{"id":1756314,"date":"2026-02-03T12:37:49","date_gmt":"2026-02-03T09:37:49","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1756314"},"modified":"2026-02-03T12:37:49","modified_gmt":"2026-02-03T09:37:49","slug":"spreco-alimentare-ogni-settimana-gettiamo-mezzo-chilo-di-cibo-a-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1756314","title":{"rendered":"Spreco alimentare, ogni settimana gettiamo mezzo chilo di cibo a testa"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/03\/133740900-2a6c452e-eb75-4f72-988f-149e311e0dc7.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Immaginiamo che ogni giorno ognuno di noi vada dal fornaio, compri un panino e uscito dal negozio lo getti nei rifiuti. Accade pi\u00f9 o meno cos\u00ec leggendo i dati dell\u2019ultimo report dell\u2019Osservatorio Waste Watcher International diffuso in vista della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare il 5 febbraio. Titolo della campagna di sensibilizzazione \u201cIl Caso Italia 2026\u201d indetta dall\u2019associazione Spreco Zero. Il peso di quel panino che immaginiamo di buttare ogni giorno equivale infatti a quei 79,14 grammi che ciascuno di noi spreca. Un gesto piccolo quasi invisibile, ma che ripetuto da milioni di persone diventa enorme. Non \u00e8 infatti un caso che la somma delle perdite e degli sprechi alimentari tocchi cifre vertiginose: oltre 13 miliardi e mezzo secondo i dati elaborati dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna, pari a oltre 5 milioni di tonnellate di cibo. 7 miliardi e 363 milioni sono i soldi sprecati solo nelle nostre case, mentre nella distribuzione il costo del cibo gettato via vale quasi 4 miliardi e nell\u2019industria oltre 862 milioni.<br \/>\nI ricercatori di Waste Watcher hanno monitorato il comportamento degli italiani nel mese di gennaio 2026: un campione di 2000 casi rappresentativi della popolazione generale. I risultati dimostrano che arriviamo a 554 grammi di cibo gettato pro capite ogni settimana. In fondo, stiamo migliorando, spiegano visto che nel 2025 i grammi buttati ogni settimana erano 617 grammi. A testa.<\/p>\n<p>Frutta, verdura e pane in testa ai cibi che finiscono tra i rifiuti<br \/>\nNella hit dei cibi sprecati svettano la frutta fresca (22,2 grammi a settimana), la verdura fresca (20,6) e il pane fresco (19,6) , segue l\u2019insalata (18,8) e cipolle\/aglio\/tuberi (17,2). Ma se in generale gli italiani sprecano per cause prevalentemente organizzative &#8211; cattiva conservazione del cibo nel 38% dei casi, dimenticanza per il 33% e sovra acquisto per il 28% &#8211; le giovani generazioni gettano via pi\u00f9 cibo rispetto ai cosiddetti boomers. Gli italiani nati tra il 1946 e il 1964 sembrano infatti pi\u00f9 oculati fissando lo spreco settimanale pro capite medio a 352 grammi, superando, in anticipo di quattro anni, l\u2019esame dell\u2019Agenda 2030, quando a tutti sar\u00e0 chiesto di gettare mediamente non pi\u00f9 di 369,7 grammi a testa ogni settimana per centrare l\u2019obiettivo 12.3 sullo spreco alimentare.<\/p>\n<p>Tra i giovanissimi le azioni di acquisto pi\u00f9 scorrette <\/p>\n<p>Pi\u00f9 indietro dunque la Generazione Z (1997-2012), posizionata a quota 799 grammi di spreco settimanale medio pro capite; le famiglie Millennials (1981-1996), con 750 grammi settimanali pro capite, e quelle della Generazione X (1965-1980) con 478 grammi settimanali pro capite. Intervistati spiegano che il comportamento negativo deriva dalla dimenticanza, la fatica, il tempo e costi percepiti, insieme a un minore senso di efficacia individuale. Sul piano strettamente organizzativo, capita di dimenticare il cibo fino alla scadenza per uno Z su due (49%) contro un boomer su 5 (21%), e di calcolare in modo errato le quantit\u00e0 di cibo necessario per il 40% degli Z contro il 17% dei boomers. Pi\u00f9 si diventa adulti pi\u00f9 ci si abitua a sprecare di meno: se per la gen Z si arriva al 35%; nei loro genitori scende al 12%. Cos\u00ec come la difficolt\u00e0 di riutilizzare gli avanzi per la gen Z tocca quota 43%; nei boomers vale solo per uno su 5 (22%). Questo significa che le competenze domestiche si acquisiscono nel tempo, mentre il sovra acquisto \u00e8 una componente chiave dello spreco giovanile: acquistare troppo o in confezioni grandi \u00e8 molto pi\u00f9 diffuso tra i gen. Z (rispettivamente 38% e 36%) rispetto ai boomers (21% e 16%).<\/p>\n<p>\u201cLa sfida si vince mettendo insieme l\u2019esperienza e le competenze digitali\u201d<br \/>\nSpiega il direttore scientifico dell\u2019Osservatorio Waste Watcher International Andrea Segr\u00e8, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: \u201cI dati del Rapporto Waste Watcher 2026 ci dicono con chiarezza che la sfida dello spreco alimentare non si vince contrapponendo le generazioni, ma mettendole in relazione. I boomer oggi sono la locomotiva della prevenzione: hanno interiorizzato nel tempo competenze di cura, di gestione del cibo e di riuso. La Generazione Z, invece, \u00e8 pi\u00f9 fragile sul piano organizzativo, ma possiede un capitale decisivo: la padronanza degli strumenti digitali e la disponibilit\u00e0 al cambiamento. \u00c8 qui che nasce l\u2019intelligenza intergenerazionale: quando l\u2019esperienza incontra la tecnologia, quando il sapere pratico dei pi\u00f9 anziani viene tradotto in nuovi linguaggi dai pi\u00f9 giovani. Solo favorendo questo scambio \u2013 nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunit\u00e0 e anche nei luoghi del cibo fuori casa \u2013 possiamo davvero dimezzare lo spreco alimentare entro i prossimi quattro anni, come chiede la Campagna Spreco Zero. Lo spreco non \u00e8 solo una questione di consapevolezza, ma di competenze condivise: e il futuro passa dalla capacit\u00e0 di farle circolare tra le generazioni\u201d.<\/p>\n<p>Emerge in chiave quasi plebiscitaria la cura per la preparazione dei pasti, un tratto distintivo mediterraneo e italiano: una abitudine di vita cui si dedica ogni giorno l\u201988% degli italiani. Solo il 4% degli italiani dichiara di non cucinare, perch\u00e9 non ama farlo. E per la prima volta risulta praticamente unanime la consapevolezza intorno al tema \u201cspreco\u201d: il 94% degli italiani certifica la sua attenzione alla questione, e di questa moltitudine di cittadini il 63% getta qualcosa meno di 1 volta a settimana, solo il 14% spreca quasi quotidianamente. la deperibilit\u00e0 di frutta e verdura resta un problema trasversale alle generazioni ed \u00e8 spesso attribuita all\u2019origine dei prodotti acquistati e ai sistemi di conservazione nella filiera del cibo, pi\u00f9 che ai comportamenti individuali. La riduzione dello spreco passa soprattutto dalla gestione del cibo gi\u00e0 acquistato: in tutte le generazioni, le priorit\u00e0 principali sono mangiare prima il cibo a rischio e congelare, mentre la pianificazione rigida dei pasti resta marginale. Proprio la parte fondamentale per superare le cattive abitudini.\n<\/p><\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/green-and-blue\/2026\/02\/03\/news\/spreco_alimentare_ogni_settimana_gettiamo_mezzo_chilo_di_cibo_a_testa-425135979\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/03\/133740900-2a6c452e-eb75-4f72-988f-149e311e0dc7.jpg&#8221;] Immaginiamo che ogni giorno ognuno di noi vada dal fornaio, compri un panino e uscito dal negozio lo getti nei rifiuti. Accade pi\u00f9 o meno cos\u00ec leggendo i dati dell\u2019ultimo report dell\u2019Osservatorio Waste Watcher International diffuso in vista della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare il 5 febbraio. 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