livigno snow park, il trampolino di Predazzo, la cabinovia Apollonio- Socrepes. Saranno terminati successivamente, l\u2019ultimo cantiere \u00e8 infatti previsto per il 2033. Altro punto cruciale rimane l\u2019escalation dei costi. Alcune infrastrutture sportive hanno registrato rincari notevoli: la pista di bob da 7,6 milioni a 118,4 milioni; la ristrutturazione dello stadio di biathlon di Anterselva da 4,7 milioni a 55 milioni; il centro alpino di Bormio da 7 milioni a 78 e il complesso di Livigno da 20,7 milioni a 160.<\/p>\n<p>L\u2019impatto ambientale: 930 mila tonnellate di emissioni<br \/>\nLe associazioni ambientaliste legate alla rete Open Olympics 2026 che si sono opposte ai progetti \u201cnon necessari\u201d promettono un monitoraggio continuo anche dopo la consegna dell\u2019ultima medaglia, mentre mostrano il costo ecologico dei Giochi. Secondo un report pubblicato da Scientists for Global Responsibility, organizzazione indipendente con sede nel Regno Unito, \u201csulla base dei soli dati ufficiali, escludendo le emissioni relative agli accordi di sponsorizzazione, si stima che le Olimpiadi invernali del 2026 causeranno emissioni di gas serra di circa 930 mila tonnellate di anidride carbonica con il maggior contributo \u2013 circa 410mila tonnellate \u2013 dovuto ai viaggi degli spettatori. Il che si tradurr\u00e0 nei prossimi anni in una perdita di circa 2,3 chilometri quadrati di copertura nevosa e oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio glaciale, impatti importanti sull\u2019ambiente necessario per sostenere gli sport invernali\u201d.<br \/>\nIntanto alla vigilia dell\u2019accensione del braciere olimpico sotto l\u2019Arco della Pace a Milano, in alta quota continua la corsa contro il tempo per dare gli ultimi ritocchi agli impianti.<\/p>\n<p>A Cortina si parte tra blackout e la cabinovia che non salir\u00e0<br \/>\nIl 4 febbraio a Cortina si sono tenute le prime gare, quelle di curling allo Stadio olimpico del ghiaccio, ma pochi minuti dopo l\u2019inizio della partita tra Norvegia e Gran Bretagna si sono spente le luci principali. Ancora non si conoscono le ragioni del blackout durato dieci minuti. La partita \u00e8 ripresa e tra i giocatori rimasti nella penombra non c\u2019\u00e8 stata alcuna polemica.<br \/>\nIntanto, una nevicata provvidenziale ha nascosto tutte le criticit\u00e0 che circondavano la pista da bob, skeleton, slittino e curling diventata simbolo delle polemiche. A parte l\u2019impatto ambientale dei 560 larici tagliati, in Senato il ministro Giancarlo Giorgetti ha annunciato che la ricostruzione del Sliding Centre \u201cEugenio Monti\u201d a Cortina \u00e8 costata 118 milioni, la maggior parte finanziati dalla Stato. Ma i costi non sono finiti qui. Secondo uno studio commissionato dalla Regione Veneto a KPMG tra il 2027 e il 2032 il bob center registrer\u00e0 perdite tra 584 mila e 638 euro all\u2019anno. Vedremo. <\/p>\n<p>Dal bob alla disce sa libera femminile. I dirigenti della Simico spa hanno fatto sapere ufficialmente che la cabinovia Apollonio-Socrepes (10 piloni, 50 cabine per 2400 passeggeri all\u2019ora), ritenuta opera \u201cimprescindibile\u201d da 35 milioni di euro (realizzata con un iter super veloce da un pool di aziende italiane e straniere), non sar\u00e0 pronta per le gare di discesa libera femminile (8 febbraio) e Super G (12 febbraio) per cui era stata costruita: mancano i collaudi di sicurezza (freni, anticollisione, sensori) che verranno fatti pi\u00f9 avanti. Richiedono diverse settimane. Avrebbe dovuto collegare il centro del paese con la zona delle gare. \u201cManca soprattutto l\u2019immunit\u00e0 di frana, documento che non \u00e8 stato ancora rilasciato, ma \u00e8 fondamentale\u201d spiega Roberta De Zanna, consigliera comunale di Cortina che ricorda \u201cperch\u00e9 l\u00ec nella zona di Mortisa dove installato l\u2019impianto di risalita \u00e8 stato appurato ufficialmente \u00e8 attiva una frana che attraversa tutto il versante della montagna. Finch\u00e9 non c\u2019\u00e8 quel parere emesso dalla Regione Veneto, la cabinovia non pu\u00f2 partire\u201d. Sulla frana di Mortisa era stato il Cipra a lanciare l\u2019allarme, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi: \u201cNonostante le riserve di natura geologica, l\u2019opposizione della popolazione e una valutazione ambientale negativa, a Cortina \u00e8 in costruzione una cabinovia su un versante a rischio frane. Affermate aziende produttrici di funivie non hanno nemmeno presentato offerte per questo problematico progetto e con buona ragione: solo la scorsa estate si \u00e8 aperta una crepa lunga 40 metri\u201d. \u00c8\u2019 un passaggio delicato questo per Cortina perch\u00e8 al di l\u00e0 dei Giochi Olimpici si potr\u00e0 gestire l\u2019instabilit\u00e0 del terreno?<\/p>\n<p>Subito aumentato il numero della navette<br \/>\nSecondo gli organizzatori per\u00f2, l\u2019impianto potrebbe essere operativo gi\u00e0 alla fine di febbraio, anche se a portata ridotta: 1.200 posti invece dei 2.400. Come confermato pubblicamente anche da Fabio Saldini amministratore delegato di Simico Spa. Ma i problemi a Cortina non finiscono qui. A fronte del mancato completamente della cabinovia, visto che era stata costruita proprio per ragioni di viabilit\u00e0, \u00e8 stato rafforzato il servizio navetta che porter\u00e0 gli spettatori in quota per assistere alle gare. E per mitigare le conseguenze sulla circolazione stradale era stata chiesta la chiusura delle scuole dal 10 al 12 febbraio, ma il sindaco ha detto \u201cno\u201d. Molti abitanti, ormai definiscono Cortina una \u201ccitt\u00e0-cantiere\u201d e lamentano il poco coinvolgimento della popolazione e soprattutto l\u2019impatto dei lvori su tutta la valle.<\/p>\n<p>Le campionesse italiane non saranno al Villaggio olimpico<br \/>\nNel frattempo diverse nazionali hanno annunciato di preferire per ragioni logistiche o di confort soluzioni alternative alle 377 case prefabbricate per 1400 posti letto del Villaggio Olimpico a Fiames (39 milioni di euro). Tra loro anche molti atleti e atlete della Nazionale Italiana che hanno gi\u00e0 fatto sapere che preferiscono alloggiare in hotel in centro a Cortina che nel Villaggio Olimpico. Stessa decisione \u00e8 stata presa dalla delegazione svizzera e norvegese. Da ricordare che i cortinesi, alle prese con i prezzi delle case ormai diventati stellari, avevano pi\u00f9 volte chiesto di poter utilizzare i soldi non per case prefabbricate, ma per ristrutturare edifici anche fuori il paese che sarebbero rimaste in eredit\u00e0. Niente da fare, sono comparse le case mobili che dopo l\u2019ultima medaglia verranno smontate.<\/p>\n<p>Tirano: la tangenziale apre a met\u00e0<br \/>\nIn Lombardia su 29 opere previste solo 8 sono pronte, tra questi i lavori di riqualificazione (40 milioni di euro) lungo la linea ferroviaria Milano-Tirano. Il piccolo paese del treno del Bernina \u00e8 infatti la via principale per l\u2019accesso alla Valtellina durante i Giochi 2026. A Bormio e Livigno sono previste tra le gare pi\u00f9 attese quelle di sci alpino maschile, scialpinismo, snowboard e freestyle. Tirano dal 6 al 22 febbraio, \u00e8 dunque il centro dell\u2019interscambio treno-bus navetta che porter\u00e0 tutti atleti e spettatori dalla pianura all\u2019Alta Valle. Previsto un treno diretto ogni mezz\u2019ora tra Milano e Tirano, con due collegamenti all\u2019ora in salita e due in discesa. Da Tirano poi saranno attivi collegamenti con bus navetta verso Bormio e Livigno, che garantiranno la continuit\u00e0 del trasporto verso le sedi di gara. Negli ultimi giorni la linea ferroviaria ha registrato alcuni disservizi legati a ghiaccio e neve, con guasti agli impianti e ritardi nella circolazione. Ma i problemi maggiori riguardano il trasporto su gomma.<\/p>\n<p>L\u2019apertura dei primi 3,3 chilometri della nuova tangenziale di Tirano (gli altri 3 apriranno dopo le Olimpiadi per problemi tecnici subentrati nella galleria finale) avrebbe dovuto risolvere i problemi della circolazione verso la Valtellina eliminando il traffico al centro abitato, ma i primi test sulla nuova viabilit\u00e0 effettuati il 4 febbraio non hanno dato i risultati sperati. Tutt\u2019altro.<br \/>\nSpiega Angelo Costanzo, responsabile del Circolo culturale \u2018Oltre i Muri\u2019 che in questi anni si \u00e8 schierata al fianco dei cittadini della Valtellina: \u201cSi sono resi conto che far passare tutto il traffico verso Bormio e Livigno obbligatoriamente su quel primo tratto di tangenziale i problemi in realt\u00e0 si complicano, non si semplificano. Motivo? C\u2019\u00e8 una curva a gomito, una sorta di strozzatura, proprio nell\u2019incrocio in cui ci si reimmette dalla tangenziale alla strada statale 38. Un punto dove \u00e8 assolutamente prevedibile l\u2019innesco di forti criticit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 scelta bisogner\u00e0 affrontare le Olimpiadi mantenendo tutto cos\u00ec com\u2019\u00e8, ossia continuare a far transitare traffico pesante, auto e navette olimpiche sulla statale 38 come \u00e8 sempre stato\u201d. Proprio per questo motivo, l\u2019assessore regionale Massimo Sirtori ha tenuto a sottolineare che \u201cIl primo tratto di tangenziale va a integrare la viabilit\u00e0 della statale 38 ma non a sostituirla\u201d. Meglio dunque lasciare tutto come era prima. Costo dell\u2019opera che include due gallerie e due viadotti: 145 milioni di euro all\u2019inizio dei lavori successivamente aggiornato a 187.<\/p><\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/green-and-blue\/2026\/02\/05\/news\/olimpiadi_2026_blackout_cortina_cabinovia_chiusa-425140789\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/05\/192438408-fdb7351c-89f3-414b-b32b-c6c3c2fc278f.jpg&#8221;] Kirsty Coventry presidente del Cio, il 2 febbraio al Teatro alla Scala, prima del Concerto per celebrare l\u2019apertura della Sessione del Comitato olimpico internazionale l\u2019ha detto chiaramente: la preparazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026 \u201c\u00e8 stata a tratti complicata\u201d, ma l\u2019evento \u00e8 pronto a partire. 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